Che significa? Vendita

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Vendita (d. civ.): [vedi Compravendita].

Vendita a distanza (d. civ.): [vedi Contratto a distanza].

Vendita forzata (d. p. civ.): Per la realizzazione concreta del credito, il creditore procedente o qualunque altro creditore intervenuto, munito di titolo esecutivo [vedi], deve ottenere la liquidazione dei beni oggetto di espropriazione [vedi Espropriazione forzata], ossia la loro trasformazione in denaro. A tal fine, egli può fare:

—  istanza di Vendita dei beni pignorati [vedi Pignoramento];

—  istanza per la loro assegnazione in pagamento, ossia l’attribuzione diretta del bene pignorato.

Tale alternativa è possibile, in via preventiva, soltanto nell’espropriazione mobiliare [vedi Espropriazione mobiliare presso il debitore] di titoli di credito o di quelle cose aventi un valore determinato o determinabile da listini di borsa o mercato, mentre negli altri casi è consentita soltanto in via successiva, ossia l’assegnazione può essere chiesta soltanto dopo che sono falliti gli esperimenti di Vendita.

A seguito dell’istanza, il giudice competente fissa l’udienza per l’autorizzazione della Vendita o per l’assegnazione, nella quale il giudice disporrà, appunto, la Vendita o l’assegnazione.

La Vendita ha la funzione di trasformare i beni pignorati in denaro liquido (per cui, se il pignoramento colpisce una somma di denaro, questa fase non avviene e il creditore procedente può chiedere senz’altro la distribuzione).

La Vendita può avvenire:

—  con incanto [vedi], ossia con offerte successive in aumento (cd. asta);

—  senza incanto o a mezzo di commissionario.

Il legislatore del 2005 ha stabilito, nell’espropriazione immobiliare [vedi], che il giudice deve sempre disporre prima la Vendita senza incanto, e disporrà la Vendita con incanto soltanto se la Vendita senza incanto ha esito negativo (ad esempio, per mancanza di offerte) o non può avere luogo per mancanza di adesioni o se vi è un’unica offerta che non superi di 1/5 il valore di stima del bene.

Il trasferimento definitivo del bene è collegato ad un provvedimento del giudice dal quale derivano effetti sostanziali e processuali. Sotto il profilo sostanziale, l’effetto traslativo (ossia il passaggio del bene nella proprietà dell’aggiudicatario o dell’assegnatario) si verifica:

—  nell’espropriazione mobiliare, al momento dell’aggiudicazione e del pagamento del prezzo;

—  nell’espropriazione immobiliare, nonché nell’assegnazione, al momento del decreto di trasferimento.

L’effetto estintivo, invece, consiste nell’ordine del giudice che si cancellino le trascrizioni dei pignoramenti e le iscrizioni ipotecarie (il bene si trasferisce libero da pesi e vincoli).

Dal punto di vista processuale, invece, l’oggetto del processo esecutivo, una volta trasferito il bene, non è più la cosa ma il prezzo sul quale dovrà soddisfarsi il creditore.

In caso di mancato versamento del prezzo da parte dell’aggiudicatario o dell’assegnatario:

—  nella Vendita mobiliare all’incanto, l’organo esecutivo incaricato della Vendita, dopo aver preso atto dell’inefficacia della prima Vendita, procede a un nuovo incanto (art. 540 c.p.c.); i creditori, qualora le cose pignorate risultano invendute o la somma assegnata non è sufficiente a soddisfare le loro ragioni, possono chiedere una integrazione del pignoramento (art. 540bis);

—  nella Vendita immobiliare con incanto, il giudice, se il prezzo non è depositato nel termine, dichiara la decadenza dell’aggiudicatario, pronuncia la perdita della cauzione a titolo di multa e dispone un nuovo incanto (art. 587 c.p.c.).


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