Rumori dall'appartamento di sopra e risarcimento del danno

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Autore: Redazione

21 dicembre 2016

La Redazione di LLpT è costituita da un team di avvocati che, giornalmente, “traduce” in linguaggio comprensibile a tutti, anche ai meno esperti, le ultime sentenze dei tribunali e i testi delle leggi. Ciò affinché ciascuno possa conoscere - in modo chiaro, immediato e senza incertezze - i propri diritti e doveri.

Risarcimento del danno anche dopo molti anni di tolleranza: il diritto alle immissioni rumorose non si prescrive, né è possibile rivendicare l’usucapione del diritto a fare chiasso.

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Chi è costretto a sopportare i rumori dall’appartamento di sopra, a causa del vicino di casa maleducato, ha la possibilità di chiedere il risarcimento del danno ed, eventualmente, anche una condanna a insonorizzare le pareti se troppo sottili. A tal fine tutto ciò che deve fare è dimostrare che i rumori provenienti dal piano alto sono superiori alla «normale tollerabilità»: un concetto relativo che va rapportato all’udito dell’uomo medio e varia in relazione all’orario in cui viene prodotto il rumore (di sera, così come la mattina presto, la soglia della tollerabilità scende inevitabilmente).

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Per provare l’intollerabilità del rumore si può fare ricorso a testimoni che confermino di aver udito il fracasso: si può trattare di un altro vicino di casa confinante, di conviventi o ospiti del proprio appartamento. In estremo si può ricorrere anche a una perizia fonografica che quantifichi l’entità dei decibel.

Come dimostrare il danno per aver subito i rumori?

Il

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risarcimento per rumore eccessivo viene accordato dal giudice anche se il proprietario dell’appartamento molestato non fornisce la prova di un effettivo danno alla salute o all’attività lavorativa; questo perché, secondo la giurisprudenza, il danno da compromissione al riposo delle persone si presume sempre sussistente, è insomma implicito nel fatto stesso che è stato prodotto un rumore. Chiaramente è sempre possibile dimostrare un danno superiore rispetto a quello presunto, come nel caso del soggetto che soffre di insonnia o cardiopatico che ha bisogno di riposo.

Esiste un termine massimo per fare causa al vicino rumoroso?

Non esiste un limite di tempo massimo per intraprendere una causa contro il vicino rumoroso: la legge, infatti, non prevede una

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prescrizione del diritto al risarcimento. La causa può essere iniziata anche dopo numerosi anni in cui si è tollerato il comportamento del vicino maleducato. Né quest’ultimo può rivendicare l’acquisizione del diritto a fare rumore per averlo usucapito negli anni. Secondo infatti la Cassazione [1], non è possibile ipotizzare l’acquisto per usucapione di una servitù di immissioni rumorose.

Quando venga superato il limite della liceità delle immissioni, segnato dal codice civile [2], si è in colpa, anche se si fa uso normale della cosa fonte delle immissioni. Pertanto, se da ciò deriva danno ad altri il danno è ingiusto e va risarcito.

Vicino rumoroso: chi chiamare?

Contrariamente a quanto comunemente si fa, chi viene molestato dal rumore dell’appartamento di sopra non deve chiamare l’amministratore di condominio, che non è competente a risolvere le liti tra proprietari. Non è competente neanche il sindaco, i vigili, la polizia o i carabinieri, non trattandosi né di illecito amministrativo, né di reato (il

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reato per disturbo alla quiete di persone scatta solo se il rumore è tale da dar fastidio a tutto il quartiere e al vicinato).

Quindi, l’unica tutela è quella di tipo civile. I passi da seguire sono:

Vicino rumoroso: quanti soldi di risarcimento si possono chiedere?

Se manca la prova del danno, il giudice valuta l’entità del risarcimento secondo «equità», ossia sulla base di quanto gli appare equo, valutando una serie di parametri come:

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Esiste un orario oltre il quale è vietato fare rumori in condominio?

La legge non stabilisce un orario entro cui è vietato il rumore nei condomini. Lo può però stabilire il regolamento di condominio. In tal caso, la soglia della tollerabilità si abbassa rispetto a quella prevista dal codice civile e – secondo la giurisprudenza – è possibile inibire non solo il rumore intollerabile, ma anche quello tollerabile, che tuttavia risulta avvertibile con un udito medio.

Se la colpa è delle pareti

Spesso il problema del rumore dei condomini va di pari passo con la responsabilità del costruttore dell’edificio il quale potrebbe aver costruito l’immobile senza rispettare le prescrizioni di legge sull’insonorizzazione degli appartamenti, “risparmiando” sulla muratura verticale (quella che separa gli appartamenti sullo stesso piano) o orizzontale (quella che separa gli appartamenti di piano diverso). In tal caso, se i dieci anni di garanzia della ditta costruttrice per difetti dell’immobile sono scaduti, è possibile chiedere al giudice civile di condannare il vicino rumoroso all’insonorizzazione dell’appartamento.

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