Che cos’è una carta di debito?

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Autore: Maura Corrado

17 settembre 2016

Laureata con lode in giurisprudenza presso l’Università del Salento, svolge attualmente la pratica forense in uno studio legale di Lecce, occupandosi prevalentemente di diritto fallimentare, commerciale e societario e di diritto del lavoro. È tirocinante in formazione presso il Tribunale Civile di Lecce, secondo la normativa contenuta nel Decreto del Fare. Giornalista pubblicista iscritta all’albo della Puglia, è redattore per quotidiani a livello locale e riviste giuridiche specializzate.

Confusa col bancomat, la carta di debito è uno strumento di pagamento, come la carta di credito: prevede l’immediato addebito delle cifre spese sul conto del titolare. Che significa?

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Ancora oggi, mentre le carte di credito sono diffuse e se ne conosce definizione e funzionamento, qualche incertezza sorge quando si sente parlare di carta di debito (definita anche come Pay Now, tradotto: “paga ora”). Che cos’è la carta di debito? E quali sono le differenze con il bancomat?

Carta di debito: che cos’è?

Qualcuno rimarrà sicuramente sconcertato leggendo oltre: già, perché

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carta di debito e bancomat sono la stessa cosa.

La carta di debito è la classica carta di pagamento che prevede l’immediato addebito delle cifre spese sul conto del titolare. Sempre più spesso viene chiamata, in modo non del tutto esatto, bancomat: sarà capitato a chiunque di trovarsi alla cassa di un negozio e di sentirsi rivolgere dal commerciante la fatidica domanda: “Bancomat o carta?”. In realtà, la parola “bancomat” è soltanto il nome del primo circuito nazionale di debito, gestito dalla Convenzione per la Gestione del marchio Bancomat. In pratica, con bancomat, si intende solo uno solo dei circuiti esistenti (gli altri sono Maestro, gestito da MasterCard, e

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V-Pay, gestito da Visa).

Carta di debito: che caratteristiche ha?

Fatta questa doverosa premessa, occorre ora capire quali sono i tratti caratterizzanti di una carta di debito: si tratta di uno strumento di pagamento collegato a un conto corrente bancario oppure a un credito precaricato. In quest’ultimo caso si deve parlare più specificamente di carta prepagata ricaricabile.

La carta di debito non permette pagamenti rateali e le spese sono addebitate nel momento stesso in cui viene effettuato il pagamento. Per questo motivo, se non si desidera che le spese siano scalate subito dal conto o si preferisce un pagamento rateale, è preferibile utilizzare una carta di credito.

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Carta di debito: quali le differenze con la carta di credito?

La carta di credito, definita dalla formula Pay Later (tradotto: “paga più tardi”), permette, infatti, di porre un lasso di tempo tra il momento dell’acquisto e quello dell’effettivo pagamento. In base al sottotipo di carta scelto, si può posticipare il pagamento entro la metà del mese successivo (in caso di carta di credito a saldo) o rateizzarlo (carta di credito a rate, o revolving).

Una differenza sottile ma decisiva, quindi: con una carta di debito si va a spendere del denaro di cui siamo già in possesso, per quanto depositato in un conto bancario; con la carta di credito, invece, c’è la possibilità di acquistare merce pagandola con dei soldi di cui non siamo al momento effettivamente forniti ma che ci aspettiamo di avere sul conto nelle settimane successive, quando sarà convalidato il pagamento con un prelievo da parte della banca (che prenderà tutto l’ammontare o soltanto una rata, in base al tipo di carta di credito scelta). Facile intuire che occorre tenere sotto controllo il proprio conto: se vi doveste ritrovare scoperti al momento del pagamento, la banca potrà decidere di segnalarvi come cattivi pagatori alla

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Centrale Rischi, una banca dati pubblica, gestita da Banca d’Italia, la cui funzione è quella di raccogliere informazioni sull’indebitamento dei clienti verso gli istituti creditizi.

Carta di debito: per cosa si può usare?

Tramite la carta di debito è possibile effettuare diverse operazioni presso gli sportelli automatici, come il prelievo di denaro, la consultazione del saldo e dell’estratto conto del proprio conto corrente bancario, il versamento di denaro o assegni, il pagamento di varie bollette (elettricità, gas, canone Rai, ecc…), la ricarica di telefoni cellulari o di carte prepagate. Si tratta di uno strumento sicuro, in quanto munito di codice PIN (Personal Identification Number), solitamente di cinque cifre, che va digitato, una volta inserita la carta, presso il terminale: in tal modo si ottiene l’autorizzazione all’operazione bancaria da parte dall’istituto emittente.

Carta di debito: si può anche pagare online?

Nel caso in cui si intenda usare la carta di debito per effettuare pagamenti online, oltre al codice PIN, sarà necessario inserire il codice di sicurezza CVV2, costituito dalle ultime tre cifre presenti nel retro della stessa carta. I due codici sono utili al fine di evitarne la clonazione e gli usi illeciti.

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