Orari visita fiscale e casi di esonero
Controllo medico fiscale Inps: orari, casi di esclusione, adempimenti.
Sei in malattia da qualche giorno e sai che devi restare a casa per essere reperibile per la visita fiscale. Non sai, però, quali sono gli orari della visita fiscale e i casi di esonero. Ecco una breve guida utile.
La visita fiscale è un controllo domiciliare da parte di un medico dell’Inps, per il quale si deve essere obbligatoriamente disponibili, qualora ci si collochi in malattia: non si tratta, però, di una semplice verifica della presenza del dipendente malato nella propria abitazione, ma di un vero e proprio accertamento sull’esistenza della patologia e sulla correttezza della prognosi effettuata dal medico curante.
La visita fiscale può avvenire sin dal primo giorno di malattia, poiché il medico che ha in cura il lavoratore, o la struttura sanitaria, ha l’obbligo di trasmettere telematicamente il certificato all’Inps, in via immediata. Per i dipendenti pubblici, la visita medica fiscale può essere inviata dal primo giorno solo nel caso in cui l’assenza segua o preceda una giornata libera, non solo festiva, ma anche non lavorativa, di ferie o di permesso.
Indice
Orario visita fiscale 2022-2023
Le fasce orarie di reperibilità
- dipendenti privati: dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19;
- dipendenti pubblici: dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18.
Se il lavoratore è assente al momento della visita domiciliare, viene invitato a recarsi presso gli ambulatori della struttura territoriale INPS, in una determinata data. In ogni caso il lavoratore è tenuto a presentare una giustificazione valida per l’assenza, anche al fine di evitare sanzioni disciplinari da parte del datore di lavoro.
A partire dal 1 settembre 2017, è entrato in vigore il Polo unico per le visite fiscali che attribuisce all’Inps la competenza esclusiva a gestire le visite mediche di controllo sia su richiesta delle pubbliche amministrazioni, in qualità di datori di lavoro, sia d’ufficio.
Visita fiscale: casi di esonero
La sottoposizione alla visita fiscale, in alcune situazioni, può essere evitata, poiché viene esclusa la sua opportunità o fattibilità: i casi di esonero, grazie al Jobs Act, sono stati recentemente unificati per tutti i lavoratori (alcuni, difatti, erano precedentemente limitati al solo personale statale); inoltre, grazie a un recente messaggio dell’Inps, sono stati chiariti i limiti della discrezionalità del medico curante per l’esonero dal controllo domiciliare.
Naturalmente l’esonero non è dal controllo, ma solo dalla reperibilità [2].
In particolare, le ipotesi in cui il lavoratore è esonerato dalla visita fiscale sono:
- ricovero presso una struttura sanitaria (chi è ricoverato in ospedale non può assolutamente ricevere la visita fiscale, né in loco, né, ovviamente, presso la propria abitazione);
- esistenza di una patologia grave che richiede cure salvavita (l’ipotesi concerne, ad esempio, chi ha gravi patologie cardiache, pazienti con patologie oncologiche, dializzati…);
- infortunio sul lavoro e malattia professionale;
- malattia correlata a un’eventuale invalidità o menomazione del dipendente (sono i casi, in pratica, in cui il malato possiede una percentuale d’invalidità o un handicap, anche non grave).
Inoltre, quando la visita fiscale è stata
Esonero dalla visita fiscale su richiesta del medico curante
Chi invia il certificato medico all’Inps, grazie a una nuova procedura telematica, può segnalare all’Istituto l’esonero dalla visita fiscale. Il medico certificatore può segnalare l’esonero per le seguenti circostanze.
Per i lavoratori subordinati dipendenti dai datori di lavoro privati:
- patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
- stati patologici connessi alla situazione di invalidità riconosciuta pari o superiore al 67%;
Per i
- patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
- causa di servizio riconosciuta che abbia dato luogo all’ascrivibilità della menomazione unica o plurima alle prime tre categorie della “tabella A” allegata al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1981, n. 834, ovvero a patologie rientranti nella “tabella E” dello stesso decreto;
- stati patologici connessi alla situazione di invalidità riconosciuta pari o superiore al 67%.
Ovviamente, l’esclusione dovrà essere ponderata in modo approfondito, per evitare pregiudizi sia all’Inps che allo stesso lavoratore. L’Inps ha chiarito che il codice “E” è ad esclusivo uso interno riservato ai medici INPS durante la disamina dei certificati pervenuti per esprimere le opportune decisionalità tecnico-professionali.
Controllo da parte del datore di lavoro
La nuova normativa sulle visite fiscali stabilisce che il controllo da parte del datore di lavoro è in ogni caso richiesto sin dal primo giorno, quando l’assenza si verifica nelle giornate precedenti o successive a quelle non lavorative. Cosa si intende per «quando l’assenza si verifica nelle giornate precedenti o successive a quelle non lavorative»? Ad esempio, se sono malato il martedì e il mercoledì è obbligatorio inviare la visita fiscale?
Nella fattispecie indicata nel quesito (inizio della malattia nei giorni di martedì o mercoleì, non precedenti né successivi a giornate non lavorative, che prosegue fino alla settimana successiva, ricadendo quindi, nelle giornate di sabato e domenica, di norma non lavorative), non è obbligatorio l’invio della