Casello autostradale: passare per la corsia del telepass senza telepass

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Autore: Temistocle Marasco

12 dicembre 2015

Temistocle Marasco (1981) è dottore in giurisprudenza, esperto in diritto ambientale, coautore del volume “Aspetti di criminologia” (lulu.com Ed.), "Un anno di Diritto e Rovescio" (Pellegrini Ed.) e di altre pubblicazioni giuridiche. Esperto in diritto dell'immigrazione.

Passare, per sbaglio o volontariamente, sulla corsia del telepass senza avere il telepass: che succede e cosa fare.

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In autostrada, può succedere di sbagliare casello, sia in entrata che in uscita, utilizzando la corsia del telepass invece che quella in cui si ritira o si consegna il biglietto. Lo sbaglio può essere frutto di distrazione e, pertanto, involontario, oppure può essere voluto, allo scopo di non pagare la tratta percorsa.

Entrare dalla corsia del telepass, pur non avendolo, o perdere il biglietto di ingresso

Il primo caso che vogliamo trattare è quello dell’automobilista che, per distrazione, imbocca il casello col telepass, pur non avendolo. La barra è sollevata perché ci si è accodati all’auto davanti a noi, che il telepass ce l’ha. Si entra così in autostrada senza ritirare il biglietto. Il problema sorge quando giunge il momento di uscire dall’autostrada, in quanto non si è provvisti dell’apposito tagliando (lo stesso discorso vale nel caso in cui il biglietto, pur ritirato, venga smarrito dall’automobilista durante il viaggio).

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In questi casi, la legge prevede che l’automobilista debba pagare il pedaggio calcolato dalla più lontana stazione di entrata [1] (Aosta è l’ingresso più a nord, Salerno quello più a sud. Facciamo un esempio: se l’automobilista entra a Salerno, non fa o perde il biglietto, e poi decide di uscire a Roma Orte, il casellante gli chiederà di pagare la tratta come se fosse entrato da Aosta, che è il punto autostradale più distante da Roma Orte).

La soluzione è mettersi comunque in fila per uscire dall’autostrada e spiegare l’errore al casellante, che vi farà passare ugualmente. A questo punto, il casellante:

– calcola il costo del pedaggio partendo dal punto effettivo di ingresso, sulla base di una apposita autodichiarazione scritta che deve rendere l’automobilista;

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– rilascia uno scontrino di parziale mancato pagamento, per il recupero del residuo (voi dichiarate di essere entrati a Salerno e pagate per il tratto Salerno-Roma Orte, pari a 21,60 euro. La legge, invece, prevede il pagamento dal casello più lontano, ossia Aosta, in questo caso; Aosta-Roma Orte, 77,90 euro. Totale residuo: 56,30 euro), in cui vengono riportati i dati del veicolo (classe e targa), i dati di transito (data, ora, casello di uscita).

Il residuo può essere pagato senza aggravio di spese entro 15 giorni dalla data di emissione dello scontrino. Trascorso tale periodo, l’importo sarà maggiorato degli oneri di accertamento [2]. Il mancato versamento di quanto dovuto comporterà il recupero forzoso del credito con il conseguente aggravio delle spese a carico del debitore

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[3].

Il mancato pagamento, quindi, apre una fase in cui l’automobilista riceverà una diffida di pagamento da parte del gestore dell’autostrada. Tale richiesta, tuttavia, può essere contestata dal ricevente con una risposta scritta. Nella contestazione è importante inserire una autodichiarazione nella quale si attesta l’effettiva tratta percorsa, allegando un documento di riconoscimento. La dichiarazione, resa sotto responsabilità penale, potrà sempre essere verificata dal gestore dell’autostrada attraverso le telecamere presenti a ogni casello. Pertanto, in caso di dichiarazioni non veritiere, si rischia una condanna penale. I caselli sono infatti dotati di un sistema di ripresa video che, in caso di mancato pagamento del pedaggio o di utente sprovvisto del titolo di entrata o che impegni gli impianti di controllo in maniera impropria rispetto al titolo in suo possesso, registra automaticamente la targa dei veicoli in transito per il conseguente espletamento delle azioni civili, amministrative e/o penali, ove ne ricorrano i presupposti

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[4].

Nella pratica, però, tutta questa trafila potrebbe essere evitata recandosi in uno dei “punti blu” che si trova in prossimità dei caselli: spesso, spiegando l’accaduto al personale, è possibile chiudere la vicenda con il solo pagamento della tratta autostradale effettivamente percorsa.

Uscire volontariamente dalla corsia del telepass per non pagare l’autostrada

Commette il reato di truffa [5] il conducente di autoveicolo che omette in più occasioni di pagare il pedaggio autostradale imboccando la corsia riservata agli utenti telepass, ponendosi sulla scia del mezzo che lo precede e riuscendo ad oltrepassare il casello prima che la sbarra si abbassi [6] o utilizzi le corsie di uscita anziché quelle di entrata [7]. La pena è della reclusione da uno a cinque anni e della multa da euro 309 a euro 1.549.

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