Che significa? Sospensione

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Sospensione

  

Sospensione condizionale della pena (d. pen.)

In alcuni casi l’autorità giudiziaria sospende l’esecuzione della pena inflitta, a condizione che, entro un certo periodo di tempo, il soggetto non commetta un nuovo reato. Se il reato viene commesso, il reo sconterà insieme la vecchia e la nuova pena, mentre se non verrà commesso alcun reato, quello accertato sarà estinto.

La    Sospensione condizionale è ordinata per 5 anni per i delitti e per 2 anni per le contravvenzioni, a partire dal passaggio in giudicato della sentenza che concede il beneficio.

Le condizioni per la concessione del beneficio sono dettagliatamente previste dagli artt. 163 ss. c.p.

La    Sospensione condizionale sospende l’esecuzione della pena principale e delle pene accessorie, ma non fa venir meno le obbligazioni civili (restituzione e risarcimento) nascenti dal reato.

  

Sospensione del processo amministrativo (d. amm.)

L’art. 79 del D.Lgs. 104/2010 (Codice del processo amministrativo) stabilisce che la     Sospensione del processo è disciplinata dal codice di procedura civile, dalle altre leggi e dal diritto dell’Unione europea. Le ordinanze di    Sospensione emesse ai sensi dell’art. 295 c.p.c. sono appellabili. L’appello è deciso in camera di consiglio.

Per la prosecuzione del processo sospeso — aggiunge l’art. 80 — deve essere presentata istanza di fissazione di udienza entro 90 giorni dalla comunicazione dell’atto che fa venir meno la causa della Sospensione.

Sospensione  del processo civile (d. p. civ.) n

È l’arresto temporaneo dello svolgimento del processo, disposto dal giudice quando si verificano determinati eventi stabiliti dalla legge. Il processo riprenderà il suo corso quando sarà scaduto il termine fissato dal giudice o quando sarà cessato il motivo che ha determinato la   Sospensione.

Il codice prevede due forme di   Sospensione:

—  quella necessaria, disposta dal giudice quando la decisione della controversia è intimamente connessa alla risoluzione di altra controversia penale, civile o amministrativa;

—  quella su istanza di parte, disposta dal giudice istruttore, su istanza di tutte le parti, purché sussistano giustificati motivi per concedere la    Sospensione che comunque potrà avvenire una sola volta e per un periodo non superiore a tre mesi (art. 296 c.p.c.).

Dopo la   Sospensione, il processo riprende automaticamente, se il provvedimento di    Sospensione ha già fissato l’udienza in cui il processo deve proseguire; se il provvedimento di     Sospensione non ha fissato l’udienza, è necessaria l’istanza di riassunzione [vedi], con la quale le parti devono chiedere al giudice la fissazione dell’udienza entro tre mesi dalla cessazione della causa di   Sospensione  (se si tratta di    Sospensione necessaria) o dieci giorni prima della scadenza del termine di    Sospensione (se è quella su istanza di parte).

Sull’istanza di riassunzione, che si propone con ricorso [vedi], il giudice provvede con decreto [vedi].

Sospensione del processo con messa alla prova (d. p. pen.)

[vedi Probation processuale].

Sospensione del processo esecutivo (d. p. civ.)

Il processo esecutivo può essere sospeso:

—  nel caso di opposizione a precetto, di opposizione all’esecuzione, di opposizione di terzo all’esecuzione e di opposizione agli atti esecutivi (art. 618, co. 2, c.p.c.);

—  nel caso di contestazione circa l’esistenza di beni mobili presso il terzo o l’appartenenza dei beni che si intendono pignorare (artt. 548-549 c.p.c.);

—  nel caso in cui si debba procedere alla divisione del bene, nell’espropriazione di beni indivisi (art. 601 c.p.c.);

—  nel caso di accordo delle parti e concorde richiesta: l’art. 624bis c.p.c. prevede la sospensione per una sola volta, su istanza concorde di tutti i creditori muniti di titolo, sentito il debitore e per una durata non superiore a 24 mesi. Dieci giorni prima della scadenza del termine, la parte interessata deve presentare istanza per la fissazione dell’udienza di prosecuzione.

Ai sensi dell’art. 623 c.p.c., l’esecuzione può essere sospesa soltanto con provvedimento del giudice dell’esecuzione civile [vedi], salvo che sia disposta dalla legge o dal giudice davanti al quale è impugnato il titolo esecutivo [vedi] (ad esempio, art. 283 c.p.c.).

La     Sospensione è disposta con ordinanza, sentite le parti interessate. Nei casi urgenti, il giudice può disporre la    Sospensione con decreto, fissando l’udienza per la comparizione delle parti nella quale potrà confermare, modificare o revocare il provvedimento adottato.

Il provvedimento che accoglie o rigetta l’istanza di    Sospensione a seguito di opposizione all’esecuzione [vedi Opposizione del debitore all’esecuzione] e di opposizione del terzo [vedi], il provvedimento che revoca o modifica detto provvedimento, quello che sospende la distribuzione della somma in caso di contestazioni ex art. 512 c.p.c. e il provvedimento adottato dal giudice dell’opposizione del debitore agli atti esecutivi [vedi] a norma dell’art. 618 c.p.c., sono reclamabili ex art. 669terdecies c.p.c.

Quando il processo è sospeso non può essere compiuto nessun atto esecutivo, salva diversa disposizione del giudice dell’esecuzione.

Cessata la causa di   Sospensione , il processo deve essere riassunto con ricorso nel termine perentorio fissato dal giudice e, in ogni caso, non oltre sei mesi dal passaggio in giudicato della sentenza di primo grado o dalla comunicazione della sentenza di appello che rigetta l’opposizione.

La riforma del 2009 ha disposto che se l’ordinanza con cui è stata dichiarata la   Sospensione  ai sensi degli artt. 615, 618 e 619 c.p.c. non viene reclamata (o viene confermata in sede di reclamo) e l’opponente non comincia il giudizio di merito, il giudice dell’esecuzione dichiara, anche d’ufficio, con ordinanza, l’estinzione del processo (mentre, prima della riforma, solo su istanza di parte il giudice poteva dichiarare l’estinzione del pignoramento [vedi], non del processo) e ordina la cancellazione della trascrizione del pignoramento, provvedendo anche sulle spese. Contro questa ordinanza è ammesso reclamo ex art. 178 c.p.c.

  

Sospensione del processo penale (d. p. pen.)

Il codice di procedura penale ha inteso fornire in linea di principio un alto grado di autonomia al processo penale. Tale processo può essere sospeso principalmente nelle ipotesi eccezionali indicate dall’art. 3 c.p.p.

Il giudice può emettere provvedimento di    Sospensione quando la decisione dipende dalla risoluzione di una controversia sullo stato di famiglia o di cittadinanza.

La    Sospensione può essere disposta se ricorrono i presupposti della serietà della questione e se l’azione a norma delle leggi civili è già in corso.

La sentenza del giudice civile che decide la controversia ha efficacia di giudicato nel processo penale.

Altra ipotesi di Sospensione, limitata però al solo dibattimento [vedi], è quella presa in considerazione dall’art. 479 c.p.p.

Il giudice può disporre la   Sospensione del dibattimento nel caso in cui la risoluzione di una controversia civile o amministrativa, particolarmente complessa, è necessaria ai fini dell’accertamento della esistenza del reato. Presupposto per tale   Sospensione  è che sia già in corso il procedimento presso il giudice competente. Se però il giudizio civile o amministrativo non si sia concluso nel termine di un anno, il giudice, anche, d’ufficio può revocare l’ordinanza di    Sospensione.

  

Sospensione del processo per assenza dell’imputato (d. pen.) (d. p. pen.)

L’art. 420quater c.p.p. è stato completamente sostituito a seguito della eliminazione dell’istituto della contumacia (L. 28-4-2014, n. 67).

I casi considerati dal legislatore sono quelli in cui l’imputato sia assente e non ricorrano:

a) nullità della notificazione dell’avviso di fissazione della udienza preliminare, atteso che, diversamente, il giudice dovrebbe provvedere alla rinnovazione dell’atto (art. 420);

b) alcuna delle ipotesi previste dall’art. 420 bis (conoscenza certa della udienza; notificazione dell’atto non personalmente all’imputato, ma conoscenza del procedimento da parte di questi);

c) alcuna delle ipotesi previste dall’art. 420 ter.

In tutti questi casi il giudice rinvia il processo disponendo che l’avviso contenente la data della nuova udienza sia notificato personalmente all’imputato dalla polizia giudiziaria (nuovo art. 420 quater, co. 1).

Se la notificazione non risulta possibile e non vi sono le condizioni per emettere una sentenza ai sensi dell’art. 129, il giudice sospende il processo disponendo, nel caso di procedimento cumulativo, e salvo che la riunione sia ritenuta assolutamente necessaria per l’accertamento dei fatti, la separazione della posizione processuale dell’imputato da quella degli altri.

Alla    Sospensione  consegue anche la «impermeabilità» alle sorti del processo penale dell’eventuale azione civile risarcitoria esercitata nel giudizio civile dopo la     Sospensione del processo. Durante la    Sospensione il giudice può acquisire, a richiesta di parte, le prove non rinviabili, “con le modalità stabilite per il dibattimento” (art. 420 quater, co. 3). In caso di    Sospensione, il giudice dispone nuove ricerche almeno allo scadere di ogni anno al fine di procedere alla notifica dell’avviso di fissazione della udienza.

L’ordinanza di   Sospensione  è revocata se (art. 420 quinquies):

a) le ricerche abbiano dato esito positivo, cioè se l’imputato sia stato “trovato” e, quindi, sia possibile effettuare la notificazione dell’atto;

b) se l’imputato abbia nel frattempo nominato un difensore di fiducia, così dando la prova della avvenuta conoscenza del procedimento;

c) in ogni altro caso in cui vi sia la prova della avvenuta conoscenza del procedimento;

d) se vi siano le condizioni per emettere una sentenza ai sensi dell’art. 129.

Con la revoca della ordinanza di   Sospensione , il giudice fissa la data della nuova udienza e dispone la notificazione dell’avviso alle parti private e alla persona offesa, nonché la comunicazione al pubblico ministero.

All’udienza l’imputato potrà chiedere il rito abbreviato o di applicazione della pena. Laddove l’imputato, rimasto assente alla udienza preliminare e, invece, comparso in dibattimento, dimostri che l’assenza sia dovuta ad una delle situazioni già indicate (assenza dovuta ad una incolpevole mancata conoscenza della celebrazione del processo, ovvero impedimento a comparire la cui prova sia pervenuta con ritardo senza una sua colpa) potrà ottenere la restituzione in termini per chiedere il giudizio abbreviato o l’applicazione di pena (art. 489).

  

Sospensione del trattato (d. int.)

Con la    Sospensione un trattato [vedi] resta pienamente in vigore anche se cessa momentaneamente di produrre i suoi effetti.

Secondo l’art. 57 della Convenzione di Vienna l’applicazione di un trattato può essere sospesa secondo la procedura prevista dallo stesso trattato oppure con il consenso di tutti gli Stati contraenti.

Finché perdura il periodo di    Sospensione le parti sono liberate dall’obbligo di eseguire il trattato nel loro rapporti reciproci e devono astenersi dal compiere qualunque atto che possa costituire un ostacolo alla ripresa dell’applicazione del trattato


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