Posso denunciare l’agenzia del recupero crediti?
Con la crisi economica, i debiti aumentano e le agenzie di recupero crediti spuntano come funghi. Ma sono autorizzate a comportamenti intimidatori e vessatori. Come difendersi?
Complice la crisi economica che ha dilapidato i risparmi della maggior parte delle famiglie, i debiti – piccoli o grandi che siano – sono all’ordine del giorno. Proprio questo ha portato all’affermazione sempre più consistente della società di recupero crediti, molte delle quali si comportano in modo illecito e non professionale, adottando dubbie tecniche di riscossione. Non è raro che esse forniscano al debitore informazioni false e ingannevoli al solo fine di intimorirlo, minacciando azioni o iniziative legali sproporzionate, puramente fantasiose o vessatorie. Un esempio? Sono molti coloro a cui è stato detto che il mancato pagamento dei debiti è un reato e si rischia il carcere, quando, invece, si tratta di un inadempimento di natura civilistica che non configura mai illecito penale. Ancora, ci si può trovare davanti ad affermazioni del tipo: «Il mancato pagamento può portare alla dichiarazione di fallimento»: la procedura fallimentare non è così automatica e prima che di fallimento si possa parlare, l’
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Agenzie recupero crediti: cosa non possono fare?
Ogni volta che siamo vittime di questo genere di comportamenti, è utile ricordare che esiste un codice etico di tutela del consumatore, a garanzia di una corretta gestione dell’attività di recupero crediti, attivabile a fronte delle seguenti condotte:
- stalking creditizio: si ha in presenza di fax, mail, telefonate continue che intimano al pagamento con toni minacciosi, anche utilizzando subdolamente vesti grafiche simili a quelle usate dall’Agenzia delle Entrate con l’unico scopo di intimidirti. Non è raro trovare nella cassetta delle lettere una diffida vera e propria, inviata per posta prioritaria, con cui ti invitano a saldare il tutto entro una data prestabilita (messa in mora), al termine della quale, se non avrai pagato, verrà intentata un’azione legale nei tuoi riguardi: in realtà, quella diffida non ha alcun valore giuridico perché si può diffidare al pagamento solo con l’invio di una raccomandata con ricevuta di ritorno, su incarico dei creditori;
- l’incaricato al recupero crediti si presenta a casa: non essendo un pubblico ufficiale, né un ufficiale giudiziario, non può introdursi nell’abitazione senza il tuo consenso; puoi, quindi, legittimamente decidere di non aprire e di non comunicare con lui;
- affissione di avvisi di mora sulla porta di casa: in questo caso, così come anche quando l’avviso venga affisso nell’androne del palazzo o sulla cassetta della posta, si ha violazione nella privacy. Da tenere presente, inoltre, che non si può essere contattati per nessuna ragione sul luogo di lavoro o tramite i vostri vicini di casa o, in generale, tramite persone estranee al debito, inclusi parenti stretti, senza la vostra autorizzazione.
Agenzie recupero crediti: come tutelarsi?
Ma come fare per difendersi da abusi e scorrettezze? Il primo passo è di inviare all’agenzia una