Che significa? | Termini giuridici

Scomunica

14 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 14 ottobre 2015



Scomunica (d. can.):È la più grave delle condanne ecclesiastiche. È considerata una pena medicinale poiché rientra fra le censure il cui fine principale è il ravvedimento del colpevole e non la sua punizione. Con questo provvedimento la Chiesa colpisce il battezzato che abbia peccato in maniera scandalosa, dal punto di vista morale o da quello religioso e non faccia atto di pentimento. Allo scomunicato viene proibito di partecipare alla vita sacramentale, cioè non può ricevere alcun sacramento, né assistere alle celebrazioni, e neppure fruire dei benefici che la Chiesa fa discendere dalle indulgenze, dai suffragi o dalle pubbliche preghiere.

Chi è colpito da Scomunica non può compiere atti legali ecclesiastici né esercitare poteri che gli erano propri. In ogni caso, quando il colpito da Scomunica si pente sinceramente della propria colpa deve essere assolto.

Le Scomunica si definiscono latae sententiae se scaturiscono da un comportamento delittuoso in quanto tale e non è necessario che vengano esplicitamente comminate da un ente ecclesiastico: chi compie un certo atto si trova ad essere scomunicato ipso facto. Si definiscono invece ferendae sententiae se non sono automatiche, ma devono essere inflitte da un organismo ecclesiale.

Inoltre vi sono Scomunica cd. riservate, la cui remissione può essere data solo dal Papa (ad es. per la profanazione della SS. Eucaristia, il conferimento della consacrazione episcopale da parte di un Vescovo, privo del mandato pontificio, la violazione diretta del sigillo sacramentale da parte del confessore) oppure dal Vescovo (ad es. l’aborto effettivamente procurato).

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