Che significa? Tributo

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Tributo (d. trib.)

Il Tributo rappresenta per lo Stato una entrata derivata caratterizzata dalla coattività cioè dall’esercizio dello ius imperii da parte dello Stato per determinare e ottenere la prestazione e consiste in un’obbligazione avente ad oggetto una prestazione (in genere pecuniaria), che nasce direttamente dalla legge al verificarsi di un presupposto di fatto.

Per Tesauro elementi necessari purché si possa parlare di Tributo sono: il sorgere di un’obbligazione che sia istituzionalmente imposta coattivamente a determinati soggetti e sia collegata ad un presupposto economico e, infine, che il suo gettito sia destinato al finanziamento delle spese pubbliche.

La Corte Costituzionale, infine, ha spesso posto l’accento sulla doverosità della prestazione e sul collegamento di tale prestazione ad una manifestazione di ricchezza.

Il  Tributo comprende, secondo la classificazione tradizionale, imposte, tasse, contributi e monopoli fiscali.

Il Tributo assume nel nostro ordinamento una notevole rilevanza normativa anche alla luce dei principi sanciti in alcuni articoli della Carta costituzionale:

—  l’art. 75, co. 2 che vieta il referendum per le leggi tributarie;

—  l’art. 81, co. 3 che vieta l’introduzione di nuovi tributi con la legge di approvazione del bilancio dello Stato;

—  l’art. 23 che affida al potere legislativo l’imposizione dei tributi;

—  l’art. 53 che stabilisce che tutti i produttori di reddito (cittadini o stranieri) sono tenuti a concorrere alla spesa pubblica in base alla loro capacità economica


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