Bestemmiare è reato?

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Autore: Maura Corrado

01 marzo 2017

Laureata con lode in giurisprudenza presso l’Università del Salento, svolge attualmente la pratica forense in uno studio legale di Lecce, occupandosi prevalentemente di diritto fallimentare, commerciale e societario e di diritto del lavoro. È tirocinante in formazione presso il Tribunale Civile di Lecce, secondo la normativa contenuta nel Decreto del Fare. Giornalista pubblicista iscritta all’albo della Puglia, è redattore per quotidiani a livello locale e riviste giuridiche specializzate.

Bestemmiare non è più reato ma comporta comunque spiacevoli conseguenze, soprattutto per il portafoglio. Vediamo di che si tratta.

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Bestemmiare è reato?

Per quanto bestemmiare fosse considerato un comportamento deprecabile e connotato da un elevato disvalore sociale, oggi non è più reato [1]. Ciò non toglie che la blasfemia (cioè la bestemmia) comporta comunque alcune conseguenze: il codice penale, infatti, afferma che chiunque utilizza invettive o parole oltraggiose contro la divinità in pubblico soggiace alla sanzione amministrativa pecuniaria compresa tra cinquantuno euro e trecentonove euro

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[2]. In questo modo, il legislatore ha voluto garantire il rispetto delle regole civili poste a fondamento di una società organizzata.

Bestemmiare: quando è illecito amministrativo?

Per essere sanzionata, la bestemmia deve essere pronunciata in pubblico, non importa da chi. Né è necessario che le parole oltraggiose si rivolgano alla divinità, ai simboli o alle persone venerati nella religione dello Stato [3]. In pratica, la condotta sanzionabile si estende dall’offesa al Dio della religione cattolica a quella che riguarda la divinità di qualsiasi altro credo religioso, a quella contro i defunti. Ai più attenti non sfuggirà certo un particolare: non abbiamo menzionato la

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Madonna. Non a caso: prendersela con Lei non è sanzionabile. Ciò in quanto la legge non ritiene la Madre del Signore una divinità e, pertanto, l’oltraggio alla Madonna non è, formalmente, una bestemmia. Non è punibile, nemmeno, scomodare qualche santo in Paradiso o prendersela con i profeti. Nemmeno loro vengono considerati delle divinità.

Bestemmiare: che succede sui social network?

Abbiamo detto che, affinché una bestemmia sia formalmente un illecito amministrativo, deve essere pronunciata in pubblico. Ma cosa accade se lo si fa sui social network? Esattamente quello che accade se lo si fa in pubblico: Facebook, Instagram o su qualsiasi altro social sono considerati luoghi pubblici. E se vengono pubblicati post o si trovano delle pagine che oltraggiano la religione, ciò può determinare il reato di istigazione a disobbedire le leggi [4], per il quale è prevista la reclusione da sei mesi a cinque anni. Il perché è presto detto: se bestemmiare è un illecito amministrativo, indurre un altro a bestemmiare è istigarlo a commettere un atto illegale.

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