Stalking: prova del reato senza certificato medico
Lo stato di ansia grave e perdurante non deve essere necessariamente uno stato patologico e non richiede perizia medica.
Uno dei casi in cui scatta lo stalking è quando il colpevole provochi nella vittima uno stato di ansia grave e continuo: ma tale condizione psicologica non deve necessariamente coincidere con una patologia clinica vera e propria; pertanto la vittima non deve procurarsi né certificati medici, né perizie medico-legale. Basta verificare le reazioni concrete della vittima stessa e l’astratta capacità del comportamento del colpevole a generare tale ansia. È quanto chiarito dalla Cassazione in una recente sentenza [1].
Il giudice, per accertare lo stato di ansia
Il grave e perdurante stato d’ansia della vittima
Il fatto che il colpevole abbia solo “minacciato” la vittima, senza però mai porre a termine la minaccia, è sufficiente a far scattare lo stalking, avendo tale comportamento generato uno stato di ansia grave e continuato.
Peraltro, lo stalking può essere provato anche dando atto del fatto che la vittima abbia modificato le proprie abitudini di vita al fine di non essere perseguitata (si pensi all’aver cambiato un percorso per recarsi al lavoro o far ritorno la sera a casa).
Appostamenti, telefonate, sms, ingiurie, minacce di morte sono, in base all’esperienza comune, tali da destabilizzare chiunque, anche senza bisogno che tale effetto sia dimostrato da un medico-legale e da una perizia. Tale stato di ansia prescinde quindi dall’accertamento di un vero e proprio stato patologico e non richiede necessariamente una perizia medica, potendo il giudice argomentare la sussistenza degli effetti destabilizzanti della condotta dell’agente sull’equilibrio psichico della persona offesa, anche sulla base di massime di esperienza [2].
In particolare, la prova del reato deve essere ancorata ad elementi sintomatici di tale turbamento psicologico ricavabili dalle dichiarazioni della vittima, dai suoi comportamenti conseguenti alla condotta del colpevole e anche da quest’ultima.
E’ quindi sufficiente, per far scattare lo stalkging, che gli atti persecutori abbiano un effetto comunque destabilizzante della serenità e dell’equilibrio psicologico della vittima, naturalmente di una certa consistenza (come suggerito dagli aggettivi “grave” e “perdurante”).