Come pagare i contributi non versati?

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Autore: Redazione

23 febbraio 2017

La Redazione di LLpT è costituita da un team di avvocati che, giornalmente, “traduce” in linguaggio comprensibile a tutti, anche ai meno esperti, le ultime sentenze dei tribunali e i testi delle leggi. Ciò affinché ciascuno possa conoscere - in modo chiaro, immediato e senza incertezze - i propri diritti e doveri.

Ho ricevuto una diffida dell’Inps per il mancato pagamento dei contributi a carico dei lavoratori. Intendo pagare entro tre mesi per evitare il procedimento penale. Ma come?

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Il pagamento dei contributi non versati, oggetto di diffida da parte dell’Inps, può avvenire in due diverse modalità, a seconda dello stato della pratica di recupero delle somme da parte dell’amministrazione.

  1. Il versamento deve essere effettuato tramite compilazione del modello F24 per i debiti ancora in gestione presso l’Inps; i debiti già iscritti a ruolo per la riscossione presso l’Agenzia delle Entrate dovranno, invece, essere versati direttamente presso gli sportelli dell’agente della riscossione, ovvero tramite modello F35. Purtroppo, le diffide inviate dall’Inps non sono molto chiare nella distinzione tra debiti iscritti e non iscritti a ruolo. Il caso del lettore, purtroppo, non fa eccezione. Lo schema non reca alcuna indicazione di cartella o avviso di addebito, ciò da cui si dovrebbe dedurre che tutti i debiti in diffida non siano ancora stati iscritti a ruolo, sicché andranno interamente versati tramite modello F24 i cui estremi (codice sede, causale contributo e matricola) sono indicati nello schema. Infatti, qualora l’Inps avesse provveduto ad attivare la procedura di riscossione del credito avrebbe dovuto notificare preventivamente un avviso di addebito [1]. Ad ogni buon conto, è consigliabile verificare la propria posizione debitoria nei confronti dell’Ente Riscossore prima di procedere al pagamento del modello F24. Tale verifica potrà essere eseguita presso i suoi uffici, ovvero tramite il servizio di estratto conto online disponibile presso il portale dell’Agente della Riscossione. Nell’eventualità che alcuni dei debiti oggetto di diffida da parte dell’Inps dovessero essere già in gestione presso l’Ente, bisogna farsi comunicare gli estremi del ruolo e i codici da inserire nel modello F35 che utilizzerà per il pagamento.
  2. Una volta provveduto al pagamento, di cui occorre conservare accuratamente la ricevuta, bisognerà recarsi presso la sede Inps competente con l’attestazione del l’avvenuto versamento. Anche la comunicazione dell’avvenuto versamento dovrà avvenire entro tre mesi dal ricevimento della diffida, poiché una comunicazione tardiva, pur a seguito di un pagamento tempestivo, non impedisce all’Inps di denunciare l’omesso versamento all’Autorità giudiziaria.

Articolo tratto da una consulenza dell’avv. Andrea Iurato

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