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Sottrazione

14 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 14 ottobre 2015



Sottrazione

  

Sottrazione di beni ereditari (d. civ.)

Costituisce una delle ipotesi in cui si realizza l’accettazione coatta, o presunta, dell’eredità [vedi Accettazione (dell’eredità)].

Il chiamato all’eredità che si rende responsabile della    Sottrazione o li nasconde, infatti, decade dalla facoltà di rinunciare all’eredità [vedi Rinuncia all’eredità] e viene considerato erede [vedi] puro e semplice (art. 527 c.c.).

  

Sottrazione di cose comuni (d. pen.)

Tale delitto consiste nel fatto del comproprietario [vedi Comunione], del socio [vedi] o del coerede [vedi] il quale, per procurare a sé o ad altri un profitto, si impossessa della cosa comune, sottraendola a chi la detiene (art. 627 c.p.).

Il reato appartiene alla categoria dei delitti contro il patrimonio.

Scopo della norma è tutelare il patrimonio rispetto ad atti di illegittimo impossessamento di un bene compiuti da chi è contitolare del bene stesso, ipotesi di minor gravità rispetto a quella che dà luogo al delitto di furto [vedi].

Se fosse lo stesso detentore ad appropriarsi della cosa comune, non si configurerebbe il reato in esame, bensì quello di cui all’art. 646 c.p. [vedi Appropriazione indebita].

Il co. 2 dell’art. 627 prevede una speciale causa di non punibilità per l’agente che abbia commesso il fatto su cose fungibili, e di valore non eccedente la quota di sua spettanza, ciò in quanto il reo non lede, in tal modo, il diritto degli altri comproprietari.

Pena: Reclusione fino a 2 anni o multa da euro 20 a euro 206.

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