Come cambiare targa all'auto

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Autore: Emanuele Carbonara

08 ottobre 2016

In caso di furto smarrimento, distruzione o deterioramento di una o entrambe le targhe è necessario provvedere alla sostituzione: ecco come fare.

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Per cambiare la targa dell’auto è necessario avviare una pratica presso lo Sportello telematico dell’automobilista (Sta). Si tratta di uno sportello istituito per evitare di aprire pratiche diverse presso l’Aci e la Motorizzazione civile [1]. La procedura in esame può essere avviata autonomamente oppure rivolgendosi a un’agenzia di pratiche auto che si occuperà di tutti gli adempimenti. È ovviamente impossibile cambiare la targa senza che ricorra una delle circostanze previste dalla legge.

In quali casi è obbligatorio cambiare la targa

La legge impone il cambio della targa in caso di furto, smarrimento o distruzione o deterioramento di una o entrambe le targhe stesse

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[2]. Quanto al deterioramento, in particolare, il codice della strada prescrive che i dati di immatricolazione devono essere sempre leggibili.

Quindi, se i numeri e le lettere presenti sulla targa non sono chiaramente o interamente comprensibili, è obbligatorio procedere ad una nuova immatricolazione del veicolo (seguendo la stessa procedura prevista nei casi di furto, smarrimento o distruzione). Chi circola con una targa non chiaramente o non integralmente leggibile è soggetto ad una sanzione amministrativa che va da un minimo di 41 ad un massimo di 169 euro [3].

La procedura da seguire: la denuncia agli organi di polizia

Per provvedere alla nuova immatricolazione del veicolo e, quindi, al rilascio delle nuove targhe, è innanzitutto necessario

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denunciarne il furto, la distruzione o lo smarrimento alle forze dell’ordine (polizia o carabinieri). La denuncia va effettuata, da parte dell’intestatario del veicolo, obbligatoriamente entro 48 ore dalla scoperta dell’evento. In caso contrario, si va incontro ad una sanzione amministrativa da 85 a 338 euro [4].

Dopodiché, prima di avviare la pratica per la nuova immatricolazione, occorre aspettare 15 giorni dalla data della denuncia stessa. Nel corso di tale periodo, l’automobilista può circolare, ma è obbligato ad esporre sul veicolo un pannello a sfondo bianco riportante le indicazioni contenute nella targa originaria. Posizione, caratteri riportati e dimensioni del pannello devono essere

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identiche a quelle delle vecchie targhe. Se si circola con il suddetto pannello senza aver fatto la denuncia o senza poi chiedere la nuova targa, si va incontro, anche in questo caso, ad una sanzione amministrativa da 85 a 338 euro.

Dopo la denuncia: la nuova immatricolazione

Trascorsi i suddetti 15 giorni senza che le targhe smarrite o rubate siano state ritrovate, il proprietario del veicolo ha l’obbligo di avviare la pratica per la reimmatricolazione del veicolo, con domanda da presentare allo Sportello telematico dell’automobilista. Se si è in possesso del certificato di proprietà cartaceo (Cdp) [5], esso è necessario per la pratica in esame. In caso di smarrimento di tale documento, occorre farne denuncia alle forze dell’ordine.

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Contestualmente alla nuova immatricolazione, verrà automaticamente richiesto il rinnovo dell’iscrizione al Pubblico registro automobilistico (Pra). La richiesta di reimmatricolazione può essere presentata dall’intestatario del veicolo o da una persona incaricata. Quest’ultima, però, deve essere munita di apposita delega per il Pra, del modello TT2120 per l’ufficio provinciale della Motorizzazione Civile e della fotocopia di un documento di riconoscimento dell’intestatario.

In ogni caso, la richiesta di nuova immatricolazione va corredata dei seguenti documenti:

I costi da sostenere

Per cambiare la targa occorre pagare:

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