Stalking: quando denunciare

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Autore: Sabina Coppola

05 febbraio 2017

Laureata, con vecchio corso quadriennale, presso l'Università di Napoli Federico II (con 110/110 e lode) ha conseguito diploma specialistico in professioni legali al Suor Orsola Benincasa e si è iscritta al COA di Napoli nel 2008. Specializzata in diritto penale, si impegna nella tutela dei diritti dei detenuti con il Carcere Possibile O.N.L.U.S.. E' iscritta nell'Albo speciale dei difensori di ufficio presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli, avendo conseguito una particolare specializzazione in diritto civile minorile.

Se sei vittima di stalking, puoi scegliere se presentare subito una querela alla procura della Repubblica o chiedere un ammonimento al questore.

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Se amavi qualcuno che non si arrende al fatto di averti perso, e ti senti spiato/a, perseguitato/a, tanto da avere paura a camminare per strada da solo/a; se hai dovuto cambiare il numero di telefono per evitare le sue continue telefonate, è arrivato il momento di fare qualcosa! Puoi presentare una querela per stalking alla procura della Repubblica (o alla più vicina stazione dei carabinieri) o scegliere di chiedere al questore di ammonire il colpevole.

Non tutti lo sanno, ma la scelta tra presentare la querela in procura o chiedere l’ammonimento da parte del questore è molto delicata e determina conseguenze importanti. Vediamo perché.

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Cos’è lo stalking?

Lo stalking è un reato e si configura quando il responsabile realizza nei confronti della sua vittima:

Lo stalking può essere realizzato a distanza, attraverso:

o può essere realizzato da vicino, attraverso

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Si tratta di comportamenti attraverso i quali lo stalker dimostra di voler controllare la propria vittima, impedendole di vivere liberamente la propria vita.

Quando denunciare lo stalking?

Quando il limite tra un corteggiamento fastidioso e lo stalking è molto sottile, ci sembra difficile capire se è il caso di presentare una denuncia e come farlo.

Quando il tuo problema non è più il fastidio che provi per un complimento indesiderato o per una telefonata di troppo, ma il fatto di sentirti perseguitato/a ed impaurito/a, allora è necessario che tu racconti cosa sta succedendo ad un’autorità competente che possa darti una mano.

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Potrai scegliere di rivolgerti alla procura della repubblica, ed allora:

In alternativa, potrai scegliere di rivolgerti (prima) al questore ed in questo caso:

Cosa cambia tra querela ed ammonimento?

Se ti rivolgerai alla procura della repubblica e, per la paura di essere arrestato, il tuo persecutore smetterà di darti fastidio, tu potrai anche ritirare

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la querela (seppure solo davanti al giudice nel processo).

Se, invece, ti rivolgerai al questore e, nonostante il primo ammonimento (o diffida), la persona che ti tormenta non smetterà di darti fastidio, il procedimento proseguirà a prescindere dalla tua volontà (si dice d’ufficio), per cui il colpevole sarà punito anche se un giorno tu cambierai idea (perché non potrai più ritirare la querela).

Per completezza, sappi che lo stalking realizzato attraverso minacce di morte rende il reato sempre procedibile d’ufficio: ciò significa che, in questo caso, tu vittima non potrai più scegliere di ritirare la querela (a prescindere dal fatto che tu abbia presentato la querela alla procura della Repubblica o la richiesta di ammonimento al questore).

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Lo stalking è punito a prescindere dalla querela (cioè d’ufficio) se è commesso nei confronti di minori o di persone con disabilità ovvero se connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio (o, come detto prima, se è commesso da soggetto già ammonito precedentemente dal questore).

Che pena è prevista per lo stalking?

Il reato di stalking è punito con la pena della reclusione da sei mesi a cinque anni.

La pena è aumentata se:

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