Posso andare con la bici sul marciapiede?
La bicicletta è un veicolo che deve circolare sulla carreggiata e in fila unica. Sul marciapiede, riservato ai pedoni, il ciclista rischia la multa.
Si chiama marciapiede, e non marciaruote, il tratto rialzato ad entrambi i lati della strada riservato ai pedoni [1]. Come anche si chiama pista ciclabile, e non pista pedonabile, il tratto segnalato accanto alla strada riservato alle biciclette. Ognuno deve avere i suoi spazi. Ed è giusto che vengano rispettati. Ma spesso si fa di necessità virtù. Nelle grandi città, il traffico intenso o i minacciosi binari dei tram dove, immancabilmente, si infila la ruota della bici, incoraggiano i ciclisti ad invadere il marciapiedi
Posso andare con la bici sul marciapiede? No. Perché la bicicletta è, a tutti gli effetti un veicolo. Lasciamo perdere che abbia solo due ruote e non un motore, ma è, comunque, un veicolo. Ed il codice della strada dice che ai veicoli è riservata la carreggiata e solo la carreggiata, non il marciapiede. Anche alle biciclette. O meglio: ai velocipedi, come ancora sono chiamate sul Codice.
Non è solo una questione di vocabolario: il velocipede, da manuale (e che manuale, leggete un po’) è «un veicolo con due o più ruote funzionanti a propulsione esclusivamente muscolare, prodotta, per mezzo di pedali o di analoghi dispositivi, dalle persone che si trovano sul veicolo stesso». Quindi, in qualità di
Ne deriva il fatto che il ciclista, per quanto si possa comprendere la sua difficoltà a muoversi nel traffico di Roma o di Milano, non può pedalare dove gli pare, cioè la bici non può andare sul marciapiede. Non solo: per dirla in linguaggio burocratico, quando i «velocipedi» devono attraversare una strada, devono essere portati a mano secondo le regole valide per i pedoni, cioè sulle strisce, e rispettando la luce verde del semaforo pedonale.
Che cosa rischio in bici sul marciapiede?
Se sono convinto del fatto che
Il suo posto, infatti, è la carreggiata. Purché vada il più possibile accostata sul margine destro e senza avere affianco un altro amico ciclista, quando la circolazione stradale richiede di essere snella. La chiacchierata tra due ciclisti, infatti, la si deve fare al bar in cui si fermano a prendere il caffè o l’aperitivo, non mentre pedalano uno affianco all’altro occupando l’intero senso di marcia sulla strada. Devono procedere in fila unica. L’automobilista che si trova dietro di loro ha diritto a circolare almeno a 50 km/h in città. E a tornare a casa, o ad arrivare al lavoro, senza la giugulare gonfia.