Hai lavorato prima dei 19 anni? Come chiedere la pensione anticipata
Chi ha iniziato almeno a 18 anni può avere la pensione anticipata con 41 anni di contributi. Coinvolti disoccupati, invalidi ed altre categorie.
Precoci nel cominciare a lavorare, precoci nell’andare in pensione? E’ possibile. Chi ha iniziato a lavorare prima dei 19 anni può andare in pensione anticipata dal mese di maggio 2017, a certe condizioni e con requisiti contributivi inferiori a quelli richiesti a chi si è avviato più tardi al mondo del lavoro: 1 anno e 10 mesi in meno per gli uomini e 10 mesi meno per le donne [1].
Indice
Chi può andare in pensione avendo iniziato prima dei 19 anni
Grazie alla Legge di Bilancio 2017,
L’agevolazione introdotta dalla Legge di Bilancio interessa i lavoratori precoci disoccupati, invalidi, beneficiari della Legge 104 o addetti a mansioni gravose.
Requisiti per andare in pensione come lavoratore precoce
In particolare, possono andare in pensione anticipata i lavoratori che hanno iniziato prima dei 19 anni
- disoccupati per cessazione del rapporto di lavoro a seguito di licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale in seguito a conciliazione. Non devono, però, aver percepito almeno negli ultimi tre mesi il sussidio di disoccupazione. Significa che se hanno avuto, per esempio, un anno di prestazione per disoccupazione, dovranno aspettare altri tre mesi prima di poter andare in pensione anticipata, ovvero avranno i requisiti 15 mesi dopo la risoluzione del rapporto di lavoro;
- dipendenti o autonomi che, al momento di fare richiesta per la pensione anticipata come lavoratori precoci, assistono da almeno 6 mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità ai sensi della Legge 104 [2];
- dipendenti o autonomi con un’invalidità civile riconosciuta uguale o superiore al 74%;
- dipendenti addetti a lavori usuranti che, da almeno 6 mesi, svolgono continuativamente una di queste attività:
- operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
- conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;
- conciatori di pelli e di pellicce;
- conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
- conduttori di mezzi pesanti e camion;
- personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
- addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
- insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido;
- facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
- personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
- operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.
Limiti di cumulo per pensione anticipata con 41 anni di contributi
La
Inoltre, la pensione anticipata con 41 anni di contributi non è cumulabile nemmeno con le maggiorazioni previste per determinate attività.
Fino a quando si può andare in pensione con 41 anni di contributi?
La soglia dei 41 anni di contributi per andare in pensione se si è iniziato a lavorare prima dei 19 anni non durerà in eterno ma sarà vincolata all’adeguamento della speranza di vita. Il prossimo scatterà nel 2019. Se si confermerà il dato Istat secondo cui la speranza di vita diminuirà (sic!), la soglia resterà invariata. Se, invece, come prevedono i più ottimisti, l’adeguamento si alzerà di 4 mesi, la soglia per andare in pensione anticipata come lavoratore precoce aumenterà a 41 anni e 4 mesi.
Pensione anticipata per lavoratori precoci: come presentare domanda
La domanda per poter andare in pensione anticipata come lavoratore precoce va presentata all’Inps, il quale valuterà se ci sono i requisiti necessari primo per essere riconosciuto come lavoratore precoce e, poi, per concedere il trattamento previdenziale.
L’accesso alla pensione anticipata con 41 anni di contributi non sarà per tutti, ma nel limite delle risorse stanziate per questo scopo, pari a:
- 360 milioni di euro per il 2017;
- 550 milioni di euro per il 2018;
- 570 milioni di euro per il 2019;
- 590 milioni di euro annui a decorrere dal 2020.
In caso di accoglimento di un numero di domande non compatibile con le risorse stanziate, la decorrenza della pensione può essere posticipata.