Bestemmiare è reato?
Bestemmiare non è più reato ma comporta comunque spiacevoli conseguenze, soprattutto per il portafoglio. Vediamo di che si tratta.
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Bestemmiare è reato?
Per quanto bestemmiare fosse considerato un comportamento deprecabile e connotato da un elevato disvalore sociale, oggi non è più reato [1]. Ciò non toglie che la blasfemia (cioè la bestemmia) comporta comunque alcune conseguenze: il codice penale, infatti, afferma che chiunque utilizza invettive o parole oltraggiose contro la divinità in pubblico soggiace alla sanzione amministrativa pecuniaria compresa tra cinquantuno euro e trecentonove euro
Bestemmiare: quando è illecito amministrativo?
Per essere sanzionata, la bestemmia deve essere pronunciata in pubblico, non importa da chi. Né è necessario che le parole oltraggiose si rivolgano alla divinità, ai simboli o alle persone venerati nella religione dello Stato [3]. In pratica, la condotta sanzionabile si estende dall’offesa al Dio della religione cattolica a quella che riguarda la divinità di qualsiasi altro credo religioso, a quella contro i defunti. Ai più attenti non sfuggirà certo un particolare: non abbiamo menzionato la
Bestemmiare: che succede sui social network?
Abbiamo detto che, affinché una bestemmia sia formalmente un illecito amministrativo, deve essere pronunciata in pubblico. Ma cosa accade se lo si fa sui social network? Esattamente quello che accade se lo si fa in pubblico: Facebook, Instagram o su qualsiasi altro social sono considerati luoghi pubblici. E se vengono pubblicati post o si trovano delle pagine che oltraggiano la religione, ciò può determinare il reato di istigazione a disobbedire le leggi [4], per il quale è prevista la reclusione da sei mesi a cinque anni. Il perché è presto detto: se bestemmiare è un illecito amministrativo, indurre un altro a bestemmiare è istigarlo a commettere un atto illegale.