Che significa? | Termini giuridici

Vizio

23 Ottobre 2015 | Autore:
dizionario giuridico

Vizio

Vizio della cosa (d. civ.): I vizi sono difetti materiali della cosa che pregiudicano il suo valore o comunque la sua utilizzabilità. Il Vizio dà luogo ad un’inesattezza della prestazione traslativa allorquando riduce in maniera sensibile il valore del bene, o comunque lo rende inadeguato a svolgere la sua funzione.

La normale adeguatezza del bene va valutata in base alla sua funzione economico sociale o a quella particolare funzione riconosciutagli dal contratto.

Vizio della volontà (d. civ.): Elemento perturbatore che incide su uno degli elementi essenziali del contratto [vedi], la volontà, determinandone una formazione anomala.

In tale ipotesi, quindi, la volontà non manca né è difforme dalla dichiarazione, ma è viziata, poiché il soggetto ha posto in essere un contratto che altrimenti non avrebbe concluso.

Il codice civile individua tassativamente i Vizi della volontà rilevanti per il diritto: errore [vedi], violenza [vedi], dolo [vedi], indicando per ognuno di essi i requisiti di rilevanza.

Il contratto concluso in presenza di un Vizio è annullabile [vedi Annullamento].

Vizio di mente (d. pen.): Alterazione della mente che deve dipendere da infermità, concetto più ampio di malattia, la cui ratio è determinata dalle norme sull’imputabilità [vedi]. Stato psichico in cui siano notevolmente compromesse le facoltà intellettive e volitive.

Il codice penale disciplina il Vizio agli artt. 88 e 89 distinguendo tra:

—  vizio totale di mente, che si ha quando lo stato mentale è tale da escludere integralmente la capacità di intendere e di volere dell’agente e che comporta il proscioglimento dell’imputato, fatta salva l’applicabilità allo stesso, se pericoloso, della misura di sicurezza dell’ospedale psichiatrico giudiziario;

—  vizio parzialmente di mente in presenza del quale la capacità di intendere e di volere, pur non essendo completamente caducata, risulta grandemente scemata, e che comporta una riduzione della pena, ferma restando l’applicabilità all’imputato, ove ritenuto pericoloso, della misura di sicurezza dell’assegnazione ad una casa di cura o di custodia [vedi].

Vizio occulto [garanzia per] (d. civ.): Si intende per Vizio ogni vizio materiale della cosa oggetto di compravendita [vedi], tale da renderla inidonea all’uso o da diminuirne in modo apprezzabile il valore.

Il venditore è tenuto a garantire che la cosa venduta sia immune da Vizio, ma tale garanzia è dovuta solo quando i vizi erano ignoti al compratore e non facilmente riconoscibili al momento dell’acquisto.

Il compratore deve denunciarne al venditore i Vizi occulti entro otto giorni dalla scoperta, a pena di decadenza [vedi], salvo che il contratto non disponga diversamente.

La garanzia può essere fatta valere in giudizio attraverso due azioni:

—  l’actio redhibitoria, rivolta ad ottenere la risoluzione del contratto ed il rimborso del prezzo (artt. 1492-1493 c.c.);

—  l’actio aestimatoria (o quanti minoris), rivolta ad ottenere la riduzione o il parziale rimborso del prezzo (art. 1492 c.c.).

Proposta una delle due azioni, il compratore non può più esercitare l’altra.



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