Nuovo diritto di accesso agli atti: quando è vietato
Il 23 dicembre scorso è entrato in vigore il Foia, la legge sul nuovo diritto di accesso: in alcuni casi però esso non può essere esercitato.
Il diritto di accesso generalizzato è entrato in vigore il 23 dicembre scorso grazie al cosiddetto Foia (Freedom of information act) [1]. In pratica, tutti i cittadini potranno visionare gli atti della pubblica amministrazione, gratuitamente e senza motivare la loro richiesta. In nome della massima trasparenza, l’accesso potrà effettuarsi anche per semplice curiosità (per un’analisi completa, si veda Nuovo accesso agli atti amministrativi: come funziona il Foia e Nuovo accesso agli atti amministrativi: come fare istanza). Tuttavia, la legge prevede dei casi in cui l’
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Quando l’accesso è sicuramente vietato
Come visto, ci sono dei casi in cui la richiesta del cittadino sarà sicuramente rigettata dall’amministrazione. In questi casi l’accesso agli atti è assolutamente vietato perché bisogna salvaguardare interessi supremi dello Stato e, quindi, particolarmente importanti [2]. In particolare, accesso agli atti non è mai consentito in caso di:
- segreto di Stato: la legge afferma che sono coperti da segreto di Stato «gli atti, i documenti, le notizie, le attività e ogni altra cosa la cui diffusione sia idonea a recare danno all’integrità della Repubblica, anche in relazione ad accordi internazionali, alla difesa delle istituzioni poste dalla Costituzione a suo fondamento, all’indipendenza dello Stato rispetto agli altri Stati e alle relazioni con essi, alla preparazione e alla difesa militare dello Stato» [3];
- altri casi di divieto di accesso o divulgazione previsti dalla legge. Ad esempio, la legge vieta l’accesso o la diffusione di documenti per proteggere: il segreto statistico, il segreto militare, il segreto scientifico o industriale, il segreto sul contenuto della corrispondenza, il segreto professionale, il segreto bancario, il segreto istruttorio nelle indagini penali, la privacy e i dati personali dei cittadini (ossia le informazioni che rivelino lo stato di salute, la vita sessuale, lo stato di disagio economico e sociale, ecc.).
Ci sono poi dei casi in cui
Quando il divieto d’accesso è facoltativo
Esistono poi dei casi in cui il divieto non è assoluto, ma è compito dell’amministrazione
- sicurezza pubblica e ordine pubblico: prevenzione dei reati e tutela generale dell’incolumità dei cittadini;
- sicurezza nazionale;
- difesa e questioni militari;
- relazioni internazionali: comprendenti non solo la politica estera dello Stato, ma anche singole negoziazioni con altri Paesi, accordi, convenzioni, rapporti diplomatici e così via;
- politica e stabilità finanziaria ed economica dello Stato: in questo caso la riservatezza mira ad evitare che la conoscenza di determinati documenti possa avvantaggiare solo alcuni e turbare gravemente i mercati finanziari;
- conduzione di indagini sui reati e loro perseguimento: il divieto si estende agli atti giudiziari e processuali in generale;
- regolare svolgimento di attività ispettive: in un procedimento amministrativo, ad esempio, la conoscenza di determinati documenti potrebbe compromettere la decisione finale della Pa.
Quelli descritti sono gli interessi pubblici per tutelare i quali la Pa può rigettare l’istanza di accesso. Lo stesso, come visto, può accadere se ci sono interessi privati che possono essere pregiudicati dall’ostensione.
In particolare:
- la protezione dei dati personali;
- la libertà e la segretezza della corrispondenza;
- gli interessi economici e commerciali di una persona fisica o giuridica, compresi la proprietà intellettuale, il diritto d’autore, e i segreti commerciali.
Va poi sottolineato che la Pa può sempre consentire l’accesso oscurando le parti del documento che non è possibile diffondere.