Che significa? | Termini giuridici

Società

14 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 14 ottobre 2015



Società (d. comm.): Forma di esercizio collettivo dell’impresa: trattasi di un’organizzazione di persone e beni preordinata e coordinata al raggiungimento di uno scopo produttivo, mediante l’esercizio in comune di un’attività economica, attuata attraverso determinati conferimenti che i soci si impegnano a prestare con il contratto con il quale costituiscono la Società. 

Tale forma di collaborazione è caratterizzata dal fatto che tutti gli associati partecipano al rischio di gestione dell’impresa.

Il codice disciplina diversi tipi di Società , che possono classificarsi in due grandi gruppi:

Società  di persone. In questo tipo di Società  l’elemento personale prevale rispetto a quello patrimoniale. Alle Società  di persone non è riconosciuta la personalità giuridica, ma una mera soggettività; esse sono dotate di una autonomia patrimoniale imperfetta, e quindi il patrimonio dei soci concorre a soddisfare i creditori sociali. Sono Società di persone: la  Società semplice, quella in nome collettivo e quella in accomandita semplice;

—  Società  di capitali. Acquistano la personalità giuridica al momento dell’iscrizione nel registro delle imprese; in questo tipo di Società  si realizza un’autonomia patrimoniale perfetta, e quindi i soci rispondono delle obbligazioni sociali nei limiti della quota conferita.

Sono Società  di capitali: le  Società a responsabilità limitata, quelle in accomandita per azioni e le Società  per azioni.

Con il D.Lgs. 6/2003, il legislatore ha varato la prima riforma organica del diritto societario, innovando il titolo V del codice civile. Le nuove disposizioni sono entrate in vigore il 1° gennaio 2004; l’adeguamento degli statuti alla nuova disciplina è stato comunque comunque progressivo.

Società  a responsabilità limitata

È unaSocietà  di capitali caratterizzata dal beneficio della responsabilità limitata dei soci.

In particolare, essa è la persona giuridica che esercita un’attività col patrimonio conferito dai soci e con gli utili eventualmente accumulati ed in cui le quote di partecipazione dei soci non possono essere rappresentate da azioni e non possono costituire oggetto di offerta al pubblico di prodotti finanziari.

La s.r.l. risponde in grandi linee alle stesse funzioni economiche soddisfatte dalla s.p.a. ma, rispetto alla s.p.a., è caratterizzata da una maggiore scioltezza di forme e da una più attiva presenza dei soci nell’amministrazione sociale.

[vedi anche Società unipersonali].

La L. 99/2013, di conversione del D.L. 76/2013 (decreto lavoro) ha introdotto la possibilità, per tutte le s.r.l., di determinare l’ammontare del capitale in misura inferiore ad euro 10.000, pari almeno ad 1 euro, con conferimenti esclusivamente in denaro. In tale ipotesi sorge l’obbligo per la Società  di accantonare una somma da dedurre dagli utili netti risultanti dal bilancio pari almeno ad un quinto degli stessi, obbligo che permane fino a quando riserva e capitale non abbiano raggiunto l’ammontare di 10.000 euro.

Società a responsabilità limitata semplificata

Con il D.L. 1/2012, meglio noto come «decreto sulle liberalizzazioni», convertito in L. 27/2012 il  legislatore ha introdotto il nuovo art. 2463bis c.c. che istituisce la fattispecie della Società  con l’obiettivo di favorire l’accesso dei giovani all’esercizio dell’attività di impresa.

Nelle intenzioni iniziali del legislatore  la possibilità di accedere alla  Società era tuttavia riservata soltanto alle persone fisiche di età inferiore ai 35 anni. È tuttavia opportuno segnalare che il requisito anagrafico dei 35 anni di età non è più vigente (e vale per tutte le forme di s.r.l.) per effetto delle modifiche apportate all’art. 2463bis c.c. dal D.L. 76/2013, conv. in L. 99/2013.

Nella  Società a responsabilità limitata semplificata, il capitale sociale sottoscritto ed integralmente versato potrà essere compreso tra la somma di euro 1,00 ed euro 10.000,00. Il contenuto minimo necessario dell’atto costitutivo della  Società dovrà prevedere l’indicazione dei seguenti elementi essenziali: (1) il cognome, nome, data, luogo di nascita, domicilio, cittadinanza di ciascun socio; (2) la denominazione sociale contenente l’indicazione di  Società a responsabilità limitata semplificata; (3) l’indicazione del Comune ove sono poste la sede della Società  e le eventuali sedi secondarie; (4) l’ammontare del capitale sociale che dovrà essere pari almeno ad euro 1,00 ed inferiore all’importo di euro 10.000,00, nonché sottoscritto e interamente versato alla data della costituzione; (5) l’indicazione dell’attività che costituisce l’oggetto sociale, così come previsto dall’art. 2463, co. 2, n. 3), c.c.; (6) la determinazione della quota di partecipazione di ciascun socio, così come previsto dall’art. 2463, co. 2, n. 6), c.c.; (7) l’indicazione delle norme relative al funzionamento della Società  con la precisazione di quelle concernenti l’amministrazione e la rappresentanza, così come previsto dall’art. 2463, co. 2, n. 7), c.c.; (8) l’elencazione delle persone cui è affidata l’amministrazione della Società  e del soggetto eventualmente incaricato di effettuare la revisione legale dei conti, così come previsto dall’art. 2463, co. 2, n. 8, c.c.; (9) l’indicazione del luogo e della data di sottoscrizione dell’atto di costituzione.

Società aperta

Con la riforma del diritto societario è stata introdotta ex novo nel nostro ordinamento (art. 2325bis c.c.) la figura delle Società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, altrimenti dette Società  aperte.

Rispetto alla tradizionale distinzione tra Società quotate e  Società non quotate nei mercati regolamentati, le Società  aperte si pongono come tertium genus, che comprende:

—  integralmente la categoria delle Società  quotate nei mercati regolamentati Borsa [vedi];

—  parzialmente la categoria delle Società non quotate, ovvero nella misura in cui queste abbiano una diffusione rilevante dei propri titoli tra il pubblico.

L’individuazione della categoria delle Società  che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio è determinante per l’applicazione di alcune disposizioni introdotte dalla riforma.

Società  apparente

Ricorre quando due o più persone, fra loro non legate da alcun contratto di Società , si comportano in modo da ingenerare nei terzi la convinzione che esse agiscano in qualità di soci e da indurre costoro a fare affidamento sull’esistenza della  Società e sulla responsabilità solidale per le obbligazioni assunte dai soci apparenti.

Orbene, la giurisprudenza, sensibile alle istanze di tutela dell’affidamento incolpevole, nega al socio apparente la possibilità di eccepire al terzo l’inesistenza della Società  e l’assoggetta alle medesime conseguenze che sarebbero derivate dall’effettiva esistenza della Società

Società consortile

[vedi Consorzio].

Società  controllante

È la ) Società che detiene partecipazioni di maggioranza in altre  Società [vedi Società controllata]. Queste ultime mantengono la propria autonomia, sia tra di loro che nei confronti della Società , detta anche Società  madre o holding.

Società controllata

Ai sensi dell’art. 2359 c.c. vanno considerate Società  controllate:

—  le Società  in cui un’altra società dispone della maggioranza dei voti richiesta per le deliberazioni dell’assemblea ordinaria (controllo interno, diretto e di diritto);

—  le Società  in cui un’altra società dispone della maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea ordinaria, computando anche i voti spettanti a società direttamente controllate o a società  fiduciarie o ad interposta persona (controllo interno, indiretto e di diritto);

—  le Società in cui un’altra società dispone di voti sufficienti per esercitare un’influenza dominante nell’assemblea ordinaria: è l’ipotesi di società con capitale sociale frammentato in una molteplicità di partecipazioni, per cui anche il possesso di una partecipazione intrinsecamente minoritaria può consentire di fatto il controllo delle Società  partecipate (controllo interno, diretto, di fatto);

—  leSocietà in cui un’altra società dispone di voti sufficienti per esercitare un’influenza dominante nell’assemblea ordinaria, computando anche i voti spettanti ad ulteriori società controllate o fiduciarie, o per interposta persona (controllo interno, indiretto e di fatto);

—  le Società  che sono sotto l’influenza dominante di un’altra società in virtù di particolari vincoli contrattuali esistenti con essa (controllo esterno e di fatto).

La normativa che regola la materia si prefigge gli scopi di:

—  garantire l’integrità del capitale e della riserva legale dall’annacquamento che si determinerebbe se fosse consentito alla società di investire il proprio capitale e le proprie riserve nel capitale della controllante;

—  impedire che la Società  eserciti il voto nelle assemblee della controllante secondo le direttive di quest’ultima.

Società cooperativa

 È una  Società mutualistica predisposta per l’esercizio collettivo, a scopo mutualistico, di imprese commerciali e non commerciali. La  Società cooperativa può operare in vari settori: produzione, consumo, lavoro, edilizia, credito, assicurazione.

La  Società cooperativa è costituita con atto pubblico [vedi] iscritto nel registro delle imprese [vedi]. Con l’iscrizione acquista la personalità giuridica [vedi]. Per la sua costituzione si richiede un numero di soci non inferiore a nove (in ipotesi particolari è richiesto un numero minimo più elevato) senza precludere con ciò la possibilità di ingresso di nuovi soci alle condizioni determinate dall’atto costitutivo (vale cioè il cd. principio della porta aperta).

Il capitale sociale è variabile ed è diviso fra i soci in quote [vedi Quota sociale] o azioni [vedi Azione societaria].

Il valore nominale di ciascuna quota o azione non può essere inferiore a 25 euro né, per le azioni, superiore a 500 euro. Inoltre, ove la legge non preveda diversamente, nessun socio può avere una quota superiore a 100.000 euro, né tante azioni il cui valore nominale superi questa cifra.

Le quote ed azioni non sono liberamente trasferibili per atto tra vivi e possono essere cedute solo con l’autorizzazione degli amministratori.

Il legislatore della riforma (del 2003) ha abolito la distinzione, prima esistente, tra Società  cooperative a responsabilità limitata ed illimitata, unificando il regime della responsabilità e prevedendo che per le obbligazioni sociali risponda esclusivamente la  Società con il suo patrimonio.

Di nuova introduzione è invece la distinzione tra cooperative a mutualità prevalente e cooperative non a mutualità prevalente, con riserva delle agevolazioni fiscali previste dalle leggi speciali solo in favore della prima.

L’art. 2512 c.c. detta i criteri per la individuazione delle cooperative a mutualità prevalente, mentre l’art. 2514 c.c. indica i requisiti di non lucratività (idonei a garantire l’ammissione alle agevolazioni fiscali) che esse devono prevedere nei rispettivi statuti.

La L. 59/1992 ha esteso alle Società  cooperative e ai loro consorzi [vedi] la possibilità di far aderire alla compagine sociale i soci sovventori, ha consentito alla Società  cooperativa di emettere azioni di partecipazione cooperativa [vedi Azione societaria] e ha istituito i fondi mutualistici [vedi].

Inoltre, il D.M. 23-6-2004 ha previsto che tutte le Società  cooperative si iscrivono nell’apposito Albo. Tale iscrizione, a seguito della L. 99/2009, ha assunto valore costitutivo della qualifica di Società  cooperativa.

n Sono molto numerose le cooperative di consumo, cooperative di consumatori dirette a garantire migliori condizioni nell’approvvigionamento delle merci. Attualmente le cooperative di consumo costituiscono un’alternativa ai negozi privati, garantendo notevoli risparmi ai consumatori grazie al superamento della intermediazione dei grossisti.

Società  di assicurazione (d. ass.)

È una  Società che esercita professionalmente, mediante un’organizzazione di persone e mezzi, l’attività consistente nell’assunzione dei rischi, relativi alla vita economica e sociale, derivanti dal verificarsi di un evento dannoso [vedi Assicurazione (Contratto di)].

La Società  di assicurazione nazionale può essere costituita soltanto nelle seguenti forme giuridiche:

—  Società per azioni;

—   Società cooperativa a responsabilità limitata;

—  Società di mutua assicurazione.

L’esercizio dell’attività assicurativa è subordinato al rilascio di apposita autorizzazione da parte dell’organo di vigilanza del settore, vale a dire l’I.V.ASS. [vedi].

Tale autorizzazione non è tuttavia un requisito legale per la costituzione della Società : al contrario presuppone che la Società sia già costituita. L’autorizzazione dell’I.V.ASS. deve essere richiesta anche dalle Società  extracomunitarie, mentre quelle della Unione europea [vedi] sono soggette al controllo delle autorità di vigilanza del loro paese d’origine.

Società  di capitali

[vedi Società].

Società di comodo

È quella costituita al solo scopo di trarre vantaggio dalla condizione giuridica dei beni conferiti al patrimonio societario, in modo da sottrarli al fisco o ai creditori individuali.

L’art. 2248 c.c. vieta la costituzione di Società  di comodo, cioè di Società che implicano il mero godimento dei beni, con esclusione dell’esercizio di un’attività economica, disponendo che in tal caso il contratto di costituzione della Società  debba essere considerato come contratto costitutivo di una comunione volontaria.

La disciplina applicabile, pertanto, è quella tipica della comunione [vedi], dettata dagli artt. 1100 ss. c.c.

Devono perciò essere considerate illegittime le cd. Società immobiliari di comodo, largamente diffuse nella pratica, il cui patrimonio è costituito solo dagli immobili conferiti dai soci allo scopo esclusivo di locarli a terzi o agli stessi soci.

Si tratta in realtà di comunioni immobiliari costituite in forma societaria.

Società di fatto

Fenomeno che si realizza allorquando una pluralità di persone si accorda a conferire beni e servizi per l’esercizio in comune di una attività economica, allo scopo di dividerne gli utili, mediante accordi non registrati o tenendo comportamenti da cui obiettivamente si deduce una tale volontà (cd. facta concludentia), pur se il valore giuridico di questi sfugga alle stesse parti, che non siano cioè consapevoli di dar vita ad una struttura societaria.

La Società  di fatto è regolata dalle norme sulla società semplice [vedi Società] se l’attività esercitata non è commerciale; se, invece, l’attività è commerciale, è regolata dalle norme sulla  Società in nome collettivo irregolare [vedi Società irregolare]. In questo caso sarà anche soggetta a fallimento [vedi].

Dei debiti della  Società rispondono personalmente ed illimitatamente i singoli soci.

Società  di intermediazione mobiliare

[vedi S.I.M.].

Società di investimento a capitale fisso

[vedi S.I.C.A.F.].

Società  di investimento a capitale variabile

[vedi S.I.C.A.V.].

Società di persone

[vedi Società].

Società  di professionisti

È la Società  creata da professionisti per esercitare congiuntamente, al fine di ripartirsi i rischi, gli oneri, ma anche gli utili, un’attività professionale.

L’art. 24 L. 266/1997 consente l’esercizio delle professioni intellettuali in forma di Società  di persone e di capitali demandando ad un regolamento interministeriale la pratica attuazione della norma.

Successivamente è intervenuto il D.Lgs. 2-2-2001, n. 96 che, in attuazione della Direttiva 98/5/CE e della legge comunitaria di delega 21 dicembre 1999, n. 526, ha regolamentato l’istituto della Società tra avvocati.

Nel 2006 vi è stato un ulteriore intervento legislativo ad opera del D.L. 223/2006 (cd. decreto Bersani 2), conv. in L. 248/2006, che ha consentito la prestazione di servizi professionali interdisciplinari da parte diSocietà  di persone oppure di associazioni tra professionisti. Sono abrogate, infatti, le disposizioni legislative e regolamentari che prevedono, con riferimento alle attività libero-professionali e intellettuali, il divieto di fornire all’utenza servizi professionali di tipo interdisciplinare da parte diSocietà  di persone o associazioni tra professionisti, fermo restando che l’oggetto sociale relativo all’attività libero professionale deve essere esclusivo, che il medesimo professionista non può partecipare a più di una Società  e che la specifica prestazione deve essere resa da uno o più soci professionisti previamente indicati, sotto la propria personale responsabilità.

Sulla disciplina della Società  tra professionisti è intervenuta, successivamente, la L. 12-11-2011, n. 183 (Legge di stabilità per il 2012) che ha introdotto la possibilità per i professionisti di costituire  Società sia di persone sia di capitali per l’esercizio di attività professionali regolamentate, abrogando la precedente disciplina delle associazioni professionali (L. 1815/1939). È dunque consentito alla Società  tra professionisti di assumere anche la forma di Società  di capitali. Qualunque sia la forma prescelta, la denominazione sociale sarà « Società tra professionisti» che potrà svolgere anche diverse attività professionali (Società multidisciplinari). La Società  deve prevedere nell’atto costitutivo alcuni requisiti, tra cui l’esercizio in via esclusiva dell’attività professionale da parte dei soci. Possono assumere la qualifica di socio soltanto i professionisti iscritti a ordini, collegi o albi e i cittadini di Stati membri dell’Unione Europea in possesso del titolo di studio abilitante all’esercizio della professione. Sono peraltro ammessi soci non professionisti per lo svolgimento di prestazioni tecniche ovvero per finalità di investimento.

Società di revisione

La Società di revisione, a norma dell’art. 1, lett. q) del D.Lgs. 39/2010 è una Società  abilitata ad esercitare la revisione legale e iscritta al registro ovvero un’impresa abilitata ad esercitare la revisione legale in un altro Stato membro dell’Unione europea. Il D.Lgs. 39/2010 ha modificato sensibilmente la disciplina della revisione legale dei conti della  Società prevedendo, tra l’altro, un’equiparazione giuridica sostanziale tra revisori persone fisiche e di revisione. Inoltre, salvo un periodo transitorio, scompare l’Albo speciale delle Società  di revisione tenuto dalla CONSOB [vedi] ai sensi dell’art. 161 D.Lgs. 58/1998.

È stato istituito, infatti, un registro unico nel quale sono iscritti i revisori legali e le Società , gestito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Al Ministero compete la responsabilità dell’abilitazione e dell’iscrizione nel registro, la sua tenuta e la vigilanza sulla formazione continua dei soggetti in esso iscritti.

Le  Società possono chiedere l’iscrizione nel registro dei revisori legali e delle Società  di revisione legale se soddisfano le condizioni previste dall’art. 2, co. 4, D.Lgs. 39/2010.

Società finanziarie

Sono Società  per azioni il cui capitale sociale viene costituito attraverso l’emissione di proprie azioni ed obbligazioni, oppure attraverso operazioni finanziarie. Questi capitali vengono reinvestiti in partecipazioni ad imprese produttive o nell’acquisto di titoli emessi da enti pubblici. All’attività di investimento (assunzione di partecipazioni) tali Società affiancano spesso altre attività finanziarie, ad esempio il leasing [vedi], il factoring [vedi], o servizi di consulenza. Le Società finanziarie svolgono quindi un’attività di intermediazione finanziaria, pertanto devono conformarsi al dettato degli artt. 106 ss. del D.Lgs. 385/1993 (T.U. in materia bancaria).

Società in accomandita per azioni

È una  Società di capitali (S.p.A.) che si caratterizza, come la Società  in accomandita semplice [vedi] per la presenza di due diverse categorie di soci:

—  gli accomandanti, i quali assumono il ruolo di finanziatori e rispondono per le obbligazioni della  Società solo nei limiti della quota di capitale sottoscritta;

—  gli accomandatari, i quali amministrano la Società in via esclusiva e senza limiti temporali, assumendo la responsabilità personale, solidale e illimitata verso i terzi per le obbligazioni della Società

Analogamente a quanto previsto per le Società  per azioni, le quote di partecipazione dei soci sono rappresentate da azioni [vedi], la Società  deve iscriversi nel registro delle imprese [vedi] per acquistare la personalità giuridica e deve avere un capitale sociale minimo di 50.000 euro.

Società in accomandita semplice

È una  Società di persone caratterizzata dalla presenza di due diverse categorie di soci:

—  i soci accomandanti che conferiscono soltanto dei beni, non partecipano alla gestione sociale e, quindi, non amministrano né assumono responsabilità verso i terzi per le obbligazioni sociali, se non limitatamente alla quota conferita;

—  i soci accomandatari che, oltre ad essere obbligati verso la )Società all’esecuzione dei conferimenti, partecipano alla gestione della Società , amministrandola ed assumendo una responsabilità personale, solidale e illimitata verso i terzi e rispondendo per le obbligazioni sociali anche con il proprio patrimonio personale.

Società in nome collettivo

È una Società  di persone caratterizzata dalla responsabilità solidale e illimitata dei soci, i quali rispondono versi i terzi per le obbligazioni sociali con l’intero loro patrimonio personale (s.n.c.).

Molto diffusa nella pratica, viene normalmente costituita tra persone appartenenti alla stessa famiglia o quanto meno tra poche persone legate da vincoli di reciproca fiducia.

L’autonomia patrimoniale della Società  in nome collettivo è più rigida di quella della Società  semplice. In particolare:

—  la responsabilità dei soci per le obbligazioni sociali, in base a norma inderogabile (art. 2291 c.c.), pur avendo natura di responsabilità solidale ed illimitata, presenta carattere sussidiario: il creditore sociale deve preventivamente escutere il patrimonio sociale e, solo in caso di insufficienza, può agire sui beni personali del socio (ciò a differenza dalla  Società semplice, dove il beneficio di preventiva escussione opera soltanto se espressamente richiesto dal socio);

—  il creditore particolare di un socio non può chiedere la liquidazione della quota del suo debitore (art. 2305 c.c.). Egli può, invece, compiere atti conservativi sulla quota del suo debitore, far valere i suoi diritti sugli utili, provocare la dichiarazione di fallimento del debitore (se imprenditore commerciale) e, quindi, la sua esclusione di diritto dalla Società ;

—  ogni socio che entra a far parte della  Società risponde anche per le obbligazioni contratte prima della sua ammissione;

—  la responsabilità del socio uscente, per le obbligazioni sociali contratte nel periodo della sua permanenza in ,Società persiste fino al giorno in cui si verifica lo scioglimento della Società.

Società irregolare

Per le Società di persone commerciali [vedi Società] l’iscrizione dell’atto costitutivo nel registro delle imprese assolve una funzione propriamente dichiarativa: ne consegue che il mancato adempimento dell’obbligo d’iscrizione non compromette l’esistenza della Società  la quale, in tal caso, esiste seppure in condizioni di irregolarità.

Alla Società  irregolare si applica la normativa contenuta nell’art. 2297 c.c. ovvero:

—  i rapporti fra la Società non registrata ed i terzi sono regolati dalle norme relative alla  Società semplice. A tale rinvio esistono, però, due limiti: resta ferma la responsabilità solidale ed illimitata dei soci ed è inefficace ogni patto contrario presumendosi che ogni socio che agisce per la  Società ne sia rappresentante; i patti che limitano la rappresentanza ad alcuni dei soci sono opponibili solo a quei terzi che ne erano a conoscenza;

—  il termine di prescrizione dei diritti sociali è di dieci anni (e non di 5 anni, come nelle Società  registrate);

—  ciascun socio può provvedere alla regolarizzazione (o iscrizione successiva) o far condannare gli amministratori a provvedervi. La regolarizzazione importa il subentrare ex nunc nella disciplina sociale della normativa prevista per la Società  regolare (restano intatti, pertanto, i diritti già acquisiti dai terzi).

Nel caso delle Società  in accomandita semplice irregolari valgono le medesime disposizioni, fermo restando che i soci accomandanti rispondono per le obbligazioni sociali sempre limitatamente alla loro quota, salvo che abbiano partecipato alle operazioni sociali.

Diversamente, per le  Società di capitali l’iscrizione ha valenza costitutiva e pertanto non può esservi una Società di capitali irregolare, in quanto la mancata iscrizione nel registro delle imprese comporta la inesistenza della Società

Società occulta

È quellaSocietà  in cui i soci affidano i rapporti con i terzi (cd. rapporti esterni) a uno solo di essi.

Questo socio, pur agendo per conto della Società , spende unicamente il suo nome.

In effetti, il contratto di Società  viene, di solito, stipulato per iscritto, ma l’esistenza di esso non viene esteriorizzata: una persona agisce, nei rapporti con i terzi, quale imprenditore individuale e, tuttavia, egli ha uno o più soci, che restano occulti ai terzi.

In ordine alla disciplina si rileva che i terzi che hanno trattato con il socio che ha agito in nome proprio, possono invocare la responsabilità dellaSocietà  che si cela dietro al singolo contraente.

Il problema della Società  occulta rileva, inoltre, in materia di fallimento [vedi]. Infatti, già prima che il D.Lgs. 5/2006 (di riforma delle procedure concorsuali) intervenisse a modificare il disposto dell’art. 147 L.F., alcuni autori e la giurisprudenza prevalente ritenevano che la mancata esteriorizzazione della Società  non impedisse l’estensione del fallimento (dell’imprenditore individuale, socio di  Società occulta) anche ai soci occulti di  Società occulta, a tal fine interpretandosi estensivamente il co. 2 dell’art. 147 L.F. (nel testo anteriore alla riforma, in vigore fino al 16 luglio 2006). Nella rinnovata versione della norma, il legislatore ha consacrato normativamente l’orientamento già diffuso in dottrina e giurisprudenza, prevedendo al co. 5 l’estensione del fallimento dell’imprenditore individuale alla Società occulta che si scopra esistere successivamente alla dichiarazione di fallimento e di cui l’imprenditore fallito sia socio illimitatamente responsabile (art. 147 L.F.).

Società per azioni

È la forma più importante di  Società di capitali, particolarmente adatta alle imprese di grandi dimensioni che richiedono l’apporto di ingenti capitali e l’assunzione di notevoli rischi.

È caratterizzata dal fatto che per le obbligazioni sociali risponde soltanto la Società  con il suo patrimonio.

Il D.L. 91/2014, conv. in L. 116/2014 ha ridotto da 120.000 euro a 50.000 euro il capitale minimo necessario per la costituzione di una s.p.a.

Il capitale delle Società  per azioni è poi diviso in frazioni, ossia in porzioni di eguale ammontare, chiamate appunto azioni [vedi  Azione societaria], che esprimono la misura della partecipazione di ciascun socio alla Società.

A norma dell’art. 2325 c.c., nella Società  per azioni, per le obbligazioni sociali, risponde soltanto laSocietà  con il suo patrimonio.

In ipotesi di costituzione unilaterale della Società , in caso di insolvenza di quest’ultima, delle obbligazioni sociale risponde l’unico socio quando:

—  non sia stato versato l’interno ammontare dei conferimenti (art. 2342, co. 2, c.c.);

—  gli amministratori non abbiano adempiuto agli oneri pubblicitari imposti dall’art. 2362.

Società semplice

È una  Società di persone che può avere per oggetto esclusivamente l’esercizio di attività economiche non commerciali. Costituisce la forma più elementare di Società : essa tuttavia trova scarsa applicazione nella pratica, proprio perché esclude ogni forma di attività commerciale.

Società unipersonale

Il D.Lgs. 3-3-1998, n. 88 ha espressamente previsto la costituzione di s.r.l. unipersonali, consentendo così ad un singolo soggetto di esercitare individualmente un’attività d’impresa e di godere del beneficio della responsabilità limitata.

Il D.Lgs. 17-1-2003, n. 6, di riforma del diritto delleSocietà , non solo ha confermato la possibilità di costituzione unilaterale delle s.r.l., ma ha esteso la relativa previsione anche alle s.p.a. (art. 2328 c.c.).

In entrambe le ipotesi rimane immutata la responsabilità limitata dell’unico socio che, tuttavia, viene meno in presenza di taluni specifici presupposti.

In particolare, con riguardo alla s.r.l., il privilegio della limitazione della responsabilità decade, e quindi il socio unico sarà tenuto, in caso di insolvenza della Società , a rispondere illimitatamente per le obbligazioni sociali, in presenza delle seguenti circostanze:

—  mancato versamento dell’intero ammontare dei conferimenti in danaro all’atto della sottoscrizione ovvero, in caso di unicità sopravvenuta, mancata effettuazione dei versamenti ancora dovuti dal socio ormai unico nel termine di novanta giorni;

—  fino a quando non venga attuata la pubblicità dei dati relativi all’unico socio, sia esso persona fisica o giuridica, mediante iscrizione nel registro delle imprese [vedi].

Analogamente, la responsabilità limitata del socio unico di s.p.a. viene meno esclusivamente nelle ipotesi in cui:

—  non sia stato versato l’intero ammontare dei conferimenti in danaro (art. 2342, co. 2, c.c.);

—  gli amministratori (o lo stesso socio unico) non abbiano depositato la dichiarazione di pubblicità presso il registro delle imprese con le indicazioni prescritte dall’art. 2362 c.c.

Le Società  unipersonali sono assoggettate ad un regime particolare, per garantire una maggiore tutela dei terzi:

—  negli atti e nella corrispondenza della  Società deve essere fatta espressa menzione dell’esistenza di un socio unico (art. 2250 c.c.);

—  i contratti stipulati tra la Società  e l’unico socio o le operazioni a favore di quest’ultimo devono essere trascritti nel libro dei verbali del consiglio di amministrazione o risultare da atto scritto da conservare tra i documenti della Società  (artt. 2362, ultimo comma c.c., e 2478, ultimo comma c.c.);

—  all’atto della sottoscrizione delle quote (ma anche in caso aumento del capitale) è previsto l’integrale versamento dei conferimenti (artt. 2342, co. 2 e 3, c.c. e 2464, co. 3 e 6 c.c.);

—  per le operazioni e gli atti compiuti in nome della  Società prima della sua iscrizione nel registro delle imprese, non sono responsabili solo coloro che hanno agito in nome della Società  ma in solido anche il socio unico fondatore (artt. 2331, co. 2, c.c. e 2463, ultimo comma, c.c.).

Per il resto le  Società unipersonali sono assoggettate alle normali regole dettate in tema di  Società di capitali, anche se alcune di esse sembrano difficilmente adattarsi alla nuova struttura: si pensi al fatto che il socio unico è comunque costretto a seguire, per l’approvazione delle delibere, il procedimento assembleare (convocazione, verbalizzazione etc.).

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