Che succede se la moglie abbandona casa e marito

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Autore: Redazione

18 dicembre 2016

La Redazione di LLpT è costituita da un team di avvocati che, giornalmente, “traduce” in linguaggio comprensibile a tutti, anche ai meno esperti, le ultime sentenze dei tribunali e i testi delle leggi. Ciò affinché ciascuno possa conoscere - in modo chiaro, immediato e senza incertezze - i propri diritti e doveri.

Se la moglie va via di casa: l’abbandono del tetto, la separazione tra i coniugi e la dichiarazione di addebito; le conseguenze per chi non ha un buon motivo per scappare.

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Anche se lo stereotipo consegnatoci da cinema e narrazione popolare è quello del marito che abbandona la moglie per scappare con una donna più giovane, non mancano i casi in cui è la moglie che scappa di casa. E la prova è una recente sentenza della Cassazione [1]. Certo, ognuno ha le proprie ragioni: la fine dell’amore, un litigio, l’intollerabilità della convivenza, l’ambizione lavorativa, la necessità di tutelarsi da un compagno violento; ma solo alcuni di questi motivi non fanno scattare la responsabilità. Responsabilità che, nel gergo di famiglia, si chiama “

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addebito”.

Come abbiamo già detto in Abbandono tetto coniugale e in Se il marito o la moglie va via di casa, l’abbandono della casa, senza un valido motivo, costituisce:

Esistono però delle valide ragioni che possono consentire l’abbandono del tetto coniugale. Queste non possono mai essere i litigi, salvo che, in questo caso, vi sia una lettera – firmata da entrambi i coniugi – con cui gli stessi danno reciprocamente atto dell’ormai intervenuta cessazione dell’unione familiare e si autorizzano vicendevolmente a vivere separati. Un

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fac-simile lo si può trovare cliccando qui.

Se il marito ritiene che la fine del matrimonio sia per colpa della moglie, in quanto allontanatasi senza motivo dalla casa, può chiedere l’addebito a suo carico. Secondo la sentenza in commento, nel caso in cui ci si trovi di fronte all’«allontanamento dalla casa coniugale», è automatico parlare di «violazione dell’obbligo di convivenza», con relativo «addebito» al coniuge che ha abbandonato l’abitazione familiare.

Per smentire questa visione, ed evitare la dichiarazione di addebito, la moglie che è andata via di casa a provare, dinanzi ai giudici d’appello, la «giusta causa dell’allontanamento», facendo riferimento ad esempio a «un comportamento negativo del marito», per evitare l’«addebito della separazione». Un comportamento «negativo» non può essere uno o più litigi. Ma può essere il grave rischio per la propria incolumità fisica o dei figli.

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