Che significa? Testamento

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Testamento (d. civ.): Atto col quale taluno dispone [vedi Disposizioni testamentarie], per il tempo in cui avrà cessato di vivere, di tutte le proprie sostanze o di parte di esse.

È un atto mortis causa, in quanto la sua funzione consiste nella determinazione della sorte dei rapporti patrimoniali in conseguenza della morte del testatore.

È un negozio giuridico [vedi] unilaterale, non recettizio, revocabile, unipersonale (in quanto è posto in essere da un unico soggetto) e formale [vedi Forma].

Per quanto riguarda la capacità di testare, disciplinata dalla legge nazionale del disponente, l’art. 591 c.c. precisa che essa è propria di tutti coloro che non sono dichiarati incapaci dalla legge: nel caso di incapacità [vedi] il  Testamento può essere impugnato da chiunque vi abbia interesse nel termine di prescrizione di cinque anni dal giorno in cui è stata data esecuzione alle disposizioni testamentarie.

Il Testamento ha un contenuto tipico costituito dal contenuto patrimoniale nel quale il de cuius [vedi] può istituire uno o più eredi [vedi Erede], cioè indicare i soggetti che siano destinatari dei beni a titolo universale e attribuire uno o più legati [vedi], ma può avere altresì un contenuto atipico, potendo comprendere anche disposizioni di carattere non patrimoniale, quali la designazione di un tutore [vedi Tutela], il riconoscimento di figlio [vedi], la riabilitazione dell’indegno [vedi], la nomina dell’esecutore testamentario [vedi].

Sulla materia ha, peraltro, inciso il D.Lgs. 154/2013, attuativo della L. 219/2012 di riforma della filiazione, che ha dato concreta applicazione ai seguente principi di delega:

—  sostituzione dei riferimenti ai «figli legittimi» e ai «figli naturali» con riferimenti ai «figli», salvo l’utilizzo delle denominazioni di «figli nati nel matrimonio» o di «figli nati fuori dal matrimonio» quando si tratta di disposizioni a essi specificamente relative. In questo senso l’art. 594 c.c. disciplina l’assegno da corrispondere ai figli nati fuori dal matrimonio non riconoscibili;

—  abrogazione delle disposizioni che fanno riferimento alla legittimazione.

In particolare, è stato soppresso il richiamo al figlio naturale legittimato dall’art. 687, co. 2, c.c.

Inoltre, è stato modificato l’art. 643 c.c., relativo all’amministrazione dell’eredità in caso di eredi nascituri, per affidare il compito di amministratore al padre e alla madre. La disposizione afferma la parità tra i genitori a fronte della formulazione precedente che riservava il ruolo di amministratore al padre e, solo in mancanza di questo, alla madre.

Al favor testamenti si ispira, infine, la disciplina internazional-privatistica: il Testamento  , infatti, può assumere diverse forme, tutte valide se considerate tali dalla legge dello Stato nel quale il testatore ha disposto, o, alternativamente, dello Stato di cittadinanza, di domicilio o di residenza (art. 48 L. 218/1995).

Testamento congiuntivo

Il Testamento   congiuntivo è quello fatto da due o più persone nel medesimo atto, unico ed inscindibile, in modo che non possano essere identificate le disposizioni che provengono dai singoli testatori. È vietato dal nostro ordinamento (art. 589 c.c.).

Testamento olografo

È il Testamento redatto, datato e sottoscritto personalmente dal testatore (art. 602 c.c.). È, pertanto, necessaria l’autografia. Ha valore di scrittura privata [vedi].

Testamento pubblico

È un documento redatto con le richieste formalità da un notaio [vedi] alla presenza di testimoni (art. 603 c.c.).

Il Testamento deve essere sottoscritto dal testatore, dai testimoni e dal notaio e deve esser datato.

Ha natura di atto pubblico [vedi].

Testamento reciproco

Il Testamento reciproco (o corrispettivo) è quello in forza del quale due soggetti si istituiscono, nel medesimo Testamento , reciprocamente erede o legatario l’uno dell’altro: anche questa forma di  Testamento è vietata dalla legge (art. 589 c.c.), perché in contrasto con l’autonomia e l’unipersonalità del Testamento .

revoca del  Testamento

Il Testamento  è atto per definizione revocabile, per cui l’art. 679 c.c. sancisce che non si può assolutamente rinunciare alla facoltà di revocare o mutare le disposizioni testamentarie.

La revoca può essere:

—  espressa: si realizza mediante una dichiarazione contenuta in un nuovo Testamento o in un atto pubblico [vedi], con cui il testatore cancella, in tutto o in parte, la disposizione anteriore;

—  tacita: si ha allorché un nuovo Testamento , anche se non è volto ad eliminare in modo esplicito i precedenti, annulla soltanto le disposizioni con esso incompatibili;

—  presunta: si verifica quando il Testamento olografo viene distrutto, lacerato o cancellato, in tutto o in parte, a meno che si dimostri che tali eventi siano da imputare a persone diverse dal testatore, oppure che il testatore non aveva l’intenzione di revocarlo.

Figura impropria di revoca è la revocazione di diritto (o «caducità»), i cui effetti non derivano dalla volontà del testatore, ma si producono automaticamente, anche indipendentemente dalla conoscenza che ne abbia al testatore.

Più precisamente, le disposizioni testamentarie, a titolo universale o particolare, sono revocate di diritto per:

—  l’esistenza o la sopravvenienza (dopo la redazione del testamento) di figli o discendenti del testatore, benché postumi anche adottivi;

—  il riconoscimento del figlio nato fuori dal matrimonio, successivo alla compilazione del testamento.

La revocazione ha luogo anche se il figlio è stato concepito al tempo del testamento.

La revocazione non si verifica qualora il testatore abbia provveduto per il caso che esistessero o sopravvenissero figli (o discendenti da essi); si ritiene necessario che egli abbia previsto la sopravvenienza dei figli ed abbia manifestato la volontà che anche in tal caso il testamento rimanesse efficace.

Inoltre, la revocazione non ha luogo quando i figli ignorati o sopravvenuti non vengano (per premorienza, commorienza, indegnità o rinunzia) alla successione e non si faccia luogo a rappresentazione [vedi].

Testamento segreto

Questa forma di  Testamento cumula i vantaggi del Testamento olografo e del Testamento pubblico, perché, da un lato, consente al testatore di tenere segreto il contenuto delle sue disposizioni, dall’altra assicura l’intangibilità dell’atto e la certezza della data.

Infatti, il Testamento  segreto consiste nella consegna solenne di una scheda contenente le disposizioni testamentarie al notaio, che la riceve redigendone verbale e la conserva tra i suoi atti (art. 604 c.c.).

Testamento speciale

Accanto alle forme testamentarie ordinarie, sussistono ipotesi di Testamento speciale, cui si ricorre allorché sussistano particolari presupposti, quali malattie contagiose, calamità pubbliche o infortuni (art. 609 c.c.), viaggio in mare o in aereo (artt. 611 e 616 c.c.), situazione di guerra (art. 617 c.c.).

I  Testamenti speciali, oltre a regole diverse in ordine alle competenze e alle modalità di formazione dell’atto, si caratterizzano in via generale per il fatto che perdono efficacia decorsi 3 mesi dal ritorno alla situazione normale, nella quale è possibile testare secondo i criteri normali.


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