Pensione in ritardo: Inps paga interessi legali, rivalutazioni e danni
Accoglimento tardivo della domanda di pensione: l’Ente previdenziale deve pagare gli interessi legali, la rivalutazione monetaria ed il lucro cessante.
Il “vizio” dell’Inps di tardare nella liquidazione della pensione, o di non riconoscerla anche se spettante, è noto da tempo, così com’è noto che interessi ed accessori erogati assieme agli arretrati siano spesso esigui, anche a fronte di crediti molto alti del pensionato.
Una recentissima sentenza del Giudice di Pace di Taranto [1], però, fuga ogni dubbio in merito alla quantificazione d’interessi e accessori ed afferma che, in caso di ritardata erogazione delle prestazioni da parte dell’Inps, debbano essere riconosciuti al cittadino, oltre all’indennizzo commisurato agli assegni dovuti e non pagati, anche gli
Ma andiamo per ordine, e vediamo come procedere, e quali somme, ed a che titolo, spettano, in caso di mancato conferimento della pensione da parte dell’Inps.
Indice
Ricorso amministrativo per ritardato o mancato riconoscimento della pensione
Laddove un lavoratore inoltri
Ad ogni modo, qualora il cittadino sia certo di possedere il diritto al trattamento pensionistico, e l’Inps non lo eroghi (per possedere la certezza assoluta, è sempre meglio far analizzare la propria situazione previdenziale da un
Una volta inoltrato il ricorso, se esso si conclude negativamente, potrà essere inoltrato il ricorso giudiziale al cosiddetto Giudice Previdenziale, ossia al Tribunale in funzione di Giudice unico del lavoro. Si potrà, in particolare, adire il tribunale, laddove il ricorso amministrativo
– sia intervenuta una decisione definitiva negativa, o parzialmente negativa, dell’Inps;
– siano decorsi i termini per il compimento del procedimento amministrativo, senza che l’organo si sia pronunciato;
– sia decorso il termine di 180 giorni dalla proposizione del ricorso amministrativo (cosiddetto silenzio-rigetto): si tratta di un’ipotesi residuale che consente di ricorrere nei casi per i quali non è previsto alcun termine per la decisione.
Ricorso giudiziale per ritardato o mancato riconoscimento della pensione
Una volta trascorsi i termini sopra esposti, o intervenuta una decisione negativa da parte dell’Inps, l’interessato potrà proporre
Qualora, invece, l’interessato adisca il Tribunale senza aver espletato la fase amministrativa, il giudice dovrà rilevare nella prima udienza di discussione l’improcedibilità della domanda, sospendere il giudizio e fissare un termine perentorio di 60 giorni per presentare il ricorso amministrativo.
Ricorso per ritardato o mancato riconoscimento di altre prestazioni
Qualora il cittadino domandi il riconoscimento non della pensione, ma di un’altra
Ricorso per quantificare interessi ed accessori
Come poc’anzi esposto, spesso e volentieri l’Inps, anche se “costretta” a pagare una prestazione, assieme ad interessi e accessori, liquida solo gli interessi, ed in una misura irrisoria. In questi casi, per ottenere la quantificazione della reale cifra spettante, ci si dovrà rivolgere al Giudice di Pace, competente, secondo il Codice di Procedura Civile [2], a pronunciarsi sul riconoscimento di interessi ed emolumenti accessori.
Secondo la citata sentenza del Giudice di Pace di Taranto, in particolare, nel caso di mancato pagamento della prestazione previdenziale da parte dell’Inps, sono dovuti:
– gli interessi legali, a partire dal 121° giorno dall’invio della domanda di prestazione, sui ratei dovuti;
– la rivalutazione monetaria correlata ai ratei di prestazione non percepiti;
-il danno da lucro cessante correlato alla mancata percezione della prestazione.
Il riconoscimento di tali emolumenti non è cosa da poco, specie qualora siano passati diversi anni dalla maturazione del diritto alla prestazione: nel caso concreto deciso dalla citata sentenza, ad esempio, l’Inps è stato condannato a pagare, a titolo di interessi, rivalutazione e lucro cessante, oltre 21.000 Euro, a fronte di poco più di 1.500 Euro riconosciuti dall’Istituto all’istante, a generico titolo d’interessi.