Orari visita fiscale e casi di esonero

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Autore: Noemi Secci

25 novembre 2022

Laureata in Giurisprudenza, Consulente del Lavoro, Docente in materie economico-giuridiche e formatrice qualificata. Oltre all'ambito giuslavoristico,è specializzata in campo previdenziale. Collabora con diverse testate online in materia di previdenza e di diritto del lavoro.

Controllo medico fiscale Inps: orari, casi di esclusione, adempimenti.

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Sei in malattia da qualche giorno e sai che devi restare a casa per essere reperibile per la visita fiscale. Non sai, però, quali sono gli orari della visita fiscale e i casi di esonero. Ecco una breve guida utile.

La visita fiscale è un controllo domiciliare da parte di un medico dell’Inps, per il quale si deve essere obbligatoriamente disponibili, qualora ci si collochi in malattia: non si tratta, però, di una semplice verifica della presenza del dipendente malato nella propria abitazione, ma di un vero e proprio accertamento sull’esistenza della patologia e sulla correttezza della prognosi effettuata dal medico curante.

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La visita fiscale può avvenire sin dal primo giorno di malattia, poiché il medico che ha in cura il lavoratore, o la struttura sanitaria, ha l’obbligo di trasmettere telematicamente il certificato all’Inps, in via immediata. Per i dipendenti pubblici, la visita medica fiscale può essere inviata dal primo giorno solo nel caso in cui l’assenza segua o preceda una giornata libera, non solo festiva, ma anche non lavorativa, di ferie o di permesso.

Orario visita fiscale 2022-2023

Le fasce orarie di reperibilità

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per la visita fiscale, nel dettaglio, sono le seguenti:

Se il lavoratore è assente al momento della visita domiciliare, viene invitato a recarsi presso gli ambulatori della struttura territoriale INPS, in una determinata data. In ogni caso il lavoratore è tenuto a presentare una giustificazione valida per l’assenza, anche al fine di evitare sanzioni disciplinari da parte del datore di lavoro.

A partire dal 1 settembre 2017, è entrato in vigore il Polo unico per le visite fiscali che attribuisce all’Inps la competenza esclusiva a gestire le visite mediche di controllo sia su richiesta delle pubbliche amministrazioni, in qualità di datori di lavoro, sia d’ufficio.

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Visita fiscale: casi di esonero

La sottoposizione alla visita fiscale, in alcune situazioni, può essere evitata, poiché viene esclusa la sua opportunità o fattibilità: i casi di esonero, grazie al Jobs Act, sono stati recentemente unificati per tutti i lavoratori (alcuni, difatti, erano precedentemente limitati al solo personale statale); inoltre, grazie a un recente messaggio dell’Inps, sono stati chiariti i limiti della discrezionalità del medico curante per l’esonero dal controllo domiciliare.

Naturalmente l’esonero non è dal controllo, ma solo dalla reperibilità [2].

In particolare, le ipotesi in cui il lavoratore è esonerato dalla visita fiscale sono:

Inoltre, quando la visita fiscale è stata

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già effettuata durante il periodo di prognosi della stessa malattia, non può essere effettuato un nuovo controllo medico, da parte dell’Inps; in caso di ricaduta, invece, si potrà ricevere una nuova visita. Per la ricaduta dovrà, tra l’altro, essere inviato un nuovo certificato medico.

Esonero dalla visita fiscale su richiesta del medico curante

Chi invia il certificato medico all’Inps, grazie a una nuova procedura telematica, può segnalare all’Istituto l’esonero dalla visita fiscale. Il medico certificatore può segnalare l’esonero per le seguenti circostanze.

Per i lavoratori subordinati dipendenti dai datori di lavoro privati:

Per i

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dipendenti pubblici:

Ovviamente, l’esclusione dovrà essere ponderata in modo approfondito, per evitare pregiudizi sia all’Inps che allo stesso lavoratore. L’Inps ha chiarito che il codice “E” è ad esclusivo uso interno riservato ai medici INPS durante la disamina dei certificati pervenuti per esprimere le opportune decisionalità tecnico-professionali.

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Controllo da parte del datore di lavoro

La nuova normativa sulle visite fiscali stabilisce che il controllo da parte del datore di lavoro è in ogni caso richiesto sin dal primo giorno, quando l’assenza si verifica nelle giornate precedenti o successive a quelle non lavorative. Cosa si intende per «quando l’assenza si verifica nelle giornate precedenti o successive a quelle non lavorative»? Ad esempio, se sono malato il martedì e il mercoledì è obbligatorio inviare la visita fiscale?

Nella fattispecie indicata nel quesito (inizio della malattia nei giorni di martedì o mercoleì, non precedenti né successivi a giornate non lavorative, che prosegue fino alla settimana successiva, ricadendo quindi, nelle giornate di sabato e domenica, di norma non lavorative), non è obbligatorio l’invio della

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visita fiscale, che dovrà essere decisa sulla base di una valutazione del dirigente responsabile della condotta complessiva del dipendente e degli oneri connessi all’effettuazione della visita. Infatti, la legge in tema di visite di controllo per assenza dal servizio per malattia dei pubblici dipendenti [3] ha stabilito che l’amministrazione di appartenenza ha l’obbligo di disporre la visita sin dal primo giorno se l’assenza si verifica nelle giornate precedenti o successive a quelle non lavorative. Così, nel caso in cui un dipendente pubblico certifica lo stato di malattia il lunedì, l’Ufficio del personale deve richiedere obbligatoriamente, lo stesso giorno, la visita fiscale. Negli altri giorni della settimana, che non ricadano in giornate precedenti o successive a quelle non lavorative, la norma in esame rimette alla discrezionalità del dirigente responsabile la valutazione circa i casi nei quali richiedere il controllo sulla malattia alle competenti strutture, tenendo conto della condotta complessiva del dipendente e degli oneri connessi all’effettuazione della visita.

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