Che significa? | Termini giuridici

Sanatoria

14 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 14 ottobre 2015



Sanatoria

Sanatoria del negozio giuridico (d. civ.)

È l’attività diretta a rendere valido ed efficace un negozio invalido.

Peraltro, deve notarsi che non tutti i vizi dell’atto possono essere sanati: infatti, solo l’annullabilità [vedi Annullamento] ha come carattere intrinseco la sanabilità, disponendo l’art. 1444 c.c. che il negozio annullabile può essere sanato mediante convalida [vedi].

La nullità [vedi], invece, non è sanabile; tuttavia si riconoscono due ipotesi di Sanatoria del negozio nullo: gli artt. 590 e 799 c.c. ammettono la conferma e l’esecuzione volontaria delle disposizioni testamentarie [vedi] nulle e delle donazioni [vedi Donazione] nulle.

Tali norme prevedono che la nullità delle disposizioni testamentarie o della donazione, da qualunque causa dipenda, non può essere fatta valere da chi, conoscendo la causa di nullità, abbia, dopo la morte del testatore [vedi Testamento] o del donante, confermato la disposizione o la donazione ovvero vi abbia dato spontanea esecuzione.

Sanatoria edilizia (d. urb.)

Il legislatore adopera il termine «sanatoria» per riferirsi indistintamente alla concessione edilizia in sanatoria — denominata «accertamento di conformità in sanatoria» nell’ambito della nuova disciplina — e al condono edilizio vero e proprio, ma tra i due istituti sussiste in realtà una differenza sostanziale.

Il condono edilizio è un provvedimento di portata eccezionale, temporalmente limitato perché riferito ai soli abusi commessi entro una determinata data e applicabile in via generale alla totalità (o quasi totalità) delle opere abusive, con la finalità di regolarizzarle non solo formalmente ma anche sostanzialmente: con il condono edilizio avviene — nei casi previsti dalla legge e su istanza degli interessati — la sanatoria in blocco degli abusi edilizi commessi entro la scadenza temporale indicata dal legislatore, ovvero la regolarizzazione formale e soprattutto sostanziale di tutti i manufatti edilizi, a prescindere dalla loro conformità alla disciplina urbanistico-edilizia vigente al tempo della loro costruzione o al tempo della presentazione della domanda.

L’accertamento di conformità, invece, è previsto per quelle opere che seppur realizzate abusivamente, e cioè in carenza di un titolo edilizio ovvero in difformità o con varianti essenziali dal titolo rilasciato, sono sostanzialmente conformi alla disciplina urbanistico-edilizia: effetto del provvedimento in sanatoria, a seguito dell’accertamento di conformità condotto dall’autorità amministrativa, è dunque «regolarizzare» gli abusi che presentano un’irregolarità formale, ma non sostanziale.

La partecipazione dei cittadini è facoltativa: ciascuno è libero di decidere se aderire o meno alla sanatoria, della quale viene definita la sfera d’azione attraverso la precisa individuazione — tra le varie tipologie di reati e/o di comportamenti sanzionabili in un determinato ambito di attività — di quelli rientranti e non rientranti nell’alveo della cd. «condonabilità».

Sanatoria nel processo civile (d. p. civ.)

Consegue all’omesso rilievo dei vizi che inficiano agli atti nei modi e termini di legge.

Peraltro, non tutte le nullità sono sanabili.

La Sanatoria opera in due casi: quando l’atto viziato ha comunque raggiunto lo scopo cui era destinato, nonché quando, trattandosi di nullità rilevabile solo su eccezione di parte, la parte che potrebbe giovarsi della nullità non la deduce tempestivamente o rinuncia a valersene.

Inoltre, la nullità non può essere fatta valere dalla parte che vi ha dato causa.

Le nullità assolute, cioè quelle rilevabili d’ufficio dal giudice in ogni stato e grado del giudizio, sono di regola insanabili, salvo che la legge ne preveda espressamente la Sanatoria

Per quanto concerne specificamente i vizi di nullità delle sentenze (art. 161 c.p.c.), vige il principio generale secondo cui tali vizi possono esser fatti valere solo col mezzo d’impugnazione [vedi] consentito contro quelle sentenze, così che la mancata impugnazione ed il conseguente passaggio in giudicato della sentenza implica l’impossibilità di rilevare il vizio, determinandone la Sanatoria

Gli unici vizi che non risultano sanati dal passaggio in giudicato della sentenza sono quelli che determinano non già la nullità, bensi l’inesistenza [vedi] della stessa (es.: difetto di sottoscrizione del giudice ex art. 161, co. 2, c.p.c.).

Sanatoria nel processo penale (d. p. pen.)

Anche nell’ambito del processo penale non tutte le nullità sono sanabili. Infatti si distinguono nullità sanabili ed insanabili.

Sono insanabili le nullità assolute, definite espressamente tali dal legislatore. Le altre sono sanate se non vengono rilevate o eccepite nei termini di legge; se la parte interessata ha rinunciato espressamente ad eccepirle ovvero ha accettato gli effetti dell’atto; se la parte si è avvalsa della facoltà al cui esercizio l’atto nullo è preordinato.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI