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Scudo fiscale

14 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 14 ottobre 2015



Scudo fiscale (d. trib.): Provvedimento legislativo previsto dall’art. 13bis del D.L. 78/2009 conv. con modif. dalla L. 102/2009. Tale articolo, in particolare, disponeva che pagando allo Stato un’imposta del 5% (elevata successivamente al 7%) era possibile far rientrare le somme di danaro clandestinamente esportate all’estero. In seguito l’art. 19, co. 6, D.L. 201/2011 ha previsto che le stesse attività finanziarie oggetti di emersione nonché quelle scudate da precedenti provvedimenti siano soggette ad un’imposta di bollo speciale annuale, del 4 per mille. Per gli anni 2012 e 2013 l’aliquota è stata stabilita, rispettivamente nella misura del 10 per mille e del 13,5 per mille. L’imposta è determinata con riferimento al valore delle attività ancora segregate al 31 dicembre dell’anno precedente.

L’intento, quindi, è quello di far emergere, legalmente, le somme non dichiarate al fisco.

Se apparentemente la ratio del provvedimento è di indurre al rientro di capitali che altrimenti difficilmente potrebbero essere scoperti, in realtà si consente ai detentori del potere economico, in dispregio dei più elementari principi costituzionali (proporzionalità e progressività delle imposte previsti dall’art. 53 Cost.), di consolidare la loro forza economica esportandola oltre i confini nazionali e creando, in tal modo, ingenti accumuli di denaro.

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