Quali i tempi di consegna del prodotto che ho comprato?
Qual è il ritardo massimo che il venditore può fare nella consegna di un prodotto ordinato? Superato il termine di consegna previsto dalla legge il compratore può svincolarsi e rifiutare la consegna della merce.
Hai ordinato delle porte, delle tende per casa, un computer o un armadio nuovo per la camera da letto e, nonostante tu abbia pagato l’acconto, il prodotto non ti è stato ancora consegnato? Il venditore ti rinvia di settimana in settimana dando la colpa del ritardo al suo fornitore? La legge ti tutela e ti consente non solo di svincolarti dal contratto, rinunciando all’acquisto senza doverci rimettere penali, ma anche di chiedere la restituzione dell’eventuale prezzo o anticipo già versato. Si tratta di un diritto che non tutti conoscono e, certo, i venditori non menzionano nelle condizioni di vendita, cercando di tacerlo per evitare future contestazioni. Ma la legge si applica anche se il contratto non prevede nulla.
I tempi di consegna della merce acquistata
Tutte le volte in cui acquistiamo un prodotto, qualsiasi esso sia, e lo facciamo come consumatori (ossia non per una nostra attività professionale o commerciale), abbiamo diritto alla consegna del bene entro 30 giorni dall’ordine. Così se acquistiamo una porta, un’inferriata, delle tende, un televisore, un computer, ecc. il venditore che non ci fornisca il bene suddetto è inadempiente e possiamo slegarci dal contratto. Con la conseguenza che, quando arriva il prodotto, potremo rifiutarlo e se abbiamo versato un acconto, questo ci deve essere restituito. È quanto prevede il codice del consumo [1]. Ma procediamo con ordine.
Se hai un problema con il venditore perché ritarda a consegnarti il prodotto che hai ordinato e ora il tempo di attesa è divenuto decisamente eccessivo, la legge ti accorda una serie di diritti. Vediamoli.
La prima cosa che devi fare è verificare se il contratto prevede una particolare disciplina sui tempi di consegna (stabilendo, ad esempio come avviene per le automobili, una data precisa o approssimativa entro cui il bene verrà reso disponibile). Solo se il contratto non prevede nulla si applica la disciplina del codice del consumo.
La seconda cosa di cui accertarti è se hai richiesto la fattura. Infatti, il codice del consumo si applica – come dice la parola stessa – solo ai consumatori e non ai professionisti o agli esercenti attività economiche. Chi chiede la fattura, invece, dimostra di poter scaricare dalle tasse l’acquisto, il che implica l’utilizzo dello stesso per l’attività lavorativa. Pertanto, se hai richiesto la fattura, la disciplina che ora illustreremo non riguarda il tuo caso.
La terza avvertenza è che tale legge non si applica negli acquisti tra privati: ad esempio è il caso di acquisto di beni di seconda mano tramite internet da soggetti che non svolgono attività commerciale.
A questo punto vediamo cosa prevede il codice del consumo.
Il venditore deve consegnare il prodotto ordinato dal consumatore senza ritardo (salvo tale ritardo sia giustificato da ragioni non dipendenti da cause relative al venditore o ai suoi fornitori). Tale termine non può comunque essere superiore a 30 giorni dalla data di conclusione del contratto. Se il contratto è stato verbale e non è stata messa la firma su alcun documento, si considera il giorno dell’ordine fatto a voce.
Entro i 30 giorni il venditore deve consegnare il prodotto all’acquirente o metterlo a sua disposizione.
Se il venditore non rispetta il termine di 30 giorni e il suo ritardo perdura ancora, l’acquirente può svincolarsi dal contratto e pretendere la restituzione di eventuali acconti già versati. Inoltre può anche chiedere il risarcimento se dimostra di aver subito uno specifico danno dalla mancata consegna del bene. Ma per ottenere tali diritti deve prima svolgere le seguenti attività:
- deve diffidare (preferibilmente per iscritto) il venditore a consegnargli il prodotto entro un ulteriore termine (cosiddetto «termine supplementare»). La legge non dice di quanto debba essere tale termine, ma l’importante è che sia «appropriato alle circostanze». Il che significa che laddove la consegna sia particolarmente difficoltosa, allora il termine dovrà essere più ampio;
- se il termine scade, il consumatore può recedere dal contratto, chiedere la restituzione del prezzo e pretendere – se dimostrato – il risarcimento del danno.
L’acquirente non è tenuto a concedere il termine supplementare al venditore se:
- il professionista si è espressamente rifiutato di consegnare i beni oppure;
- se il rispetto del termine pattuito dalle parti per la consegna del bene deve considerarsi essenziale, tenuto conto di tutte le circostanze che hanno accompagnato la conclusione del contratto, ovvero;
- se il consumatore ha informato il professionista, prima della conclusione del contratto, che la consegna entro o ad una data determinata è essenziale.