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Tabelle millesimali

19 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 19 ottobre 2015



Tabelle millesimali (d. civ.)

Le Tabelle millesimali esprimono in millesimi il valore di ciascuna proprietà esclusiva, in rapporto al valore dell’intero edificio, che è ipotizzato come pari al numero 1.000».

La funzione essenziale delle  Tabelle millesimali è quella di indicare innanzitutto «l’estensione del diritto di ciascun condòmino sulla proprietà delle parti comuni dell’edificio, che è il presupposto non tanto delle facoltà di godimento, le quali seguono regole proprie, quanto del riparto dei contributi condominiali» (Sforza).

La determinazione dei millesimi, inoltre, rileva ai fini della validità della costituzione dell’assemblea dei condomini [vedi] e delle relative delibere.

Anche a seguito della riforma del condominio (L. 220/2012), manca una norma contenente una previsione delle modalità con cui le Tabelle millesimali devono essere determinate: ed infatti, il nuovo art. 68 disp. att. c.c. nulla dispone al riguardo, limitandosi a dire che, nel relativo calcolo, non deve tenersi conto del canone locatizio, dei miglioramenti e dello stato di manutenzione di ciascuna unità immobiliare.

Nel calcolo concreto dei millesimi di proprietà e nella redazione delle relative Tabelle millesimali  devono tenersi presenti numerosi fattori, tra cui la superficie reale dell’unità immobiliare (o la cubatura reale se i piani non hanno la stessa altezza), l’esposizione, le pertinenze e gli accessori ecc.

Di solito le Tabelle millesimali  vengono predisposte dal costruttore-venditore prima dell’alienazione delle singole unità immobiliari. In tal caso nei singoli atti di acquisto sono indicate le quote millesimali di comproprietà delle parti e degli impianti comuni dell’edificio condominiale.

Qualora le Tabelle millesimali  non siano state predisposte dal costruttore-venditore, la loro approvazione dovrà essere deliberata dall’assemblea con il consenso unanime di tutti i condòmini: nel caso in cui all’assemblea non siano presenti tutti i condòmini, o alcuni di essi siano dissenzienti, la delibera di approvazione è inefficace nei loro confronti.

La disciplina relativa alle Tabelle millesimali  è stata innovata dalla citata legge di riforma (L. 220/2012).  Il nuovo testo dell’art. 69 disp. att. c.c. specifica che:

—  i valori proporzionali delle singole unità immobiliari espressi nelle  Tabelle millesimali possono essere rettificati o modificati all’unanimità;

—  tali valori possono essere rettificati o modificati, anche nell’interesse di un solo condòmino, con la maggioranza prevista all’art. 1136, co. 2, c.c., che prevede un numero di voti pari alla maggioranza degli intervenuti e costituenti almeno la metà del valore dell’edificio, nei casi in cui, o sono conseguenza di un errore oppure quando, per le mutate condizioni di una parte dell’edificio, in conseguenza di sopraelevazione, di incremento di superfici o di incremento o diminuzione delle unità immobiliari, è alterato per più di un quinto il valore proporzionale dell’unità immobiliare anche di un solo condomino: in tal caso il relativo costo è sostenuto da chi ha dato luogo alla variazione;

—  ai soli fini della revisione dei valori proporzionali espressi nelle Tabelle millesimali , può essere convenuto in giudizio unicamente il condominio in persona dell’amministratore, il quale è tenuto a darne notizia all’assemblea dei condòmini: il mancato assolvimento di tale compito può comportare la revoca dell’amministratore nonché la responsabilità di quest’ultimo per gli eventuali danni;

—  tali regole si applicano per la rettifica o la revisione delle Tabelle millesimali  per la ripartizione delle spese redatte in applicazione dei criteri legali o convenzionali.

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