Passaggio di proprietà auto: domande e risposte

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Autore: Maura Corrado

18 agosto 2016

Laureata con lode in giurisprudenza presso l’Università del Salento, svolge attualmente la pratica forense in uno studio legale di Lecce, occupandosi prevalentemente di diritto fallimentare, commerciale e societario e di diritto del lavoro. È tirocinante in formazione presso il Tribunale Civile di Lecce, secondo la normativa contenuta nel Decreto del Fare. Giornalista pubblicista iscritta all’albo della Puglia, è redattore per quotidiani a livello locale e riviste giuridiche specializzate.

Passaggio di proprietà: cos’è, modulistica necessaria, a chi rivolgersi, quanto costa. Tutto quello che c’è da sapere e da adempiere se si decide di acquistare un’auto usata.

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Passaggio di proprietà: cos’è?

Se hai acquistato o hai venduto un’

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auto usata, è necessario procedere con il passaggio di proprietà che rappresenta l’atto di trascrizione della titolarità del mezzo e sancisce il passaggio da un proprietario all’altro.

Si tratta di un’operazione burocratica, formale, che deve essere effettuata nel rispetto della normativa vigente.

Passaggio di proprietà: come si effettua?

Per procedere con il passaggio di proprietà, un ruolo fondamentale hanno l’ACI e la Motorizzazione Civile: con la sigla ACI ci si riferisce all’Automobile Club Italiano, presente in Italia dagli inizi del ‘900 e nato per dare assistenza a tutti i cittadini in possesso di un automobile e per aiutarli a risolvere problemi pratici legati al mondo delle quattro ruote e alla sua burocrazia. La seconda, invece, si occupa della gestione burocratico-amministrativa delle pratiche relative al trasporto civile.

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Un passaggio di proprietà, quindi, si considera regolarmente effettuato quando viene registrato, entro sessanta giorni dall’autentica della firma del venditore sull’atto di vendita, all’Ufficio provinciale dell’ACI – Pubblico Registro Automobilistico, che rilascerà il certificato di proprietà aggiornato, e quando viene aggiornata la carta di circolazione a cura dell’Ufficio provinciale della Motorizzazione Civile.

Nel dettaglio, il certificato di proprietà attesta l’effettiva proprietà del veicolo. Su questo documento sono riportati, oltre ai dati del proprietario, la targa, il numero di telaio, la data di prima immatricolazione, i cavalli fiscali ed eventuali ipoteche che gravano sul veicolo.

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La carta di circolazione, invece, attesta l’idoneità del veicolo a circolare.

Queste operazioni vengono effettuate attraverso lo Sportello Telematico dell’Automobilista (STA) che consente di aggiornare, contestualmente, il certificato di proprietà e la carta di circolazione.

Gli STA sono attivi presso gli Uffici Provinciali ACI, gli Uffici Provinciali del Dipartimento dei Trasporti Terrestri, le Delegazioni ACI e le Agenzie di pratiche automobilistiche abilitate.

Per la trascrizione del passaggio di proprietà, la pratica va presentata presso uno di questi sportelli, allegando:

L’acquirente extracomunitario, necessariamente residente nel territorio italiano, deve presentare anche il permesso di soggiorno in corso di validità.

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La procedura appena descritta è quella generale: vediamo ora nel dettaglio come fare in due ipotesi distinte.

Passaggio di proprietà: come fare se ho il certificato di proprietà?

Se sei in possesso del certificato di proprietà tutto è più semplice: puoi procedere con l’atto di vendita, che può essere costituito da una dichiarazione unilaterale di vendita, completa di firma autenticata del venditore, redatta proprio sul retro del certificato di proprietà. Per questa operazione servono una marca da bollo da 16 euro e un documento di identità.

La firma, per essere autenticata gratuitamente, può essere apposta presso un Comune o presso uno STA: uffici provinciali della ex MCTC, Studi di Consulenza abilitati e uffici provinciali dell’ACI (il PRA). Presso il PRA è obbligatorio effettuare la contestuale trascrizione dell’atto. È, inoltre, possibile effettuare l’autentica presso un notaio ad un costo variabile (30/40 euro) oltre naturalmente l’imposta di bollo di 16 euro. L’operazione allo STA comporta in automatico la richiesta di registrazione del passaggio di proprietà: quindi, questa si rivela la soluzione più veloce per completare il passaggio di proprietà.

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In alternativa, l’atto di vendita in bollo può essere redatto in forma bilaterale, con firma autenticata sia del venditore, sia dell’acquirente, oppure si può optare per un atto pubblico, o sentenza in copia conforme all’originale, in bollo.

Se il documento è redatto in lingua straniera, deve essere allegata la traduzione italiana (tranne nei casi dove sussistono leggi o accordi internazionali) certificata conforme al testo straniero da rappresentanza consolare o diplomatica oppure da un traduttore ufficiale.

Passaggio di proprietà: come funziona il certificato di proprietà digitale?

Dal 5 Ottobre 2015 è iniziata una vera rivoluzione nel mondo auto: l’avvento del

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Certificato di Proprietà Digitale. La novità ha l’obiettivo di semplificare il passaggio di proprietà di vetture nuove e usate, evitando eventuali costi aggiuntivi. Un progetto, quello del CDPD, che punta molto sul risparmio degli automobilisti. Un esempio? L’eventuale smarrimento del certificato in forma cartacea significava dover ripagare il documento; ora, invece, è possibile recuperare il proprio documento online.

Vantaggi che ci vengono incontro anche in tema sicurezza: nel caso di furti o smarrimenti, la nuova versione digitale non potrà, infatti, venire rubata, alterata o falsificata, evitando attività illecite.

Passaggio di proprietà: come fare se non ho il certificato di proprietà?

Se non si è in possesso del certificato di proprietà non ci si può recare allo STA, ma bisogna rivolgersi all’ufficio provinciale ACI – Pubblico registro automobilistico (PRA) per la registrazione del passaggio e alla Motorizzazione Civile per l’aggiornamento della carta di circolazione.

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I casi sono i seguenti:

Precisiamo che esistono dei casi in cui il venditore dell’auto usata ha dei vincoli particolari e questo può complicare il passaggio di proprietà. Parliamo, soprattutto, delle automobili cointestate e di quelle intestate ad un defunto.

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Per le automobili cointestate si rende necessaria la presenza di tutti i proprietari della vettura per poter perfezionare il passaggio di proprietà con l’apposizione della firma sul documento.

Nel caso, invece, si tratti dell’acquisto di un’auto intestata ad un defunto bisognerà fare una pratica in più. La prima pratica servirà a far passare l’auto nelle mani degli eredi, la seconda per la vendita vera e propria. In quest’ultimo caso, è però possibile fare un atto unico nei luoghi preposti, il costo sarà comunque doppio, in parte a carico degli eredi e in parte dell’acquirente.

Passaggio di proprietà: chi deve presentare la richiesta di trascrizione?

Occorre ricordare che fino a quando non viene registrato al PRA il passaggio di proprietà, il precedente proprietario risulta ancora intestatario del veicolo e può essere chiamato a rispondere delle conseguenze derivanti dal presunto possesso del veicolo. Per esempio: danni provocati a cose o persone, tassa automobilistica (bollo auto) non versata, contravvenzioni al Codice della Strada.

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Per evitare ciò, il venditore può chiedere al PRA la registrazione dell’originaria dichiarazione di vendita, oppure di un nuovo atto di vendita in cui rinnova – di fatto – la dichiarazione di vendita già precedentemente effettuata.

Per questa richiesta:

Basterà presentare:

Passaggio di proprietà: quanto costa?

Facciamo un esempio pratico, vuoi acquistare una Fiat 500 29KW e risiedi a Roma.

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La spesa che devi sostenere è la seguente:

Sommando tutti i costi fissi si arriva a 84 euro ai quali bisogna poi aggiungere l’Imposta Provinciale di Trascrizione (Ipt), che varia in base ai Kw/cavalli del veicolo e alla provincia di residenza dell’acquirente. Quando la potenza dei veicoli è inferiore ai 53 kiloWatt, l’Ipt viene determinata in misura fissa, altrimenti si paga 3,5119 euro a KW. Nel nostro esempio dovrai pagare 150,81 euro di Ipt. Bisogna tenere presente, inoltre, che ogni provincia può apportare una maggiorazione al costo dell’Ipt fino al 30% del suo valore: nel nostro esempio Roma attua appunto il massimo della maggiorazione (facendo lievitare la nostra Ipt a 196,05 euro), quindi il costo complessivo per il tuo passaggio di proprietà è di 280,05 euro.

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Esistono poi veicoli esenti al pagamento dell’Ipt (come motocicli, minivolture, particolari categorie di disabili o ai quali, previo presentazione di documentazione a supporto della richiesta, è prevista una riduzione. In quest’ultimo caso si tratta di veicoli storici o di veicoli speciali.

Utilizzando un’agenzia dovrai aggiungere mediamente 150 euro per le spese relative alla pratica.

Determinare il costo da sostenere per il passaggio di proprietà comporta, dunque, un conteggio basato su alcuni dati fissi e altri variabili; si tratta comunque di una serie di informazioni pubbliche che puoi trovare tranquillamente nel sito dell’ACI.

Passaggio di proprietà: che succede in caso di mancato rispetto delle norme?

Se gli obblighi connessi al passaggio di proprietà non vengono adempiuti, sono chiaramente previste delle conseguenze: una serie di

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sanzioni a carico dell’acquirente e alcuni rischi per chi vende.

Se non vengono aggiornati carta di circolazione e certificato di proprietà entro il termine di 60 giorni dall’autentica della firma sull’atto di vendita, puoi incorre in sanzioni monetarie e rischi il ritiro della carta di circolazione in caso di controllo su strada [1].

Se non viene effettuato il passaggio di proprietà all’ufficio provinciale ACI vengono applicate sanzioni amministrative per l’acquirente, mentre il venditore rischia delle conseguenze sul piano civile e fiscale poiché risulta ancora l’intestatario dell’auto presso il PRA per inadempienza dell’acquirente. Il venditore rimasto intestatario al PRA può ricorrere al Giudice ordinario o al Giudice di pace (in base al valore della controversia) per ottenere una sentenza che dichiari l’avvenuta vendita del veicolo a favore di colui che non ha registrato il passaggio di proprietà al PRA.

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Passaggio di proprietà: domande frequenti.

Tra soggetto giuridico (ad esempio, una società) e persona fisica (io, Tizio) è diverso da quello tra persone fisiche?

No, non vi sono differenze nell’iter da seguire e nei costi da sostenere. C’è una sola eccezione. Riguarda la vendita di un’auto usata di un privato tramite un concessionario. Parliamo della cosiddetta “minivoltura”, o mini passaggio di proprietà, che consiste nella vendita di un veicolo da un privato a un concessionario/rivenditore di veicoli usati.

La richiesta di registrazione del passaggio di proprietà va presentata allo STA. La documentazione da presentare è la stessa prevista per il passaggio di proprietà, mentre il costo è inferiore. È prevista infatti l’esenzione dal pagamento dell’IPT e il pagamento ridotto degli emolumenti ACI (euro 13,50 anziché euro 27,00).

Che succede se ho trascritto il nome dell’acquirente sul certificato di proprietà e ne ho autenticato la firma al Comune, ma alla fine l’acquirente non ha comprato l’auto?

In questo caso l’auto resta di proprietà del venditore che rimane in possesso della stessa. Occorrerà poi rivolgersi, entro i fatidici 60 giorni, al Comune o presso l’ente a cui ci si è rivolti per l’autentica delle firme per invalidare l’annotazione.

Posso vendere un’auto non mia nel caso il proprietario si trovi all’estero o sia in qualche modo impossibilitato?

È possibile mediante una procura a vendere. Si tratta di un atto che necessita dell’intervento del notaio.

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