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Sovraindebitamento

14 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 14 ottobre 2015



Sovraindebitamento (d. fall.)

La composizione delle crisi da  Sovraindebitamento è una procedura concorsuale avente lo scopo di «porre rimedio» alle situazioni di Sovraindebitamento non soggette, né assoggettabili, alle altre procedure concorsuali [vedi].

Il Sovraindebitamento è una situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte dal debitore e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la rilevante difficoltà di adempiere le proprie obbligazioni, ovvero la definitiva incapacità di adempierle regolarmente.

Esso può riguardare qualunque soggetto, a prescindere dalla sua qualità o meno di imprenditore. La legge, infatti, non collega l’ambito di applicazione della normativa in esame al tipo di attività svolta dal debitore e, pertanto, il ricorso a tali procedure prescinde dallo svolgimento dell’attività di impresa, potendo così riguardare ogni tipologia di lavoratore, autonomo o dipendente, i professionisti, o anche soggetti che non svolgono alcuna attività lavorativa.

Il soggetto che può accedere ai procedimenti di composizione delle crisi da Sovraindebitamento  è, dunque, genericamente designato con il termine di «debitore».

La procedura di Sovraindebitamento ha carattere «volontario», in quanto prende l’avvio da un’apposita istanza del debitore che si trovi nell’impossibilità di adempiere alle proprie obbligazioni e che intenda porvi rimedio approfittando dei vantaggi derivanti dal fatto che il procedimento abbia natura concorsuale.

Il ricorso a tale procedimento impedisce, infatti, ai creditori di esperire azioni cautelari o esecutive individuali e sospende, altresì, il corso degli interessi convenzionali o legali. È prevista, inoltre, la possibilità per il debitore di un pagamento parziale dei propri creditori e, qualora ricorrano determinati requisiti, di ricorrere all’istituto dell’esdebitazione, che lo libera dai crediti non soddisfatti in sede concorsuale.

Sono previste tre forme di composizione della crisi: l’accordo del debitore, il piano del consumatore e la liquidazione del patrimonio.

L’accordo del debitore ha per oggetto la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti sulla base di un piano che deve essere approvato dai creditori.

Il piano del consumatore prevede, analogamente all’accordo del debitore, la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti, ma è riservato al debitore persona fisica che abbia assunto obbligazioni esclusivamente per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta. Il piano del consumatore prescinde, inoltre, da un accordo con i creditori, in quanto è soggetto esclusivamente all’omologazione da parte del giudice.

La liquidazione del patrimonio, infine, consiste nella liquidazione di tutti i beni del debitore, compresi quelli sopravvenuti — dedotte le passività incontrate per il loro acquisto e la loro conservazione — ad eccezione dei beni aventi carattere personale, la quale viene eseguita da un liquidatore con il ricorso a procedure competitive. Quest’ultima forma di composizione delle crisi da Sovraindebitamento consiste, quindi, in un procedimento di liquidazione analogo a quello fallimentare e, come il piano del consumatore, prescinde da un accordo con i creditori, in quanto è soggetto esclusivamente all’omologazione da parte del giudice.

La disciplina dei procedimenti di composizione delle crisi da Sovraindebitamento  è contenuta nella L. 3/2012, la quale è stata successivamente modificata dal D.L. 179/2012, che a sua volta ha subito ulteriori modifiche con la legge di conversione L. 221/2012.

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