Dati WhatsApp a Facebook: interviene il Garante Privacy

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Autore: Maria Monteleone

28 settembre 2016

Avvocato. Esperta in diritto civile, diritto tributario, diritto bancario, diritto di famiglia, tutela del consumatore. Mediatore civile e commerciale. Specializzata in Professioni Legali. Laureata con lode in Giurisprudenza. Curatore della rubrica "Law and Financial" in materia di Fisco e Riscossione.

Il Garante per la Privacy apre un’istruttoria su WhatsApp per capire quali dati degli utenti vengono comunicati a Facebook e con quale scopo.

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Tutti gli utenti di WhatsApp, a partire da fine agosto, hanno trovato all’apertura dell’applicazione un messaggio di comunicazione della nuova policy che prevede il trasferimento di alcuni dati della chat a Facebook:

“A WhatsApp stiamo aggiornando i nostri termini e la nostra informativa sulla privacy per riflettere le nuove chiamate come le chiamate Whatsapp. Leggi i termini e l’informativa sulla privacy per saperne di più sulle opzioni a tua disposizione. Per continuare ad usare WhatsApp, accetta gentilmente i Termini e l’informativa sulla privacy entro Domenica 25 Settembre”.

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In tanti si saranno chiesti se tutto ciò è legittimo e se, trattandosi di una scelta quasi forzata, possa essere lesiva della privacy. L’informativa, infatti, non è chiara e non permette all’utente di capire in cosa consiste effettivamente lo scambio di dati relativo al proprio account e quale sia la sua finalità.

Sul punto ha quindi aperto un’istruttoria il Garante per la Privacy .

L’istruttoria ha ad oggetto la messa a disposizione di Facebook di alcune informazioni riguardanti gli account dei singoli utenti di WhatsApp, anche per finalità di marketing.

Il Garante ha invitato WhatsApp e Facebook a fornire tutti gli elementi utili alla valutazione del caso. In particolare ha chiesto di conoscere nel dettaglio:

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Il Garante ha chiesto inoltre di chiarire se i dati riferiti agli utenti di WhatsApp, ma non di Facebook, siano anch’essi comunicati alla società di Menlo Park, e di fornire elementi riguardo al rispetto del principio di finalità, considerato che nell’informativa originariamente resa agli utenti WhatsApp non faceva alcun riferimento alla finalità di marketing.

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