Che significa? Spending review

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Spending review (d. amm.): Letteralmente, l’espressione Spending review significa revisione della spesa.

Con essa il Governo italiano — sulla scia delle esperienze analoghe di altri Paesi europei e nel contesto di una situazione di crisi economica, nazionale e internazionale — interviene sulle voci di spesa dello Stato e delle pubbliche amministrazioni, con l’obiettivo di evitare inefficienze, eliminare sprechi e ottenere risorse da destinare allo sviluppo e alla crescita.

Il legislatore, sulla base di parametri oggettivi, traduce in legge tutti quei correttivi alla gestione della spesa pubblica necessari per la riduzione dei costi, la razionale allocazione delle risorse e, di conseguenza, il miglioramento della performance delle amministrazioni pubbliche in termini di economicità, qualità ed efficienza dei servizi offerti ai cittadini.

Dal punto di vista normativo, si sono susseguite negli ultimi anni diverse manovre, tutte accomunate dall’esigenza di razionalizzazione delle spese pubbliche (D.L. 201/2011, conv. in L. 214/2011, D.L. 5/2012, conv. in L. 35/2014).

Tuttavia, i provvedimenti più specificamente riconducibili ad un’effettiva attività di Spending review sono stati:

—  il D.L. 7-5-2012, n. 52, conv. in L. 6-7-2012, n. 94 (cd. spending n. 1);

—  il D.L. 6-7-2012, n. 95 conv. in L. 7-8-2012, n. 135.

Con il primo l’esecutivo ha previsto un Comitato interministeriale per la revisione della spesa (istituito con il successivo D.L. 69/2013, conv. in L. 98/2013, cd. decreto fare), e dall’altro lato, alla nomina di un Commissario straordinario, con il compito di definire i livelli di spesa per acquisti di beni e servizi, per voci di costo, delle pubbliche amministrazioni e di monitorare l’attività di approvvigionamento di beni e servizi da parte delle stesse amministrazioni. In questo contesto, anche i cittadini sono stati coinvolti nell’attività di Spending review: il Governo ha predisposto sul proprio sito un modulo con cui i privati hanno potuto far sentire la propria voce e dare suggerimenti, segnalando gli sprechi e aiutando i tecnici a completare il lavoro di analisi e ricerca di spese futili.

Il secondo ha predisposto misure urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini. Tale manovra ha inteso riportare il funzionamento dell’apparato statale entro un quadro razionale di valutazione e programmazione nonché ridurre le spese senza abbassare qualità e quantità dei servizi offerti dalle pubbliche amministrazioni ai cittadini, mirando piuttosto a migliorarne l’efficienza e a stimolare la competitività del Paese, in linea con le best practices europee.

L’azione del Governo prosegue tuttora in direzione della revisione della spesa, agendo soprattutto nell’ottica di una riforma dell’apparato pubblico nel suo complesso e, in particolare, della pubblica amministrazione (è in questa prospettiva, a titolo esemplificativo, che si collocano le misure recate dal D.L. 90/2014, conv. in L. 114/2014, di riforma della P.A. avente ad oggetto, fra l’altro, il ricambio generazionale nei pubblici uffici, le nuove norme in tema di turn over e mobilità dei pubblici dipendenti nonché le previsioni circa la semplificazione e l’amministrazione digitale).


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