Notifica atti giudiziari: perché non conviene rifiutarli
Rifiutare un atto giudiziario non è una scelta saggia, in quanto lo stesso si considera comunque noto al destinatario. Che significa?
Ti è stato notificato un atto giudiziario e stai pensando di non andare a ritirarlo? Pessima decisione. Vediamo perché.
Partiamo col dire che, a seconda della modalità di esecuzione, si distinguono due tipi di notifica:
– notifica con il postino, che deposita l’atto presso l’ufficio postale preposto alla consegna, quindi ne dà notizia al destinatario mediante avviso di giacenza atti giudiziari: quest’ultimo deve contenere l’espresso invito al destinatario a provvedere al ricevimento dell’atto a lui intestato, con l’avvertimento che la notificazione si considera eseguita trascorsi dieci giorni dalla data del deposito;
– notifica con l’ufficiale giudiziario o messo notificatore, che compie le seguenti operazioni: lascia un avviso in busta chiusa e sigillata presso l’abitazione, deposita la copia in busta chiusa e sigillata presso la Casa Comunale, invia l’avviso uguale a quello lasciato presso l’abitazione con raccomandata A/R. La notifica si perfeziona, per il destinatario, nel momento in cui questi riceve la raccomandata di cui sopra o comunque trascorsi 10 giorni dall’invio della stessa [1].
Il cittadino può – a questo punto – ritirare, presso la Casa Comunale, negli orari di apertura al pubblico, copia di atti del Comune, dell’Autorità Giudiziaria o di altri Enti, dei quali non è stato possibile effettuare la notifica, per
Che cosa comporta il rifiuto di un atto giudiziario?
In tutti i casi in cui l’atto viene notificato e indipendentemente dalla modalità, la legge considera a priori la notifica come eseguita indipendentemente dall’esito reale della consegna, o con il deposito dell’atto presso la casa comunale o decorsi dieci giorni dalla data di spedizione della lettera raccomandata.
Detto ciò è chiaro intuire come la conseguenza negativa più ovvia sia che il destinatario non potrà conoscere il contenuto dell’atto, se non con un’ulteriore notifica dello stesso.
Non solo: si intuisce, infatti, che non conoscendo l’atto, non si potranno nemmeno adottare le contromisure più adeguate, come opporsi allo stesso.
Ma allora: ne vale davvero la pena?