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Unione di Comuni

19 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 19 ottobre 2015



Unione di Comuni (d. enti loc.)

L’art. 32 del D.Lgs. 267/2000, interamente sostituito ad opera del D.L. 95/2012 (cd.spending review), conv. con modif. in L. 135/2012, ed ora in parte modificato dalla L. 56/2014, definisce l’ Unione di Comuni un ente locale costituito da due o più Comuni [vedi Comune], di norma contermini, finalizzato all’esercizio associato di funzioni e servizi (co. 1).

Ogni Comune, può far parte di una sola Unione di Comuni.

In base a quanto dispone l’art. 32 citato al comma 4, integralmente sostituito dalla L. 56/2014, l’ Unione di Comuni ha potestà statutaria e regolamentare e ad essa si applicano, in quanto compatibili e non derogati, i principi previsti per l’ordinamento dei Comuni.

In particolare, la stessa L. 56/2014 estende alle Unioni di Comuni composte da Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti le disposizioni normative previste per il piccoli Comuni (art. 1, co. 115).

Il co. 3 dell’art. 32, novellato dalla legge Delrio, prevede quali organi dell’Unione di Comuni:

—  il Presidente scelto tra i Sindaci dei Comuni associati;

—  la Giunta i cui membri sono scelti tra gli assessori dei Comuni associati;

—  il Consiglio composto da un numero di consiglieri stabilito dallo statuto, eletti dai singoli Consigli dei Comuni associati tra i propri componenti garantendo la rappresentanza delle minoranze e assicurando la rappresentanza di ogni Comune.

Le modalità di funzionamento degli organi e i loro rapporti sono disciplinati dallo statuto dell’Unione di Comuni. Ricordiamo che in fase di prima istituzione lo statuto è approvato dai Consigli dei Comuni partecipanti e le successive modifiche sono approvate dal Consiglio dell’Unione di Comuni.

Tutte le cariche ricoperte presso l’Unione di Comuni  sono a titolo gratuito (L. 56/2014, art. 1, co. 108).

In riferimento alle Unioni di Comuni  è altresì necessario tener presente il disposto di cui all’art. 14, comma 28 del D.L. 78/2010, conv. con modif. in L. 122/2010 (come sostituito dal D.L. 95/2012, conv. con modif. in L. 135/2012) che impone ai Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti (ovvero a 3.000 se appartengono o sono appartenuti a Comunità montane) l’obbligo di gestire in forma associata la maggior parte delle funzioni fondamentali ricorrendo alle Unione di Comuni o alle convenzioni [vedi].

Il co. 31 del suddetto art. 14 (come riformulato dalla L. 56/2014) fissa il limite demografico minimo delle Unione di Comuni e delle convenzioni sorte sulla base della suddetta disposizione in 10.000 abitanti, ovvero in 3.000 abitanti se i Comuni appartengono o sono appartenuti a Comunità montane, fermo restando che in tal caso le Unione di Comuni devono essere formate da almeno tre Comuni e salvi il diverso limite demografico ed eventuali deroghe, in ragione di particolari condizioni territoriali, individuati dalla Regione. Il limite non si applica alle Unione di Comuni già costituite.

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