Che significa? Successione

Che significa?

Articolo di




> Che significa?

Successione

Successione a titolo particolare (d. civ.)

Si verifica tale ipotesi quando è trasferita solo una determinata posizione soggettiva attiva o passiva.

Essa può essere mortis causa [vedi Legato] o inter vivos.

Oltre agli acquisti dei diritti reali, nella Successione inter vivos si inquadrano anche gli istituti della Successione nel credito che può derivare da:

—  un atto di disposizione, e allora si parla di cessione del credito (artt. 1260-1267 c.c.) [vedi];

—  da altro fatto (di solito un pagamento), e allora si tratta di una surrogazione del terzo nei diritti del creditore (art. 1201-1205 c.c.) [Surrogazione].

Ammissibile è ancora la successione inter vivos nel debito [vedi Successione nel debito], realizzabile mediante gli istituti della delegazione, espromissione ed accollo [vedi]; sua caratteristica è che può avvenire solo se il creditore vi consenta.

L’acquisto mediante Successione è assoggettato a due regole fondamentali: l’acquirente non può vantare un diritto più ampio di quello spettante all’alienante; l’acquisto del nuovo titolare dipende, di regola, dall’effettiva esistenza del diritto nel patrimonio del precedente titolare.

Successione a titolo particolare nel diritto controverso (d. p. civ.)

Si ha questa figura allorché, durante la pendenza del processo, il diritto su cui si controverte viene acquistato da un terzo. In tal caso non si ha il subingresso dell’avente causa al dante causa anche nel rapporto processuale, ma il processo prosegue tra le parti originarie, realizzandosi un’ipotesi di sostituzione processuale [vedi] del dante causa rispetto al suo avente causa. È previsto però che la sentenza produca i suoi effetti anche nei confronti del successore. L’opponibilità della sentenza all’acquirente non si verifica se quest’ultimo ha acquistato il possesso [vedi] del bene mobile controverso in buona fede [vedi] (art. 1153 c.c.), ovvero, trattandosi di immobile, l’acquisto del terzo sia stato trascritto prima della trascrizione [vedi] della domanda giudiziale.

Se poi il trasferimento a titolo particolare avviene mortis causa (cioè mediante legato), il processo è proseguito dal successore universale o nei suoi confronti.

In entrambi i casi, il successore a titolo particolare può intervenire o essere chiamato in causa.

Inoltre, se le altre parti vi consentono, l’alienante o il successore universale possono essere estromessi [vedi Estromissione dal processo] dal processo.

L’operatività delle disposizioni dell’art. 111 c.p.c. è circoscritta all’ipotesi di Successione che intervenga in corso di causa. Dette disposizioni non operano se la  Successione avvenga prima dell’inizio della causa, ovvero dopo la formazione del giudicato.

Successione a titolo universale (d. civ.)

Nella Successione a titolo universale un soggetto subentra in tutti i rapporti patrimoniali attivi e passivi di altro soggetto. Il nostro ordinamento riconosce solo la Successione universale mortis causa.

In particolare, la Successione  universale mortis causa mira ad assicurare la continuità dei rapporti patrimoniali facenti capo al de cuius [vedi De cuius]. L’art. 42 Cost. ult. co. dispone che è la legge a stabilire le norme ed i limiti della Successione legittima e testamentaria ed i diritti dello Stato sull’eredità (riserva assoluta di legge).

Nell’ambito della Successione mortis causa si può, quindi, individuare una Successione:

—  legittima, che si verifica allorquando il de cuius non abbia disposto dei suoi beni con atto testamentario. Tale  Successione è disciplinata dagli artt. 565 e ss. c.c., che individuano le categorie dei successibili in base ad un rapporto di parentela [vedi] o di coniugio [vedi] e le quote loro attribuite nella Successione. Anche in questa materia, la riforma della filiazione (L. 219/2012; D.Lgs. 154/2013) ha comportato la piena equiparazione del figlio nato fuori del matrimonio al figlio nato nel matrimonio, anche rispetto ai parenti.

La Successione  legittima non va confusa con quella necessaria [vedi Legittimari];

—  testamentaria; [vedi Testamento; Erede; Eredità].

La  Successione universale, di regola, non si realizza automaticamente, bensì a seguito di un atto di accettazione compiuto dal chiamato all’eredità; unica ipotesi di  Successione universale automatica è quella dello Stato, ai sensi dell’art. 586 c.c., nel caso in cui manchino altri successibili.

Per il diritto internazionale privato [vedi] la successione per causa di morte è regolata dalla legge nazionale del soggetto della cui eredità si tratta al momento della morte. Il soggetto della cui eredità si tratta può sottoporre, con dichiarazione espressa in forma testamentaria, l’intera successione alla legge dello Stato in cui risiede. La scelta non ha effetto se al momento della morte il dichiarante non risiedeva più in tale Stato (art. 46 L. 218/1995).

Successione degli Stati nei trattati (d. int.)

La Successione  designa la sostituzione di uno Stato (Stato successore) ad un altro (Stato predecessore) negli obblighi internazionalmente assunti nel governo di un territorio.

Il mutamento territoriale può avvenire per:

—  distacco quando una parte del territorio di uno Stato si distacca da questo e si aggiunge al territorio di uno Stato preesistente;

—  smembramento quando uno Stato si estingue e sul suo territorio si formano due o più Stati nuovi;

—  incorporazione quando uno Stato si estingue ed entra a far parte di un altro Stato;

—  fusione quando due o più Stati si estinguono e danno vita ad uno Stato nuovo.

È da tener presente la distinzione tra Successione degli Stati nei trattati e Successione fra governi: per il diritto internazionale hanno rilevanza soltanto le prime in quanto le seconde rientrano nella sfera della domestic jurisdiction [vedi] non rilevante ai fini dell’applicabilità delle norme internazionali.

In linea generale la  Successione  è regolata nel diritto internazionale generale da alcuni principi basilari.

Essi sono:

—  il principio della tabula rasa;

—  il principio della trasmissibilità dei trattati localizzabili, in base al quale i diritti di natura reale non si estinguono con il soggetto titolare, ma vengono trasferiti al successore. La  Successione nei trattati localizzabili si verifica nel caso di servitù internazionali, cessioni in affitto di territori, trattati che stabiliscono un determinato status per certe aree e trattati di libera navigazione;

—  il principio della intrasmissibilità dei trattati di natura politica, in quanto essi sono intimamente connessi alla natura dello Stato e al suo regime di governo;

—  il principio della mobilità della frontiere dei trattati, in base al quale quando uno Stato acquisisce un territorio, estende ad esso in modo automatico tutti i suoi accordi. Tale principio si basa sulla regola generale dell’applicazione dei trattati a tutto il territorio dello Stato.

SUCCESSIONE PER CAUSA DI MORTE

Testamentaria 

Testamento

–  Olografo: scritto, datato, e firmato di pugno dal testatore

–  Pubblico: redatto da un notaio e firmato dal testatore alla presenza di 2 testimoni

–  Segreto: scritto dal testatote o da un terzo e consegnato sigillato al notaio

Erede: successore nell’intero patrimonio o in una quot

Legatario: successore in un singolo diritto determinato.

Legittima

Manca in tutto o in parte il testamento

Successori legittimi:

Coniuge

Discendenti

Ascendenti

Parenti entro il 6° grado

Stato

Necessaria

Con o senza testamento, riserva una quota del patrimonio del defunto ai membri più stretti della sua famiglia

Successori legittimari:

Coniuge

Figli legittimi, naturali e adottivi

Ascendenti legittimi

Successione delle leggi penali (d. pen.)

Il principio di irretroattività di cui all’art. 25 Cost., comporta che la legge penale si applica solo ai fatti commessi dopo la sua entrata in vigore, e non ai fatti ad essa anteriori.

L’art. 2 c.p., disponendo che nessuno può essere punito per un fatto che, secondo la legge del tempo in cui fu commesso, non costituiva reato, afferma il principio di irretroattività in termini sostanzialmente coincidenti con l’art. 25 Cost. Esso si applica sia quando venga istituito un nuovo titolo di reato, sia quando un mutamento degli elementi costitutivi di fattispecie criminose preesistenti renda punibili fatti che prima non lo erano.

Il co. 2 dell’art. 2 c.p. prevede il principio della retroattività della legge più favorevole, stabilendo che nessuno può essere punito per un fatto che, secondo una legge posteriore, non costituisce reato; e, se vi è stata condanna, ne cessano l’esecuzione e gli effetti penali.

L’abolizione dell’incriminazione di un fatto significa che lo Stato non lo ritiene più contrario agli interessi della comunità: la punizione ed anche l’esecuzione della pena già inflitta, in conseguenza, vengono a mancare di fondamento.

L’abolitio criminis fa cessare ogni effetto penale della condanna, vale a dire le conseguenze che si risolvono in incapacità giuridiche o comunque comportano limitazioni o preclusioni all’esercizio di facoltà o alla possibilità di ottenere benefici.

Se vi è stata condanna a pena detentiva e la legge posteriore prevede esclusivamente una pena pecuniaria, la pena detentiva inflitta si converte immediatamente nella corrispondente pena pecuniaria.

Se la legge del tempo in cui fu commesso il reato e le posteriori sono diverse, si applica quella le cui disposizioni sono più favorevoli al reo, salvo che sia stata pronunciata sentenza irrevocabile. È questa l’ipotesi della Successione  di leggi modificative, cioè di leggi che, senza introdurre nuovi reati o abolire reati preesistenti, si limitano a modificare il trattamento penale del fatto. Al riguardo, occorre distinguere due ipotesi: che la nuova legge apporti modificazioni sfavorevoli al reo, nel qual caso si applica la legge precedente; che apporti, invece, modificazioni favorevoli al reo, nel qual caso si applica la nuova legge, la quale avrà, quindi, efficacia retroattiva.

L’individuazione della legge più favorevole va fatta non in astratto, ma in concreto, vale a dire raffrontando i risultati concreti che deriverebbero dall’applicazione alla concreta fattispecie delle norme succedutesi nel tempo.

Il principio della retroattività della legge più favorevole al reo non si applica nel caso di leggi temporanee ed eccezionali (art. 2 c.p.).

In tali casi si applica solo e sempre la norma in vigore nel tempo in cui è stato commesso il fatto.

Successione nel debito (d. civ.)

Si realizza quando un soggetto si sostituisce ad un altro nel lato passivo di un rapporto obbligatorio. Di regola ciò accade per Successione mortis causa [vedi] ovvero a seguito di delegazione [vedi], espromissione [vedi] od accollo [vedi].

La delegazione, come l’espromissione o l’accollo, si dice privativa, quando il nuovo debitore si sostituisce a quello originario nel medesimo rapporto.

Si dice novativa, quando il vecchio rapporto obbligatorio si estingue, costituendosene uno diverso, con un nuovo debitore e con il creditore originario: in tale caso non si verifica, pertanto, alcun fenomeno successorio.

Ancora, la Successione  si dice liberatoria, quando il nuovo debitore si sostituisce al vecchio; è cumulativa, quando il nuovo debitore si affianca a quello originario (ma in tal caso non vi èSuccessione ).


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI