Dizionario | Termini giuridici

Straniero

14 Ottobre 2015 | Autore:
dizionario giuridico

   Straniero (d. pub.): È colui che ha una cittadinanza [vedi] diversa da quella italiana, distinguendosi in tal modo dall’apolide [vedi Apolidia] che non ne ha alcuna; tuttavia è da segnalare che, secondo la dottrina, nella Costituzione lo Straniero  è parificato all’apolide.

L’art. 10 Cost. stabilisce che la condizione giuridica dello Straniero  venga regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati [vedi] internazionali.

La norma introduce una riserva di legge [vedi] rinforzata, in quanto il legislatore non può offrire allo Straniero un trattamento giuridico inferiore rispetto a quello fissato dal diritto internazionale richiamato dal dettato costituzionale.

La Costituzione riconosce inoltre agli Stranieri  alcuni diritti e libertà fondamentali che, per loro natura, attengono strettamente e inscindibilmente alla persona umana (libertà personale, inviolabilità del domicilio, segretezza della corrispondenza etc.).

La legge ordinaria [vedi Legge] può, in ogni caso, estendere allo Straniero diritti riconosciuti solo ai cittadini, senza che ciò implichi anche una copertura costituzionale.

È possibile distinguere, nel nostro ordinamento, tre categorie di Stranieri:

—  appartenenti a Stati membri dell’Unione europea, ai quali il riconoscimento della cittadinanza europea [vedi] garantisce la titolarità di alcuni diritti, fra i quali la libertà di circolare e soggiornare nell’ambito degli Stati membri dell’Unione, il diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni comunali dello Stato in cui risiedono, il diritto di svolgere attività lavorativa e imprenditoriale, etc.;

—  extracomunitari [vedi];

—  Stranieri che godono del diritto d’asilo [vedi Asilo politico] in quanto nel loro paese viene impedito l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione.

Ulteriore condizione dello Straniero  è quello del rifugiato politico, regolata dal diritto internazionale.

Il numero degli stranieri residenti in Italia è in continua crescita. Dal 1951 al 2001 gli stranieri censiti sono passati da 47.177 a 1.334.889. Nel 2014 gli stranieri residenti in Italia, regolarmente iscritti all’anagrafe, sono quasi 4,4 milioni.



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