Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17212 del 19/08/2016



Cassazione civile sez. lav., 19/08/2016, (ud. 25/05/2016, dep. 19/08/2016), n.17212

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

SEZIONE LAVORO

Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dott. MAMMONE Giovanni – Presidente –

Dott. D’ANTONIO Enrica – rel. Consigliere –

Dott. BERRINO Umberto – Consigliere –

Dott. DORONZO Adriana – Consigliere –

Dott. RIVERSO Roberto – Consigliere –

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso 1896-2011 proposto da:

G.G., C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA,

PIAZZA MARTIRI DI BELFIORE 2, presso lo studio dell’avvocato

DOMENICO CONCETTI, che lo rappresenta e difende, giusta delega in

atti;

– ricorrente –

contro

I.N.P.S. – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE, C.F.

(OMISSIS), in persona del legale rappresentante pro tempore,

elettivamente domiciliato in ROMA, VIA CESARE BECCARIA n. 29 presso

l’Avvocatura Centrale dell’Istituto, rappresentato e difeso dagli

avvocati MAURO RICCI, CLEMENTINA PULLI, ANTONELLA PATTERI, SERGIO

PREDEN, giusta delega in atti;

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 302/2010 della CORTE D’APPELLO di PERUGIA,

depositata il 27/08/2010 R.G.N. 322/2009;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del

25/05/2016 dal Consigliere Dott. ENRICA D’ANTONIO;

udito l’Avvocato CONCETTI DOMENICO;

udito l’Avvocato PREDEN SERGIO;

udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore MATERA Marcello

che ha concluso per il rigetto del ricorso.

Fatto

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

La Corte d’appello di Perugia, in riforma della sentenza del Tribunale di Terni, ha rigettato la domanda G.G. volta ad ottenere la maggiorazione pensionistica di cui alla L. n. 257 del 1992, art. 13, comma 8, per esposizione all’amianto.

La Corte ha rilevato che in relazione al periodo dal 17 novembre 1988 al 1 gennaio 1991 non era stata presentata domanda amministrativa di accertamento di esposizione all’amianto entro la data del 15/6/2005 e che pertanto, con riferimento a detto periodo, si era verificata la decadenza di cui al D.L. n. 269 del 2003, art. 47, comma 5, convertito in L. n. 326 del 2003, come modificato dalla L. n. 350 del 2003, art. 3, e nonchè dal D.M. Attuativo 27 ottobre 2004.

La Corte ha esposto che per il ricorrente tale difetto poteva intendersi superato quantomeno con riferimento al periodo fino alla data del 17/11/1989, in base alla circostanza che il curriculum allegato alla domanda all’Inail attestava che fino a quella data egli aveva prestato attività lavorativa presso la ditta G. e Pacifici snc. con esposizione all’amianto.

Secondo la Corte, invece, il tenore della domanda amministrativa, in cui detto periodo non risultava indicato, non poteva essere integrato da detta documentazione allegata considerato che il ricorrente, pur continuando a lavorare presso la stessa ditta, avrebbe potuto non essere più esposto all’amianto.

La Corte territoriale ha quindi concluso che, detratto detto periodo per il quale mancava la domanda amministrativa, il periodo di esposizione all’amianto non era sufficiente a superare il decennio.

Avverso la sentenza ricorre il G. con due motivi. Resiste l’Inps. Entrambe le parti hanno depositato memoria ex art. 378 c.p.c..

Diritto

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con il primo motivo il ricorrente denuncia violazione degli artt. 99, 437, 115 e 116 c.p.c.; art. 2697 c.c. in relazione alla L. n. 257 del 1992, art. 13, comma 8; del D.L. n. 269 del 2003, art. 13, comma 8, convertito in L. n. 326 del 2003; L. n. 350 del 2003, art. 3; D.M. 24 ottobre 2004, art. 1, comma 2.

Riproduce le conclusioni rassegnate davanti al Tribunale e gli elementi di prova dai quali era evidente il contenuto e l’ampiezza del diritto fatto valere e che in particolare era stato richiesta la rivalutazione anche in relazione al periodo 17 novembre 1988 al 1 gennaio 1991. Richiama la sentenza del Tribunale che aveva riconosciuto l’esposizione all’amianto dal 14/4/1980 al 30/5/1981, dal 12/7/82 al 17/11/89 e dal 20/11/1989 al 31/12/1992 e la moltiplicazione dell’intero periodo di esposizione all’amianto per il coefficiente 1,5.

Rileva che il Tribunale aveva acquisito la documentazione allegata alla domanda amministrativa del 29/3/2005 e che dalla certificazione e dai curricula si ricavava l’esposizione all’amianto dal 14/4/80 al 17/11/89 e dall’1/1/91 e quindi solo per il periodo intermedio dal 18/11/89 al 31/12/90 difettava, eventualmente, la prescritta domanda all’Inail con la conseguenza che era comunque integrato il requisito dell’esposizione decennale e che la Corte erroneamente aveva ritenuto di non poter prendere in considerazione la documentazione con cui, invece, era possibile integrare la domanda amministrativa.

Con il secondo motivo denuncia vizio di motivazione. Lamenta che la Corte aveva effettuato una valutazione ed interpretazione della domanda inadeguata senza esaminare tutte le prove documentali, avendo dovuto tenere conto non solo della formulazione letterale della domanda amministrativa ma anche del suo contenuto sostanziale accertando, comunque, l’esposizione all’amianto.

I motivi, congiuntamente esaminati, stante la loro connessione, sono fondati.

La Corte territoriale ha ritenuto che la domanda amministrativa, come formulata dal ricorrente, non si estendesse anche al periodo lavorativo 17/11/88-1/1/91 non espressamente menzionato nella domanda stessa. Ha precisato, inoltre, che la domanda non poteva essere integrata con la documentazione alla stessa allegata costituita dalle certificazioni e dai curricula che attestavano che il ricorrente fino al 17/11/89 aveva prestato attività presso la ditta G. & Pacifici snc. La Corte ha ipotizzato, infatti, che il G., pur continuando a lavorare presso la stessa ditta, avrebbe potuto non essere più esposto all’amianto.

La tesi sostenuta dalla Corte non può essere accolta, pur dovendosi rilevare che i motivi del ricorso tendono a confondere tra domanda amministrativa e domanda giudiziaria, non può non osservarsi che, in modo del tutto apodittico, la Corte ha ritenuto di non poter esaminare la documentazione allegata alla domanda amministrativa dalla quale invece risultava che la prestazione lavorativa del G. si era svolta presso la medesima ditta anche nel periodo in contestazione e che dunque era fuori dubbio la volontà del ricorrente di richiedere i benefici derivanti dall’esposizione all’amianto con riferimento a tutti i periodi lavorativi documentati con la domanda amministrativa.

La Corte non fornisce alcuna argomentazione o motivazione giuridica che avrebbe impedito l’esame della documentazione allegata alla domanda amministrativa al fine di escludere che la mancata specifica indicazione nella domanda amministrativa del periodo in contestazione fosse il frutto solo di una dimenticanza o di un errore materiale, stante, invece, la chiara volontà della parte di far valere, al fine di ottenere i benefici derivanti dall’esposizione all’amianto, tutti i periodi lavorativi desumibili dalla documentazione allegata alla domanda amministrativa.

Con il ricorso introduttivo davanti al Tribunale il ricorrente ha ulteriormente precisato il periodo di esposizione all’amianto senza introdurre fatti nuovi, periodi lavorativi diversi o nuove prove limitandosi a richiamare i documenti già allegati alla domanda amministrativa.

La Corte ha concluso, invece, sancendo l’intervenuta decadenza per la mancata presentazione della domanda amministrativa in relazione ad un periodo lavorativo indispensabile al fine del raggiungimento di un’esposizione qualificata all’amianto per un periodo superiore al decennio senza fornire una apprezzabile ed adeguata motivazione limitandosi ad ipotizzare, senza svolgere alcun accertamento e sulla base di una mera ipotesi, che il G. non sarebbe stato esposto all’amianto per l’intero periodo documentato.

Pur spettando al giudice di merito l’interpretazione della domanda amministrativa e la sua eventuale integrazione trattandosi di apprezzamento discrezionale del giudice di merito,la decisione tuttavia non può prescindere dalla valutazione degli elementi probatori risultanti dagli atti e da un’adeguata motivazione, in fatto ed in diritto della decisione assunta, elementi che non emergono dalla sentenza impugnata.

Per le considerazioni che precedono il ricorso deve essere accolto ed il giudizio rinviato alla Corte d’appello di Perugia in diversa composizione perchè effettui una nuova valutazione della domanda del ricorrente alla luce dei principi sopra esposti.

Il giudice di rinvio provvederà anche alle spese del presente giudizio.

PQM

Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Corte d’appello di Perugia in diversa composizione anche per le spese del presente giudizio.

Così deciso in Roma, il 25 maggio 2016.

Depositato in Cancelleria il 19 agosto 2016



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