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Socialismo

14 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 14 ottobre 2015



Socialismo (sc. pol.): Insieme delle dottrine e dei movimenti che propugnano un sistema sociale ed economico fondato sulla tutela degli interessi del corpo sociale e in cui siano garantiti indistintamente i diritti sociali, politici ed economici di tutti i cittadini.

Nella sua accezione più vasta il  Socialismo è ricorrente nella storia del pensiero politico, anche se in forma celata e utopistica (come nella «città ideale» di Platone, Moro e Campanella).

Il pensiero socialista è, comunque, espressione dell’epoca moderna: si pensi alla «congiura degli eguali» di Babeuf nella Francia rivoluzionaria (1789).

Nell’ambito del Socialismo  rientrano le teorie e l’attività di una serie di pensatori che hanno operato lungo il corso del XIX secolo, quali Robert Owen, Charles Fourier, Claude-Henri de Saint-Simon, Louis-Auguste Blanqui, Louis Blanc e Pierre-Joseph Proudhon. Pur nella diversità degli approcci, tali filosofi sono solitamente raggruppati all’interno del cosiddetto «socialismo utopistico».

Ad esso si contrappone il «socialismo scientifico» di Karl Marx e Friedrich Engels.

I due pensatori identificarono nel proletariato l’unico protagonista della trasformazione sociale attraverso la lotta di classe, individuando nel capitalismo la fonte delle contraddizioni interne che ne determinano il «crollo».

Nel XIX secolo il Socialismo  si strutturò in partiti organizzati: prototipo fu il Partito socialdemocratico tedesco (1875), cui seguì la fondazione di partiti socialisti in Francia (1880), in Italia (1892), in Russia (1898) e in altri paesi.

Malgrado una precoce vocazione internazionalista (la Prima Internazionale è del 1864), il Socialismo europeo sembrò adottare una forma di organizzazione e di azione politica concentrata al contesto nazionale.

Nel 1889 tuttavia venne data vita alla Seconda Internazionale.

L’adozione di misure legislative in campo sociale, da parte di molti governi, privò i partiti socialisti di una delle loro maggiori spinte propulsive.

L’impronta teorica di Lenin e la rivoluzione d’ottobre (1917) segnarono la rottura definitiva tra Socialismo e comunismo.

La Terza Internazionale (1919), di impronta comunista, bollò addirittura i partiti socialisti come «socialfascisti».

Successivamente il socialismo trovò una nuova forma di aggregazione detta dei «fronti popolari», costituiti dall’allenza tra socialisti e comunisti. Ciò permise, nel 1938, la vittoria alle elezioni politiche del «Fronte popolare» in Spagna e in Francia, ma non in Italia nel 1948.

Dalla fine della seconda guerra mondiale (1945) l’esperienza del Socialismo si è svolta, da un lato, con il rifiuto delle esperienze del cosiddetto «socialismo reale», di stampo sovietico, dall’altro con una progressiva «socialdemocratizzazione» soprattutto nei paesi del Nord-Europa.

Oggi i partiti socialisti sono arrivati ripetutamente al governo in diversi paesi europei, nell’ambito di un contesto politico democratico e rappresentativo ove spesso sono stati «intrappolati» dal consociativismo con altre forze politiche. La conseguenza dell’avvento al potere di tali partiti è strettamente legata alla nascita del Welfare StateStato del benessere») che ricalca alcuni aspetti tipici del Socialismo.

Agli inizi degli anni ’80, la crisi del Welfare e l’inizio di una fase politica improntata al liberalismo e al conservatorismo sembrava aver messo in crisi il  Socialismo europeo, che nel nuovo millennio procede tra numerosi alti e bassi nel confuso scenario mondiale attuale.

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