Che succede se la moglie abbandona casa e marito
Se la moglie va via di casa: l’abbandono del tetto, la separazione tra i coniugi e la dichiarazione di addebito; le conseguenze per chi non ha un buon motivo per scappare.
Anche se lo stereotipo consegnatoci da cinema e narrazione popolare è quello del marito che abbandona la moglie per scappare con una donna più giovane, non mancano i casi in cui è la moglie che scappa di casa. E la prova è una recente sentenza della Cassazione [1]. Certo, ognuno ha le proprie ragioni: la fine dell’amore, un litigio, l’intollerabilità della convivenza, l’ambizione lavorativa, la necessità di tutelarsi da un compagno violento; ma solo alcuni di questi motivi non fanno scattare la responsabilità. Responsabilità che, nel gergo di famiglia, si chiama “
Come abbiamo già detto in Abbandono tetto coniugale e in Se il marito o la moglie va via di casa, l’abbandono della casa, senza un valido motivo, costituisce:
- un illecito civile: si ha infatti una violazione dei doveri del matrimonio, basato appunto sulla convivenza [2], sulla cooperazione e sull’assistenza reciproca. La sanzione è il cosiddetto addebito: il giudice, in pratica, addossa la colpa della fine del legame al coniuge che ha commesso la condotta illecita. Le conseguenze dell’addebito sono solo due: I) il coniuge responsabile, anche se più “povero” dell’altro, non ha diritto al mantenimento; II) il coniuge responsabile, qualora l’altro dovesse morire prima del divorzio, non sarà considerato suo erede;
- un illecito penale: si tratta del reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare [3].
Esistono però delle valide ragioni che possono consentire l’abbandono del tetto coniugale. Queste non possono mai essere i litigi, salvo che, in questo caso, vi sia una lettera – firmata da entrambi i coniugi – con cui gli stessi danno reciprocamente atto dell’ormai intervenuta cessazione dell’unione familiare e si autorizzano vicendevolmente a vivere separati. Un
Se il marito ritiene che la fine del matrimonio sia per colpa della moglie, in quanto allontanatasi senza motivo dalla casa, può chiedere l’addebito a suo carico. Secondo la sentenza in commento, nel caso in cui ci si trovi di fronte all’«allontanamento dalla casa coniugale», è automatico parlare di «violazione dell’obbligo di convivenza», con relativo «addebito» al coniuge che ha abbandonato l’abitazione familiare.
Per smentire questa visione, ed evitare la dichiarazione di addebito, la moglie che è andata via di casa a provare, dinanzi ai giudici d’appello, la «giusta causa dell’allontanamento», facendo riferimento ad esempio a «un comportamento negativo del marito», per evitare l’«addebito della separazione». Un comportamento «negativo» non può essere uno o più litigi. Ma può essere il grave rischio per la propria incolumità fisica o dei figli.