Falsi profili su Facebook come scoprirli e cosa si rischia

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Autore: Maura Corrado

21 giugno 2016

Laureata con lode in giurisprudenza presso l’Università del Salento, svolge attualmente la pratica forense in uno studio legale di Lecce, occupandosi prevalentemente di diritto fallimentare, commerciale e societario e di diritto del lavoro. È tirocinante in formazione presso il Tribunale Civile di Lecce, secondo la normativa contenuta nel Decreto del Fare. Giornalista pubblicista iscritta all’albo della Puglia, è redattore per quotidiani a livello locale e riviste giuridiche specializzate.

Chi ha un falso profilo su Facebook, che usa per molestare e diffamare altri, rischia fino a un anno di reclusione. Il reato che si configura è quello di sostituzione di persona.

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Chi crea falsi profili (detti anche “fake“) su Facebook è punibile sia civilmente che penalmente. Infatti, per questa tipologia di reato, la legge prevede fino ad un anno di reclusione [1].

Se, infatti, si agisce col fine di occultare la propria identità e pubblicare frasi offensive (ad esempio diffamazioni, calunnia, minacce o molestie) che possono ledere la reputazione di qualcuno, si configura il reato di “Sostituzione di persona”.

Una precisazione è, però, d’obbligo: quanto precedentemente detto non vale per la condotta di chi crea solo e intenzionalmente

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account falsi sul social network, anche se a tal proposito è bene precisare che le regole accettate in fase di registrazione sono chiare e sanciscono espressamente il divieto di utilizzare dati ed informazioni non corrispondenti al vero.

In una simile ipotesi dunque, solo la società fornitrice del servizio – nel caso di specie, Facebook Inc. – potrebbe adire il giudice per veder condannare l’utente “scorretto”.

Falsi profili su Facebook: come scoprirli?

Per la

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Polizia Postale, che è composta da informatici esperti, è alquanto semplice individuare le persone sul web. Infatti, chi si iscrive a Facebook lascia sempre una traccia di sé. Per esempio, tramite l’indirizzo mail o il numero di cellulare con cui si effettua la registrazione, possono partire le indagini.

Il primo passo, quindi, è quello di risalire all’ID utente (il codice numerico identificativo: una sorta di numero di targa virtuale del soggetto che lo usa). Una operazione più semplice di quanto si pensi per chiunque e che può compiere la stessa persona che ha subito la molestia.

I profili che non hanno ancora scelto un nickname (nome), per trovare l’ID dovranno guardare l’

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URL in alto sulla barra degli indirizzi del browser quando visitiamo il loro profilo: ad esempio http://facebook.com/profile.php?=123456789In questo caso il numero alla fine, 123456789… è l’ID che identifica quel particolare utente.

Diverso il discorso nel caso in cui l’utente ha scelto uno username, del tipo facebook.com/nome.cognome.xx. Quando ciò avviene allora bisogna procedere diversamente perché non basta guardare l’URL.

Falsi profili su Facebook: alcuni metodi per trovare l’ID

Illustreremo e spiegheremo adesso alcuni metodi per trovare l’ID utente.

– METODO 1

Navigando sulle foto dell’utente, e cliccando su uno dei suoi album (esempio le foto del profilo) noterete che l’URL in alto sarà del tipo:

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http://www.facebook.com/media/set/?set=a.529237716211.2047231.4

Il primo due numeri alla fine del collegamento identificano l’album, l’ultimo (dopo il punto) identifica l’utente.

– METODO 2

Un altro modo per trovare ID di Facebook di una persona o di una fan page è aprire il sorgente della pagina e cercare al suo interno il codice. Anche in questo caso si tratta di un’operazione facilissima. Sia con Chrome che con Firefox basta fare click destro in un punto qualsiasi della pagina e selezionare la voce “Visualizza sorgente pagina” dal menu che compare. Nella pagina che si apre, bisogna dunque attivare lo strumento di ricerca (premendo Ctrl+F su Windows o cmd+f su Mac) e trovare la stringa che comincia con

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profile_ID.

Falsi profili su Facebook: come denunciare l’illecito?

A questo punto, la persona molestata può denunciare l’illecito, con una querela o con un semplice esposto. È sufficiente copiare il numero che compare tra questi codici e fornirlo, assieme al nickname del profilo del molestatore, alla Polizia Postale che, ottenute le dovute autorizzazioni dalla Procura, cercherà di risalire alla sua identità tramite l’individuazione del suo indirizzo IP (Internet Protocol).

Denunciare è rapido, può essere fatto anche collegandosi da casa e non costa niente.

Falsi profili su Facebook: l’azienda può crearlo per “spiare” il dipendente?

In relazione al reato in esame, si può dire senza paura di sbagliare che il fine giustifica i mezzi: per chiarire, ipotizziamo il caso dell’azienda (o del datore di lavoro) che crea un falso profilo Facebook per incastrare il dipendente negligente, riuscendo, in tal modo, a provare la propensione ad assentarsi dal posto di lavoro, tanto da arrivare al licenziamento per giusta causa.

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