Che significa? Stato

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Stato (d. cost.): può essere definito come la forma di organizzazione del potere politico, cui spetta l’uso legittimo della forza, su una comunità di persone all’interno di un determinato territorio.

Lo Stato è, quindi, un ordinamento:

—  politico, vale a dire diretto a fini generali, in quanto è portatore dei fini dell’intera comunità sociale, anche se in un determinato contesto storico esso perseguirà alcune finalità piuttosto che altre;

—  giuridico, in quanto il sistema delle norme che regolano la condotta dei consociati e degli stessi pubblici poteri ne costituisce elemento essenziale e indefettibile;

—  originario, in quanto trova in se stesso il fondamento della sua validità e della sua legittimazione, non derivando dalla volontà di un ordinamento superiore;

—  indipendente, in quanto non riconosce alcuna autorità superiore che ne possa condizionare l’attività e si pone in posizione di parità con gli altri ordinamenti dello stesso tipo;

—  sovrano, in quanto detiene la suprema potestà d’imperio, che si impone in tutto il territorio e nei confronti di tutti coloro che ad esso appartengono [vedi Sovranità].

Il termine  Stato non sempre è adoperato con lo stesso significato: di solito esso indica la comunità statale nel suo complesso, talvolta designa gli organi di governo, talaltra l’apparato amministrativo.

Si distinguono vari tipi di Stato (vedi Scheda a fine voce).

Stato canaglia (sc. pol.)

Secondo la dottrina teorizzata dal presidente americano George W. Bush Stato  appartengono alla lista di quelli costituenti il cd. Asse del male, fra i quali l’Afghanistan, l’Iraq, l’Iran e la Siria, perché implicati in attività di terrorismo internazionale o in possesso di armi di distruzione di massa.

Contro questi Stato, considerati una minaccia per la pace e la sicurezza mondiale e, segnatamente, per la sicurezza degli Usa e dell’intero Occidente, a maggior ragione dopo l’attentato alle Twin Towers (11 settembre 2001), gli Usa hanno assunto una posizione di dura condanna, dichiarando guerra al terrorismo su vasta scala anche al di fuori dei confini nazionali, nell’intento di porre la propria forza bellica a difesa della comunità internazionale.

La dottrina Bush è servita come giustificazione ideologica agli attacchi militari contro l’Afghanistan (2001) e l’Iraq (2003).

Stato cuscinetto (d. int.)

Stato neutrale di piccole dimensioni, situato tra due grandi potenze ambedue attributarie di interessi contrastanti; per sua natura, dunque, lo Stato cuscinetto assolve la funzione di impedire pericolosi contatti tra i due Stati e prevenirne eventuali conflitti. Esempio di Stato cuscinetto è stata la fusione forzata tra Belgio e Olanda decisa dal Congresso di Vienna (1815-16) per creare un argine al potenziale espansionismo francese.

Stato  fantoccio [puppet state] (d. int.)

Stato il cui governo non è indipendente, solo formalmente legale, non voluto dal corpo sociale ed imposto illegittimamente da uno Stato straniero.

Si caratterizza per il fatto di non godere del consenso popolare e, spesso, anche della piena effettività, requisiti richiesti per l’esercizio della sovranità [vedi] sul popolo.

Esempi di  fantoccio sono stati la Repubblica Sociale Italiana, governo di fatto istituito nel 1945 dallo Stato nazista sui territori occupati dai tedeschi nell’Italia settentrionale ed ancora la Repubblica di Vichy, istituita sempre dai tedeschi sui territori dello Stato francese occupati durante la Seconda guerra mondiale.

Stato-amministrazione Complessso degli organi amministrativi ed esecutivi che agiscono per il perseguimento dei fini concreti dello Stato.

Stato-apparato Complesso degli organi costituzionali dello Stato che costituiscono il potere supremo, definito anche Stato-governo. Rappresenta il momento dell’autorità.

Stato-comunità Insieme dei soggetti della comunità statale cui sono riconosciuti ambiti diversi di autonomia (individui, formazioni sociali, autonomie locali). In tale accezione esso rappresenta il momento della libertà.

Stato-ordinamento Ordinamento giuridico statale nel suo complesso, comprensivo di tutti i suoi elementi costitutivi. La Costituzione, nel far riferimento allo Stato-ordinamento, parla di Repubblica.

Stato-persona Il complesso organizzativo dello Stato-apparato cui viene riconosciuta la personalità giuridica.

TIPI DI STATO

Stato assoluto Forma di Stato, compiutamente configuratasi in Europa fra il XVII e il XVIII secolo, che si caratterizza per il definitivo consolidamento del potere regio ai danni delle istanze autonomiste rappresentate dai ceti, esautorati delle prerogative politiche fino a quel momento esercitate.

Stato democratico Forma di Stato originata dall’irrompere delle masse sulla scena politica dei paesi europei con le proprie organizzazioni (partiti burocraticamente strutturati, sindacati organizzati). Tale evento mise a dura prova lo Stato liberale, che si reggeva su una base sociale ristretta e omogenea. La classe dirigente liberale si trovò di fronte a una radicale alternativa: riformare le strutture dello Stato per assorbire in esse l’urto delle masse, oppure soccombere, come avvenne in diversi paesi europei nel periodo fra le due guerre (Germania, Italia), a forme di Stato totalitario.

I tratti peculiari dello Stato democratico sono:

– un’attenzione del tutto nuova per la materia economico-sociale, che si concretizza in forme molto diverse: la creazione di un’economia mista in cui l’iniziativa pubblica si ac-compagna a quella privata; lo sviluppo di vaste e articolate legislazioni per la tutela del lavoro e la sicurezza sociale; l’inserimento del governo dell’economia tra le funzioni fondamentali dello Stato;

– l’evoluzione del principio di legalità in quello di costituzionalità, in funzione del quale i principi e i valori condivisi da una società pluriclasse vengono enunciati in Costituzioni suscettibili di essere modificate solo con un procedimento aggravato, rispetto a quello previsto per le leggi ordinarie;

– l’affermazione del principio democratico della sovranità popolare;

– il pluralismo, vale a dire il riconoscimento e la promozione delle autonomie, delle collettività e delle formazioni sociali che si pongono a un livello intermedio fra individui e Stato.

Stato di diritto Con la caduta dello Stato assoluto e con il riconoscimento dei diritti dei cittadini, nasce lo Stato di diritto, caratterizzato dall’assoggettamento a norme giuridiche, generali ed astratte, di tutti i soggetti e poteri presenti nell’ordinamento, compreso il monarca.

Nello Stato di diritto tutti i poteri sono attribuiti, regolati e limitati dal diritto, la cui fonte primaria è rappresentata dalla legge votata dalle assemblee rappresentative. Nello Stato di diritto si realizza una tendenziale divisione dei poteri, con il potere legislativo chiamato a formulare le regole della civile convivenza, il potere esecutivo ad attuarle in concreto e quello giudiziario a valutare la conformità ad esse dei comportamenti effettivi dei consociati e dei pubblici poteri.

Stato federale Forma di organizzazione politica ove i poteri sono ripartiti con un siste-ma di divisione che consente agli Stati membri (i cd. Stati federati) di conservare parte della propria sovranità. Per il diritto internazionale agli Stati federati, in quanto privi del requisito dell’indipendenza, non va riconosciuta alcuna soggettività internazionale.

Stato liberale Sorto dalla Rivoluzione francese e dalle rivoluzioni liberali del 1830 e del 1848, si caratterizza per una base sociale omogenea, rappresentata dalla borghesia possidente e industriale; il ridimensionamento dei compiti dello Stato, destinato solo a garantire l’ordine e la sicurezza e a praticare il non-interventismo in economia; il riconoscimento delle libertà individuali, nell’ambito delle quali venivano annoverate l’iniziativa economica e il diritto di proprietà; la natura rappresentativa dei sistemi costituzionali, per cui l’unico collegamento fra governanti e governati era rappresentato dall’elezione dei componenti delle assemblee rappresentative; la soggezione dei pubblici poteri alla supremazia della legge; la tendenziale separazione dei poteri.

Stato totalitario È lo Stato dominato da un partito che impone, sotto la guida di un capo carismatico, la totale adesione alle regole e agli indirizzi del regime. Si distingue dallo Stato assoluto perché il potere esercitato dal Capo è finalizzato alla conservazione di un regime fortemente ideologizzato.

Le esperienze più significative di questa forma di Stato si realizzarono nell’Italia fascista e nella Germania nazionalsocialista. Presupposti comuni furono:

–  l’esaltazione della collettività nazionale;

–  la fiducia nella capacità quasi magica del Capo (Duce o Führer) di interpretare la reale volontà della Nazione;

–   il ruolo centrale del partito unico di massa nell’inquadramento, mobilizzazione e indottrinamento delle masse, cui era richiesta la totale e incondizionata adesione agli indirizzi del regime;

– la concentrazione dei poteri nella figura del Capo;

–  soppressione delle libertà fondamentali e degli istituti del vecchio Stato liberale (elezioni, separazione dei poteri, principio di legalità, autonomie locali).

Stato sociale Rappresenta il modello di Stato cui tendono i sistemi democratici dell’Europa occidentale.

Caratteristica precipua dello Stato sociale è l’azione politica finalizzata alla rimozione delle diseguaglianze di fatto esistenti nella società, al fine di realizzare i presupposti per conseguire l’eguaglianza sostanziale fra tutti i cittadini.

Lo stato sociale si propone, pertanto, come Stato interventista, partendo dal presupposto che ostacoli di ordine economico e sociale possono frapporsi al godimento dei diritti civili e politici, alla effettiva e concreta partecipazione dei consociati alla vita pubblica e alla gestione del potere.

Tale tipo di Stato si distingue per i seguenti caratteri:

– tutela della libera, sicura e dignitosa esistenza di tutti i cittadini (attraverso il riconosci-mento del diritto al lavoro);

– garanzia della piena occupazione e suo mantenimento;

–  intervento statale nel sistema economico e svolgimento di attività di istruzione, assi-stenza, previdenza, a favore di tutti i cittadini.


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