Ricorso d’urgenza al tribunale art. 700 cpc: cos’è e quand’è possibile

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Autore: Mariano Acquaviva

15 agosto 2024

Conseguita nel 2011 la laurea magistrale in Giurisprudenza con pieni voti presso l’Università degli Studi di Salerno, successivamente si iscrive alla Scuola di Specializzazione per le Professioni legali presso lo stesso ateneo, ottenendo anche qui la votazione massima. Attualmente esercita la professione forense quale avvocato iscritto all’albo del foro di Salerno e collabora con diversi studi legali, dedicandosi prevalentemente all’ambito penalistico e civilistico.

Come funziona il procedimento cautelare d’urgenza in base all’articolo 700 del codice di procedura civile? Presupposti e procedura.

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Non sempre è necessario attendere i lunghi (e costosi) tempi di una causa per ottenere tutela dal giudice: è infatti possibile, a determinate condizioni dettate dall’articolo 700 del codice di procedura civile (da cui appunto il nome “ricorso ex art. 700 cpc”) una tutela d’urgenza, ossia in tempi relativamente brevi rispetto al processo ordinario.

La durata della procedura dipende principalmente dalla complessità della vicenda. Anche il costo è dimezzato rispetto al giudizio tradizionale: da un lato, infatti, il contributo unificato da pagare è quello previsto per il corrispondente scaglione ridotto della metà; dall’altro lato, anche l’avvocato presenterà una parcella più ridotta per un’attività che richiede sicuramente minor impegno dal punto di vista della presenza in udienza (come detto, tutto si risolve generalmente in due o tre udienze al massimo).

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Ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c.: in quali casi?

Chi ha fondato motivo di temere che, durante il tempo occorrente per far riconoscere e far tutelare il suo diritto in via ordinaria, questo sia minacciato da un pregiudizio imminente e irreparabile, può chiedere con ricorso al giudice un provvedimento d’urgenza che appaia secondo le circostanze il più idoneo ad assicurare provvisoriamente gli effetti della decisione sul merito.

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La parte interessata può ricorrere al procedimento d’urgenza se non è possibile chiedere altre misure cautelari tipiche (come il sequestro, una denuncia di danno temuto o di nuova opera) o quando la misura cautelare tipica non è adeguata a garantire la soddisfazione delle posizioni soggettive lese nei tempi necessari per la definizione del giudizio.

Due sono i presupposti richiesti dal codice di procedura civile per poter procedere al ricorso d’urgenza. Analizziamoli

L’urgenza della tutela

Innanzitutto la legge richiede che vi sia la necessità di una tutela immediata del diritto, tutela che altrimenti verrebbe irrimediabilmente frustrata qualora si procedesse per le vie ordinarie e si attendessero i tempi di una sentenza ordinaria.

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In altre parole, vi deve essere un pericolo imminente di un pregiudizio che minacci irreparabilmente il diritto.

Si pensi all’assegnazione di supplenze scolastiche la cui graduatoria penalizzi un soggetto che, invece, avrebbe diritto ad essere prescelto per primo. È chiaro che se l’insegnante dovesse impugnare le scelte del ministero con una causa ordinaria, la sentenza uscirebbe molto tempo dopo la fine dell’anno scolastico e, quindi, l’eventuale vittoria non avrebbe più ragione d’essere. Il ricorso cautelare d’urgenza, invece, elimina questo problema, anticipando la tutela.

Un altro esempio è quello della pubblicazione di una notizia menzognera o un’offesa su internet: per ottenere un’immediata cancellazione dello scritto, prima che esso spopoli sul web, l’unico modo è quello di ricorrere all’articolo 700.

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Questa prima condizione viene detta, nel gergo tecnico che richiama il latino, “periculum in mora”, ossia il pericolo nel caso di ritardo.

Il diritto deve essere verosimile

Il secondo requisito richiesto dalla legge è la probabile esistenza del diritto che si vuole tutelare; in pratica, il diritto fatto valere deve essere verosimile già dalla lettura delle carte e senza procedere a un’istruttoria particolarmente approfondita.

Insomma, già sulla base delle prove portate in giudizio e analizzate “con la fretta” di un giudizio urgente, il magistrato deve convincersi delle ragioni del ricorrente.

Questa seconda condizione viene detta, in gergo tecnico che richiama anche in questo caso il latino, “

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fumus boni iuris”, ossia l’apparenza (simile al fumo) di un valido diritto.

Noi la potremmo chiamare più facilmente “verosimiglianza del diritto”.

Se mancano i presupposti dell’articolo 700 c.p.c.?

Se il giudice ritiene che uno dei due presupposti (o entrambi) per il ricorso alla tutela cautelare non sussistano, rigetta il ricorso, eventualmente condannando alle spese processuali la parte ricorrente.

Questo però non significa che non si possa più fare nulla: il ricorrente potrà ricominciare la causa, questa volta però attivando il procedimento ordinario (e pagando nuovamente – questa volta per intero – il contributo unificato e l’onorario all’avvocato).

Il tribunale è molto rigoroso nel valutare l’

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urgenza, onde evitare che tutti possano ricorrere a tale strumento, eludendo la via maestra della causa ordinaria.

Dunque, solo con la piena dimostrazione che, attendendo i tempi di una causa ordinaria, non ci sarebbe più modo di ottenere tutela, è possibile accedere al ricorso ex art. 700.

C’è invece più flessibilità sul secondo presupposto, quello della sussistenza del diritto.

Infatti, il giudice tende comunque ad analizzare compiutamente la fattispecie, basandosi sulla base delle prove offerte dal ricorrente.

Se queste sono insufficienti, rigetta il ricorso proprio per difetto di prova e non per carenza della verosimiglianza del diritto.

Esempi di ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c.

Sulla base dei precedenti giurisprudenziali, ecco

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qualche esempio in cui è possibile ricorrere all’articolo 700 c.p.c.:

L’ordinanza d’urgenza

Se il giudice accoglie il ricorso, la parte ottiene un

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titolo esecutivo che potrà far valere nei confronti dell’avversario al pari di una normale sentenza.

Se invece il giudice rigetta il ricorso, il ricorrente può presentare reclamo entro 15 giorni al collegio del medesimo tribunale.

La parte soccombente può anch’essa presentare reclamo nel medesimo termine.

Il giudice adotta discrezionalmente la misura cautelare che gli appare più idonea ad assicurare provvisoriamente gli effetti della decisione di merito, indicando dettagliatamente le modalità di attuazione della misura, la quale non deve produrre effetti di natura irreversibile o difficilmente eliminabili all’esito dell’eventuale giudizio di merito.

Procedimento del ricorso d’urgenza

Il procedimento cautelare d’urgenza inizia con il deposito di un ricorso da parte dell’interessato.

Egli deve indicare:

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