Bollo auto, gli eredi devono pagare?

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Autore: Redazione

31 gennaio 2017

La Redazione di LLpT è costituita da un team di avvocati che, giornalmente, “traduce” in linguaggio comprensibile a tutti, anche ai meno esperti, le ultime sentenze dei tribunali e i testi delle leggi. Ciò affinché ciascuno possa conoscere - in modo chiaro, immediato e senza incertezze - i propri diritti e doveri.

Se un genitore non paga il bollo auto per alcuni anni, al momento della sua morte, i figli diventano debitori?

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Come per tutti i debiti lasciati da chi muore, anche quelli con il fisco si ereditano e passano ai familiari superstiti. Questo significa che anche per il bollo auto gli eredi devono pagare gli importi a suo tempo non versati dal proprietario dell’auto deceduto. Se il parente è deceduto in data successiva all’inizio del periodo tributario non corrisposto o richiesto dalla Regione, gli eredi pagano soltanto la tassa e gli interessi, ma non le sanzioni. Il pagamento avviene “pro quota”, ossia ciascuno risponde del debito in base alla propria quota di eredità. Qualora, invece, il familiare sia deceduto in data anteriore all’inizio del periodo tributario oggetto di accertamento, gli eredi rispondono anche delle

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sanzioni.

L’unico modo che hanno gli eredi per non pagare il bollo auto insoluto è di rinunciare all’eredità, una scelta che va fatta entro 10 anni (o, per quelli nel possesso dei beni del defunto, entro 40 giorni dal compimento dell’inventario dei beni, che a sua volta va effettuato entro 3 mesi dall’apertura della successione). Gli eredi che rifiutano l’eredità non devono pagare i debiti lasciati dal defunto.

Invece, gli eredi che accettano l’eredità, diventano debitori verso la Regione per il bollo auto non versato dall’automobilista, a meno che nel frattempo il debito non sia caduto in prescrizione. La prescrizione del bollo auto si compie in tre anni che iniziano a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui è dovuto il versamento.

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Il pagamento del bollo auto non versato dal defunto ricade su ciascun erede pro quota: ciò significa, in pratica, che la Regione non può pretendere, dal singolo erede, tutto l’importo dovuto (anche quello per conto degli altri eredi), ma deve rivolgersi a ciascun erede e pretendere da questi solo la parte di debito corrispondente alla quota di eredità da lui acquistata.

Passaggio di proprietà dell’auto a favore degli eredi

A meno che il veicolo in questione non venga demolito, gli eredi hanno l’obbligo di registrare il passaggio di proprietà al Pra. In questo modo gli eredi possono decidere di fare intestare il veicolo a uno di essi, o a terzi, con un ulteriore atto di vendita.

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In particolare, quando si eredita un’auto, si deve far autenticare la firma dell’erede o degli eredi sull’atto di accettazione dell’eredità e, nello stesso momento o, al massimo, entro 60 giorni dall’autentica, bisogna registrare l’atto all’ufficio provinciale dell’Aci Pra o della Motorizzazione o di un’agenzia Sta, che rilascerà il certificato di proprietà e la carta di circolazione aggiornati. L’autentica di firma viene effettuata gratuitamente dagli Sportelli telematici dell’automobilista (i cosiddetti Sta, istituiti presso tutti i Pra, le Motorizzazioni e le agenzie di pratiche auto abilitate). In tal modo viene formalizzato il passaggio di proprietà a favore dell’erede o degli eredi. La mancata richiesta di aggiornamento del certificato di proprietà e della carta di circolazione determina l’applicazione, in caso di controllo su strada, di sanzioni pecuniarie, oltre al ritiro della carta di circolazione.

Se invece c’è rinuncia all’eredità da parte di tutti gli eredi, l’auto passa allo Stato.

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