Che significa? Servizio

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Servizio

Servizio bancario delle cassette di sicurezza [contratto di] (d. civ.) (d. comm.)

In virtù del Servizio la banca mette a disposizione del cliente una cassetta [vedi], posta in locali appositamente predisposti, in cui il cliente può riporre documenti, oggetti e ogni altra cosa non pericolosa, verso corrispettivo (artt. 1839 ss. c.c.).

Si tratta di un contratto consensuale, ad esecuzione continuata, di ordinaria amministrazione (in quanto diretto alla conservazione di valori).

La natura giuridica del servizio in questione è piuttosto controversa, ma la funzione può essere essenzialmente riportata alla custodia di cose depositate.

La banca risponde verso l’utente della custodia dei locali e dell’integrità dei locali e della cassetta, salvo il caso fortuito: nel caso fortuito rientrano eventi imprevedibili quali un terremoto, o la guerra. Il cliente è tenuto al pagamento del canone, proporzionato al volume della cassetta ed al valore dichiarato del contenuto.

Servizio civile (d. pub.)

Forma di assolvimento del dovere di difesa della Patria [vedi] in alternativa al servizio militare [vedi].

L’istituzione del Servizio è strettamente collegata alla obiezione di coscienza [vedi], diritto soggettivo dell’individuo il quale, per contrarietà all’uso delle armi, non accetti l’arruolamento nelle forze armate, preferendo impegnarsi in attività socialmente utili.

Questa stretta connessione con la disciplina della obiezione di coscienza è però venuta meno a seguito dell’introduzione, ad opera della L. 331/2000, del servizio militare professionale e della conseguente sospensione del servizio di leva obbligatorio dal 1° gennaio 2005.

A seguito di siffatta riforma, quello che era il Servizio sostitutivo della leva obbligatoria si è trasformato nel Servizio nazionale, che consiste nella possibilità, offerta ai giovani di ambo i sessi, con età compresa fra i 18 ed i 28 anni, di dedicare un anno della propria vita ad attività sociali che spaziano dalla difesa della Patria con metodi non militari, al sostegno dei bisognosi, fino alla salvaguardia del patrimonio ambientale e/o storico-culturale.

Secondo la disciplina legislativa attualmente vigente l’accoglimento delle domande è automatico e il rifiuto è subordinato alla sussistenza di uno dei motivi ostativi previsti dal legislatore: l’essere titolari di licenze o autorizzazioni a tenere armi; l’aver presentato domanda per prestare il servizio militare in un corpo armato; l’essere stati condannati per delitti non colposi commessi con l’uso della violenza contro persone o riguardanti l’appartenenza a gruppi eversivi o di criminalità organizzata.

Servizio militare (d. pub.)

Prestazione dovuta dai cittadini, in ottemperanza del dovere, imposto dall’art. 52 Cost., di difesa della Patria [vedi] nei limiti e secondo le modalità stabilite dalla legge (D.P.R. 237/1964).

Successivamente, la L. 15 dicembre 1972, n. 772 (abrogata e migliorata dalla L. 8 luglio 1998, n. 230), introducendo un Servizio civile sostitutivo e alternativo di pari durata temporale, ha riconosciuto l’obiezione di coscienza.

Anche la Corte costituzionale, con sent. 164/1985, ha sottolineato come il dovere di difendere la Patria possa essere correttamente adempiuto anche attraverso adeguati comportamenti di impegno sociale non armato [vedi Servizio civile].

Con la L. 14-11-2000, n. 331, il legislatore ha provveduto ad una radicale riforma delle nostre Forze armate, introducendo il Servizio militare professionale, riforma resa operativa con il D.Lgs. 8-5-2001, n. 215.

L’art. 7 di tale decreto ha sancito la sospensione del Servizio obbligatorio di leva a partire dal 1° gennaio 2005. Nello stesso anno è stata emanata la L. 6-3-2001, n. 64 che ha istituito il Servizio civile nazionale che consiste nel dedicare 12 mesi a iniziative di solidarietà sociale.

Sulla fitta trama normativa di cui sopra, in attuazione della L. 28 novembre 2005, n. 246, sono stati emanati il D.Lgs. 15 marzo 2010, n. 66, cd. Codice dell’ordinamento militare e il Testo Unico recante disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare (D.P.R. 15 marzo 2010, n. 90).

Il Codice dell’ordinamento militare, ripartito in nove libri, tratta al Libro VIII del Servizio militare e del Servizio degli obiettori di coscienza in tempo di guerra o di grave crisi internazionale. Esso, nell’abrogare tutti i precedenti provvedimenti della materia (tra essi anche la citata L. 331/2000, buona parte del D.Lgs. 215/2001 e il D.Lgs. 197/2005), ne riprende in buona sostanza i contenuti, riformulandoli opportunamente alla luce delle mutate esigenze socio-politiche.

Il Libro VIII, pertanto, apre con il richiamo all’art. 52 Cost., in attuazione del quale il Servizio  militare è obbligatorio nei casi e con le modalità stabilite dal Codice dell’ordinamento militare.

Servizio per le informazioni e la sicurezza democratica (d. pub.)

[vedi SISDE].

Servizio per le informazioni e la sicurezza militare (d. pub.)

[vedi SISMI].

Rapporto di Servizio (d. amm.)

Rapporto giuridico intersoggettivo che legittima l’inserimento di una persona fisica al servizio di una pubblica amministrazione [vedi].

A seconda del titolo, ossia del fatto costitutivo che lo instaura, esso si distingue in rapporto di Servizio:

—  di diritto, qualora si costituisca mediante un atto di assunzione dell’autorità amministrativa;

—  di fatto, in assenza di un atto formale di assunzione.

Il rapporto di Servizio  di diritto può essere volontario o coattivo, a seconda che per il suo sorgere occorra o meno il consenso dell’interessato.

I casi di rapporto di Servizio coattivo trovano applicazione molto ristretta, e solo nei casi tassativi di legge; infatti l’art. 23 Cost. stabilisce che nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge [vedi Obbligazioni pubbliche].

Il rapporto di Servizio (di diritto) volontario può essere:

—  impiegatizio: quando si concretizza in un rapporto di impiego tra ente e soggetto. Esso ha durata indeterminata;

—  onorario: se derivante da un incarico talvolta elettivo, onorifico etc.; esso ha generalmente durata temporanea (es.: i Ministri); viene espletato non a titolo di professione e la controprestazione della P.A. non si configura come retribuzione, bensì come un indennizzo a titolo di ristoro.

Esso si costituisce, generalmente, con un atto amministrativo di assunzione del soggetto.


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