Coltellino svizzero: è arma?

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Autore: Maura Corrado

11 febbraio 2019

Laureata con lode in giurisprudenza presso l’Università del Salento, svolge attualmente la pratica forense in uno studio legale di Lecce, occupandosi prevalentemente di diritto fallimentare, commerciale e societario e di diritto del lavoro. È tirocinante in formazione presso il Tribunale Civile di Lecce, secondo la normativa contenuta nel Decreto del Fare. Giornalista pubblicista iscritta all’albo della Puglia, è redattore per quotidiani a livello locale e riviste giuridiche specializzate.

Il coltellino svizzero è potenzialmente idoneo a trasformarsi in un’arma impropria. È lecito portarselo dietro? Come utilizzarlo legalmente? Quando diventa uno strumento offensivo?

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Qualche tempo fa è balzata agli onori della cronaca la storia di un ragazzo fermato ad un posto di blocco dalla polizia stradale per un banale controllo e punito con un decreto penale di condanna a 23.000,00 euro, in sostituzione dei tre mesi di arresto inizialmente stabiliti, per essere stato trovato in possesso di un coltellino svizzero multiuso. Il coltellino, precisamente, era stato rinvenuto dalla polizia stradale nel marsupio del ragazzo fermato. Ora, per molti è del tutto naturale avere con sé un coltellino multiuso come i coltellini svizzeri portati in tasca, nella borsa o persino in bella vista. Ad esempio, c’è chi li utilizza come portachiavi e sul mercato se ne trovano di vari tipi, colorati oppure forniti da più strumenti. E poi c’è chi li porta con sé, magari nel portaoggetti dell’auto, non si sa mai per qualunque necessità dovesse capitare. E c’è anche chi lo tiene appeso alla cintura per estetica, come se si trattasse di un piccolo gioiello o di un oggetto indicativo della versatilità di chi lo porta con sè. Insomma, il suo utilizzo è abbastanza comune. Ma quello che non si sa, però, è che si tratta di un comportamento non sempre lecito. Ma perché? Perché per la legge il

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coltellino svizzero è arma. E come tutte le armi ha necessità che la normativa ne disciplini il trasporto e l’utilizzo, in maniera tale che queste operazioni avvengano nel rispetto della vita degli altri. Ma allora: in quale occasione la legge ne consente il trasporto? Sono necessari dei permessi o delle autorizzazioni? Facciamo, dunque, chiarezza sull’argomento.

Coltellino multiuso: è lecito portarselo dietro?

Se vai a fare un pic-nic e sei abituato a portare con te il coltellino multiuso perché ne fai sempre utilizzo, commetti un illecito oppure no? In verità, il fatto che il coltellino multiuso, oltre alla lama piccola, contenga altri piccoli utensili come forbice, cacciavite, cavatappi o perforatore, che sono di uso comune potrebbe far pensare che non ci sono problemi. Ed, invece, ciò non ne legittima in modo automatico il trasporto. Anche se hai un

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portachiavi come coltellino svizzero non è detto che ti sia consentito perciò solo consentito il trasporto. Questo proprio perché il coltellino multiuso è costituito da svariati altri strumenti che sono tutti potenzialmente idonei a trasformarsi in un’arma impropria [1], andando, quindi ben oltre il fine originario per cui sono stati creati.

Il coltellino svizzero è solo uno degli esempi di quelli che la legge chiama armi improprie ed in relazione alle quali la normativa dispone dei limiti di trasporto. Questo al fine dichiarato di evitare la verificazione dei tipici pericoli che possono derivare dall’uso di questi attrezzi, capaci di causare ferite e di uccidere. Rientra, infatti, nella conoscenza comune a tutti gli uomini che un cacciavite (contenuto generalmente nel coltellino svizzero) possa ferire o, addirittura, causare la morte di una persona se il contatto tra gli stessi avvenisse in modo violento e se la ferita fosse inferta ad organi vitali. E, quindi, se tieni abitualmente un

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coltello multiuso in auto devi sapere che ciò facendo tu rischi una condanna penale e l’obbligo di pagare molto denaro come ammenda, perché stai trasgredendo la legge. Vediamo insieme perché è quando, invece, non si rischia di trasgredire la legge.

Armi improprie: quali sono?

La legge che si occupa specificamente delle armi (cd. legge di settore) è chiara nell’affermare che sono considerati armi gli strumenti da punta e da taglio la cui destinazione naturale è l’offesa alla persona (come pugnali, stiletti e simili) [2]. Al contrario, non sono considerate armi gli strumenti da punta e da taglio che, pur potendo occasionalmente servire all’offesa, hanno una specifica e diversa destinazione: ad esempio, gli strumenti da lavoro e quelli destinati ad uso domestico, agricolo, scientifico, sportivo, industriale.

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Alla domanda se strumenti di tal genere possono essere portati con sé, è sempre la legge che stabilisce che non possono essere portati fuori della propria abitazione armi, mazze ferrate o bastoni ferrati, sfollagente -più conosciuto come manganello-, noccoliere -più noto come tirapugni. In linea generale, la normativa fa la distinzione tra:

– armi proprie, come in generale le armi da fuoco, pistole e fucili ad esempio, oppure le cd. armi bianche come spade, storditori elettrici, pugnali o bombolette spray irritanti (famosa, quella al peperoncino);

– armi improprie, cioè oggetti che non nascono per arrecare un danno ma che sono facilmente utilizzabili a questo scopo come coltelli, anche quelli multiuso, forbici ecc. Quindi, per arma impropria si intende uno

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strumento atto ad offendere ma che, a differenza di un’arma comune od arma propria, non ne ha lo scopo tipico. E rientrano nella categoria delle armi improprie diversi oggetti in grado di arrecare lesioni come le armi contundenti, ma anche mazze, tubi, catene, bulloni, sfere metalliche, martelli, spranghe, coltelli.

Ora, da un lato, è risaputo da tutti che non è possibile portare con sé delle armi proprie perché sono necessarie delle precise autorizzazioni (come, essere possessore di un porto d’armi) o richiedono delle specifiche qualità (ad esempio, l’appartenere alle forze dell’ordine). Dall’altro lato, non è così comune sapere che anche alcuni oggetti di uso comune non possono essere portati al di fuori delle proprie abitazioni. Questo è il caso delle armi improprie e, tra esse, del caso specifico del coltellino svizzero.

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Armi improprie: quando le si può portare con sé?

Questi strumenti possono essere portati fuori dall’abitazione quando ciò sia giustificato da particolari esigenze [3]. Ad esempio, se Tizio sta andando nel bosco a tagliare della legna, è lecito che porti in auto un’accetta. Allo stesso modo, se Caio sta andando da un amico a riparargli un tubo che cola, è lecito che si porti dietro un cacciavite, quale strumento di lavoro. Così come è sempre lecito il porto dello stesso coltello quando si va a caccia oppure se si è deciso di fare una escursione in montagna.

Ma allora quale tipo di motivazione può giustificare il trasporto di armi improprie? Solo una necessità specifica

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, legata a ciò che si è programmato di andare a fare e non, invece una necessità generica oppure astratta. Questo significa che non basta dire “Porto il coltellino multiuso perché potrebbe servirmi” perché ciò possa essere lecito ma “Porto il coltellino multiuso perché devo andare a caccia e mi serve di sicuro”.

Non solo: tale giustificato motivo del porto di oggetti di questo genere non ricorre ogni qualvolta il nostro ipotetico Tizio abbia bisogno per una ragione X o Y del coltellino o del cacciavite (ad esempio, “Mi serve per aggiustare la cassa dello stereo in macchina). Le sue particolari esigenze devono essere perfettamente corrispondenti a regole comportamentali lecite

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, considerata anche la natura dell’oggetto, le modalità in cui si verificano i fatti, le condizioni soggettive del portatore, i luoghi in cui l’oggetto deve essere usato, la sua normale funzione [4].

In conclusione, se pratichi pesca sott’acqua e devi portare con te il coltello da pesca subacquea sulla spiaggia, ti è vietato dalla legge? Oppure, se sei uno chef e devi portare ogni giorno i tuoi personali attrezzi da lavoro, come i coltelli, sino al ristorante, se lo fai trasgredisci la legge? La risposta, alla luce di quanto sin qui detto, è negativa a determinate condizioni. Ad esempio, se sei chef puoi portare i tuoi coltelli fuori dalla tua abitazione solo se le stesse sono traportate nel percorso più breve, e preferibilmente senza soste, tra la tua casa ed il posto di lavoro e sempre che il relativo uso sia quello lavorativo. E se sei subacqueo, la finalità dell’uso del coltello da pesca deve essere sempre quella di catturare od uccidere i pesci e nessuna altra.

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Coltellino multiuso: quando diventa un’arma impropria?

Da quanto appena esposto è evidente che non importa se nella tua auto o nello zaino hai un coltello multiuso antico od un coltello multiuso a batteria: la regola uguale per tutte le tipologie di questo oggetto è che non sempre è possibile portarne uno con te. Inoltre, sulla base di quanto appena detto se ne deduce che anche un bicchiere di vetro diventa strumento atto ad offendere ed è da considerare un’arma, che se utilizzata potrebbe giustificare l’applicazione delle circostanze aggravanti previste nel codice penale [5].

Quindi, il porto di un oggetto non destinato – per sua natura – ad offendere, diventa illecito quando viene meno il collegamento immediato con la sua funzione, divenendo, così, arma impropria. Nell’esempio del coltellino multiuso, la sanzione è quella dell’

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arresto da sei mesi a due anni e dell’ammenda da 1.000,00 a 10.000,00 euro. Come dire diversamente: beccare una multa da dieci mila euro per aver portato con sé, senza necessità effettiva, un coltellino svizzero, sarebbe indicativo di una giornata andata davvero male. Inoltre, c’è da considerare anche che se il relativo trasporto è avvenuto in occasione di riunioni pubbliche, le sanzioni sono inasprite potendo arrivare anche a 3 anni di arresto ed a 20.000,00 euro di ammenda.

Ma, per quello che qui ci interessa, è necessario solo sapere che il trasporto di qualsiasi oggetto atto ad offendere – e di cui il possesso non può essere giustificato da una valida ragione – viene considerato reato. Quindi, ad esempio, basta avere con noi un bel cacciavite e non essere in grado di giustificarne la presenza in tasca per essere accusati di porto abusivo di armi. Si pensi al caso di chi viene trovato con un martello nella tasca mentre sta entrando in tribunale o in un campo di calcio.

In teoria, se non svolgiamo un lavoro particolare che ci impone di attrezzarci con determinati strumenti, quali coltelli, roncole, catene varie, cacciaviti, e non siamo in orario di lavoro e non stiamo per utilizzare per il nostro lavoro tali strumenti, noi semplici cittadini non possiamo portarci addosso nemmeno un paio di forbici da asilo con punte arrotondate.

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