Cos’è la servitù per destinazione del padre di famiglia
Come funziona la servitù di passaggio acquistata per destinazione del padre di famiglia.
Ti sarai spesso trovato di fronte al termine servitù per destinazione del padre di famiglia, specie se sei titolare di un terreno e, su questo, il tuo vicino è solito passare da anni per raggiungere la propria abitazione o il campo di coltivazioni. La servitù di passaggio – ossia l’obbligo del titolare di un immobile di consentire, al proprietario di un altro immobile, di transitarvi per arrivare al proprio – può essere costituita, infatti, non solo con un regolare contratto (ossia con un accordo scritto tra le parti) o ricorrendo al giudice (nei casi in cui, pur essendo il passaggio necessario, il vicino non vuol concederlo), ma anche per «
Immaginiamo una persona proprietaria di due terreni che per, accedere al secondo, ha previsto sul primo un apposito passaggio dal primo. Vi è, quindi, un’unica entrata per i due immobili che, a conti fatti, risultano come se fossero uniti. Dopo qualche anno il proprietario decide di vendere i terreni a due soggetti diversi oppure – altra ipotesi possibile – il titolare muore e, al suo posto, gli immobili passano in proprietà a due differenti eredi. Nonostante il cambio di proprietà, il primo terreno continua a restare asservito al secondo, nel senso che lo stato dei luoghi non muta e, per accedere all’immobile più lontano, resta ancora necessario passare dal primo. Ebbene, in questo caso, il nuovo proprietario del primo terreno lo acquista con tutta la
Volendo quindi sintetizzare, la servitù del padre di famiglia si ottiene quando si prova che due fondi, attualmente divisi, sono stati posseduti dallo stesso proprietario il quale abbia posto o lasciato le cose nello stato dal quale risulta la servitù
La questione della servitù per destinazione del padre di famiglia è stata, di recente, affrontata dal tribunale di Torino [3] il quale ha avuto modo di precisare i seguenti principi. Per identificare la sussistenza di una servitù di passaggio per destinazione del padre di famiglia tutto ciò che occorre fare è esaminare la concreta morfologia dei luoghi: a rilevare non sono tanto i dati catastali in quanto tali, ma l’identificazione delle particelle nella loro consistenza reale (una valutazione che ovviamente dovrà fare il giudice [4]).
Per creare (e acquistare) il diritto alla servitù di passaggio per destinazione del padre di famiglia la Cassazione ha chiarito che è sufficiente:
- che due fondi divisi siano appartenuti allo stesso proprietario;
- che uno dei due sia stato posto, con opere visibili e permanenti, in una situazione di oggettiva subordinazione o di servizio di un altro (così da integrare di fatto una servitù prediale);
- che tale situazione sia stata mantenuta anche nel momento in cui i due terreni abbiano cessato di appartenere al medesimo soggetto e siano passati in proprietà a soggetti differenti.
Essenziale, dunque, perché si costituisca detta servitù, è che, cessata l’appartenenza dei fondi ad un solo proprietario, vi sia «apparenza della situazione di subordinazione o di servizio di un fondo rispetto all’altro, in modo da render certo e manifesto a chiunque – e perciò anche all’acquirente del fondo gravato – il contenuto e le modalità di esercizio del corrispondente diritto di asservimento» [5].
Per tornare all’esempio di poc’anzi, il vicino che voglia rivendicare il suo diritto di passaggio sul terreno del confinante, perché esso – sin dall’origine, quando i due immobili appartenevano allo stesso soggetto – era destinato (anche) a tale scopo, deve dimostrare, con qualsiasi mezzo di prova, la presenza di segni visibili di opere permanenti obiettivamente destinate al transito (ossia all’esercizio della servitù) e rivelanti in modo non equivoco l’esistenza del peso gravante sul fondo servente, in modo da rendere evidente che non si tratta di attività compiuta solo provvisoriamente e in via momentanea, bensì di preciso onere a carattere stabile.