Come non pagare la SIAE
In negozi, bar, ristoranti ma anche in alcune esibizioni dal vivo è possibile evitare, in modo legale, il costo dei diritti d’autore per mettere musica di sottofondo.
Musica di pubblico dominio e piattaforme alternative al monopolio. Ecco le due soluzioni per non pagare la SIAE quando si vuole organizzare un evento dal vivo o, semplicemente, per mettere musica di sottofondo in un esercizio pubblico. Che sia un bar, un ristorante, un negozio, un centro benessere. La Società che tutela i diritti di autore in Italia, chiede, infatti, ai titolari dei locali di pagare una tariffa per tenere accesi la radio, il televisore o il lettore cd. Si paga, perfino, per la musica di attesa del centralino
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Non pagare la SIAE in negozio
Il modo più semplice (e più diffuso) per non pagare la SIAE in un esercizio pubblico è quello di ricorrere alle piattaforme con licenza Creative Commons (note come licenze CC). Si tratta di un’organizzazione americana senza scopo di lucro che ha ampliato l’elenco delle opere condivisibili e utilizzabili in pubblico, in maniera legale, e non soggette al pagamento della SIAE.
Queste licenze si riservano soltanto alcuni diritti di utilizzo, modificando la rigida regola del copyright in cui “tutti i diritti sono riservati”. Dopo avere ben chiaro quali sono quei diritti, è possibile diffondere musica in un locale o suonare in pubblico solo i brani distribuiti da questo tipo di licenze.
Un esempio pratico di piattaforma sotto licenza CC è Jamendo che, attraverso JamendoPRO ha lanciato più di 180.000 brani fuori catalogo SIAE disponibili per la loro diffusione in qualsiasi tipo di esercizio o di spazio pubblico. Tutti accessibili direttamente online. Si può, dunque, scaricare musica gratis, senza limiti e in modo legale. Gli artisti ricevono, comunque, un compenso e, soprattutto, trovano un nuovo canale per far conoscere la loro musica. Un
Non pagare la SIAE per un concerto
C’è un altro caso in cui è possibile non pagare la SIAE ed è quello che riguarda le esibizioni in cui vengono proposti brani di autori deceduti da più di 70 anni. Questi brani vengono considerati di pubblico dominio e, pertanto, liberi da diritti.
SIAE: come pagare di meno
Se proprio non si vuole rinunciare al parco brani tutelato dalla SIAE, i titolari di esercizi commerciali, strutture ricettive o locali pubblici possono usufruire di uno sconto sulla diffusione della musica nelle proprie attività, grazie alle convenzioni Confesercenti-SIAE-SCF (il consorzio dei fonografici, cioè delle case discografiche) per alleggerire le tariffe. Per i diritti di autore lo sconto varia dal 25% al 30%, mentre per i diritti discografici (i bar sono esclusi dall’accordo con la SCF) si può risparmiare il 20%.