Che significa? | Termini giuridici

Simulazione

14 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 14 ottobre 2015



Simulazione

Simulazione del negozio (d. civ.)

Si ha quando le parti, d’accordo, pongono in essere deliberatamente dichiarazioni difformi dal loro interno volere; le parti, cioè, pongono in essere un negozio giuridico del quale non vogliono gli effetti, ovvero si propongono di realizzare effetti diversi da quelli tipici del negozio posto in essere. In sintesi la Simulazione è il fenomeno dell’apparenza contrattuale creata intenzionalmente.

La   Simulazione può essere assoluta o relativa.

La Simulazione  assoluta si ha quando le parti pongono in essere un dato negozio (cd. simulato), ma in realtà non vogliono alcun negozio (è il caso di chi simula di vendere i suoi beni per sottrarli ad un’esecuzione forzata).

Ricorre, invece, quella relativa quando le parti pongono in essere un dato negozio, ma in realtà vogliono un negozio diverso (cd. dissimulato).

Circa le conseguenze della Simulazione tra le parti, ha effetto la realtà della situazione occultata sotto l’apparenza del negozio simulato. Precisamente:

—  in caso di Simulazione assoluta, il negozio simulato non produce effetto alcuno;

—  in caso di Simulazione relativa, occorre ulteriormente distinguere:

– il negozio simulato (fittizio) non produce alcun effetto;

– il negozio dissimulato (occulto), in quanto voluto, produce effetti, se ha i requisiti di sostanza (es. liceità) o di forma (es. atto pubblico) richiesti dalla legge.

L’azione che mira a far accertare la Simulazione è, secondo la dottrina dominante, imprescrittibile.

Simulazione di reato (d. pen.)

Risponde di tale delitto chiunque, con denuncia, querela, richiesta o istanza, anche se anonima o sotto falso nome, diretta all’autorità giudiziaria o ad un’altra autorità che a quella abbia obbligo di riferirne, affermi falsamente essere avvenuto un reato, ovvero simuli le tracce di un reato, in modo che si possa iniziare un procedimento penale per accertarlo (art. 367 c.p.).

Il reato appartiene alla categoria dei delitti contro l’amministrazione della giustizia. Scopo della norma è quello di evitare ostacoli al normale svolgimento dell’attività giudiziaria inutilmente esercitata in relazione a reati immaginari.

È sempre necessario che il reato simulato non si sia verificato, oppure sia essenzialmente diverso da quello commesso effettivamente (quando cioè il fatto è alterato in modo tale da costituire un titolo diverso di reato).

Il dolo [vedi] comporta la coscienza e volontà della Simulazione  con la consapevolezza che il fatto simulato costituisce reato e che esiste la possibilità di inizio del procedimento penale.

Il reato è attenuato se la Simulazione  con­cerne un fatto preveduto dalla legge come contravvenzione.

Pena: Reclusione da 1 a 3 anni.

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