Che significa? | Termini giuridici

Voto

23 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 23 ottobre 2015



Voto

Diritto al Voto (d. cost.): È il diritto di tutti i cittadini di eleggere i propri rappresentanti in seno al Parlamento o negli altri organi rappresentativi degli enti territoriali.

L’art. 48 Cost. detta alcuni principi in materia di diritto al Voto che possono così sintetizzarsi:

—  universalità: sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne [vedi Suffragio universale];

—  personalità: la Costituzione ha escluso la possibilità del Voto per procura, anche se la L. 459/2001, relativa al diritto di Voto degli italiani all’estero, consente a tali cittadini la possibilità di esprimere il proprio Voto per corrispondenza;

—  eguaglianza: il Voto è uguale e il Voto plurimo non è ammesso. Il suffragio di ogni elettore non può avere valori quantitativi diversi, ma se le circoscrizioni elettorali sul territorio nazionale sono omogenee, quelle per la Circoscrizione estero [vedi] possono variare, con la conseguenza che per eleggere un deputato o un senatore all’estero occorrono più Voti rispetto a quelli richiesti in Italia, comportando una disuguaglianza tra il voto degli italiani in patria e quelli all’estero;

—  libertà e segretezza: tali principi sono complementari, perché la segretezza garantisce la libertà del Voto. Una sola eccezione è permessa, ed è relativa a coloro i quali sono del tutto impediti per motivi fisici, cioè i ciechi: essi, per poter votare, hanno bisogno di qualcuno che stia accanto a loro e che tenga loro la mano;

—  non obbligatorietà: l’esercizio del Voto costituisce solo dovere civico. Tale espressione è frutto di un compromesso raggiunto in sede costituente, dettato dalla necessità di soddisfare l’esigenza di sancire per un verso, l’obbligatorietà, per lo meno morale, del Voto, per l’altro verso di tutelare il prevalente e tangibile diritto di libertà dei cittadini, che comprende anche la libertà di scegliere se recarsi o meno alle urne.

È pienamente legittimo, dunque, per l’elettore manifestare il proprio dissenso politico anche non votando.

La L. cost. 1/2000 ha modificato l’art. 48 Cost., inserendo un nuovo comma. Esso prevede che la legge debba stabilire requisiti e modalità per rendere effettivo l’esercizio del diritto di Voto dei cittadini italiani residenti all’estero, senza che siano costretti a rientrare in Italia per votare. A tal fine è stata istituita la Circoscrizione estero.

Voto di preferenza (d. cost.): [vedi Liste bloccate].

Voto nelle società per azioni (d. comm.): Tale diritto spetta ad ogni socio [vedi] di S.p.a. [vedi Società] per ogni azione [vedi Azione societaria] posseduta, salve alcune limitazioni.

Esso è inibito:

—  ai titolari di azioni di risparmio, cui è precluso il Voto sia nelle assemblee ordinarie sia in quelle in seduta straordinaria (art. 145 ss. D.Lgs. 58/1998);

—  ai titolari di azioni a Voto limitato (categoria nella quale rientrano fattispecie diverse: azioni prive del tutto del diritto di Voto; azioni con diritto di Voto limitato a particolari argomenti; azioni con diritto di voto subordinato al verificarsi di particolari condizioni, non meramente potestative);

—  al socio in mora nel versamento dei conferimenti;

—  nelle società quotate, ai soci detentori delle partecipazioni qualificate o reciproche definite negli artt. 105 e 120 ss. D.Lgs. 58/1998, come modificati dal D.Lgs. 229/2007 i quali non abbiano adempiuto all’obbligo di promuovere le offerte pubbliche di acquisto o di comunicazione previste dalle medesime norme;

—  al socio-amministratore nelle deliberazioni concernenti la sua responsabilità;

—  al socio sulle cui azioni è costituito un diritto di pegno o di usufrutto: nel qual caso il Voto spetta al creditore pignoratizio o all’usufruttuario, salvo, però, patto contrario (art. 2352 c.c.);

—  al possessore di azioni di godimento, salvo diversa disposizione (art. 2353 c.c.).

La società controllata da altra società non può esercitare il Voto nelle assemblee di questa (eccezione al principio della parità di diritti fra tutti i possessori della stessa categoria di azioni).

Ogni socio può, salvo disposizione contraria dell’atto costitutivo, delegare ad un’altra persona il diritto di esercitare il proprio Voto in assemblea, con le modalità ed i limiti indicati negli artt. 2372 e 2479bis c.c. (per le società di capitali), nonché nell’art. 2534 c.c. (per le società cooperative).

Voto per corrispondenza (d. comm.): Possibilità offerta ai soci di una società di manifestare la propria volontà all’interno dell’assemblea degli azionisti pur non essendo fisicamente presenti.

Il legislatore della riforma del 2003 ha ammesso la possibilità che lo statuto preveda il Voto per corrispondenza, che già era stato introdotto nel nostro ordinamento dal D.Lgs. 58/1998 per le società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, e l’intervento in assemblea mediante mezzi di telecomunicazione. Da ultimo, il D.Lgs. 27/2010 ha consentito l’espressione del Voto in via elettronica nelle assemblee di tutte le s.p.a., non solo quelle quotate. Il Voto per corrispondenza, quindi, entra a far parte obbligatoriamente delle procedure assembleari.

Per quanto riguarda le società quotate, l’art. 127 del D.Lgs. 58/1998, sostituito dal D.Lgs. 27/2010, prevede che la CONSOB stabilisce con regolamento le modalità di esercizio del Voto per corrispondenza o in via elettronica e lo svolgimento dell’assemblea in questi casi.

Voto per rappresentanza (d. comm.): È tale il Voto espresso in assemblea dal rappresentante del titolare della partecipazione azionaria. È necessario che ciò sia ammesso dall’atto costitutivo. L’esercizio del diritto di Voto mediante conferimento di rappresentanza ad un terzo è disciplinato dall’art. 2372 c.c., che impone la forma scritta della delega. Nella delega deve essere indicato il nome del rappresentante che non può essere amministratore, sindaco o dipendente della società o delle società da questa controllate.

Le società con azioni quotate, salvo che lo statuto disponga diversamente, designano per ciascuna assemblea un soggetto al quale i soci possono conferire, entro la fine del secondo giorno di mercato aperto precedente la data fissata per l’assemblea in prima o unica convocazione, una delega con istruzioni di Voto su tutte o alcune delle proposte all’ordine del giorno.

La delega è conferita mediante la sottoscrizione di un modulo il cui contenuto è disciplinato dalla CONSOB [vedi] con regolamento.

Inoltre, a seguito dell’intervento del D.Lgs. 27/2010, nelle società quotate è stato abrogato il divieto che, finora, ha impedito agli amministratori di rappresentare i soci in assemblea. Questi, infatti, lo potranno fare, ma rendendo espliciti i loro conflitti di interesse e purché vi siano specifiche istruzioni di Voto per ciascuna delibera in relazione alla quale il rappresentante dovrà votare per conto del socio.

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