Che significa? Riduzione

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Riduzione

Azione di Riduzione (d. civ.)

Disciplinata dagli artt. 553 ss., è l’azione che ha per scopo la reintegrazione della legittima [vedi], mediante la  Riduzione delle disposizioni testamentarie [vedi] e delle donazioni [vedi] eccedenti la quota di cui il testatore poteva disporre [vedi Disponibile (quota)].

Soggetti attivi legittimati all’azione di Riduzione, sono:

—  il legittimario [vedi] leso o pretermesso;

—  l’erede del legittimario;

—  l’avente causa del legittimario.

Il legittimario, che eserciti la Riduzione di donazioni o di disposizioni testamentarie, deve imputare alla propria porzione di legittima le donazioni (dirette o indirette) ed i legati [vedi Legato] a lui fatti, salvo che ne sia stato espressamente dispensato dal donante o dal testatore [vedi Dispensa dall’imputazione].

Il legittimario leso che non ha accettato l’eredità col beneficio d’inventario [vedi Accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario] non può chiedere la riduzione delle donazioni e dei legati fatti a persone che non sono chiamate come coeredi.

Se la Riduzione  è accolta, si procede in tal modo:

—  innanzitutto si diminuiscono le disposizioni testamentarie proporzionalmente (tranne diversa volontà del testatore);

—  successivamente si riducono le donazioni, cominciando dall’ultima e risalendo a quelle precedenti.

La Riduzione è soggetta alla prescrizione [vedi] ordinaria decennale, decorrente dall’apertura della successione [vedi].

Il legittimario, che mediante la Riduzione  abbia fatto dichiarare inefficace la disposizione lesiva, può ottenere quindi la restituzione [vedi] dell’immobile oggetto di tale disposizione e lo riceve libero da ogni peso o ipoteca [vedi].

Riduzione in schiavitù (d. pen.)

L’art. 600 c.p., riformulato dalla L. 228/2003 e, da ultimo, dal D.Lgs. 24/2014 recante misure contro la tratta di persone, tipizza tre modalità di realizzazione del reato:

—  l’esercizio su una persona di poteri corrispondenti a quelli del diritto di proprietà (traduzione normativa della nozione di Riduzione  in schiavitù dettata dalla Convenzione di Ginevra del 1926, ribadita dallo Statuto istitutivo della Corte penale internazionale, adottato dalla Conferenza diplomatica delle Nazioni Unite a Roma, nel 1998);

—  la Riduzione di una persona in uno stato di soggezione continuativa, attraverso l’imposizione di prestazioni lavorative o sessuali ovvero dell’accattonaggio o comunque del compimento di attività illecite che ne comportino lo sfruttamento, ovvero a sottoporsi al prelievo di organi (lo stato di soggezione ha luogo quando la condotta è attuata mediante violenza, minaccia, inganno, abuso di autorità o approfittamento di una situazione di vulnerabilità, di inferiorità fisica o psichica o di una situazione di necessità, o mediante la promessa o la dazione di somme di denaro o di altri vantaggi a chi ha autorità sulla persona);

—  il mantenimento di una persona nello stato di soggezione delineato in precedenza (risulta così sanzionata anche la condotta di chi mantenga in soggezione persona già privata da altri dello status libertatis).

L’art. 601 c.p., riscritto dalla L. 228/2003 e, da ultimo, riformulato in senso estensivo dal D.Lgs. 4-3-2014, n. 24, sanziona penalmente:

—  chiunque recluta, introduce nel territorio dello Stato, trasferisce anche al di fuori di esso, trasporta, cede l’autorità sulla persona, ospita una o più persone che si trovano nelle condizioni di cui all’art. 600, ovvero, realizza le stesse condotte su una persona o più persone, mediante inganno, violenza, minaccia, abuso di autorità o approfittamento di una situazione di vulnerabilità, di inferiorità fisica, psichica o di necessità, o mediante promessa o dazione di denaro o di altri vantaggi alla persona che su di essa ha autorità, al fine di indurle o costringerle a prestazioni lavorative, sessuali ovvero all’accattonaggio o comunque al compimento di attività illecite che ne comportano lo sfruttamento o a sottoporsi al prelievo di organi;

—  chiunque realizza le condotte anzidette nei confronti di persona minore di età (in tal caso rilevanti anche al di fuori delle modalità sopra descritte).

L’art. 602 c.p., sostituito dalla citata legge, è ipotesi sussidiaria, che sanziona l’alienazione, la cessione ed il correlativo acquisto di persona che si trovi in una delle condizioni di cui all’art. 600 c.p.

Pena: reclusione da 8 a 20 anni, per tutte le fattispecie.


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