Reversibilità, cosa fare se l’Inps taglia la pensione

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Autore: Noemi Secci

19 febbraio 2017

Laureata in Giurisprudenza, Consulente del Lavoro, Docente in materie economico-giuridiche e formatrice qualificata. Oltre all'ambito giuslavoristico,è specializzata in campo previdenziale. Collabora con diverse testate online in materia di previdenza e di diritto del lavoro.

Pensione ai superstiti decurtata per superamento dei limiti di cumulo: come verificare se la richiesta di restituzione è legittima, come ricorrere.

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L’Inps mi chiede oltre 10.000 euro indietro per superamento dei limiti di cumulo dei redditi con la pensione di reversibilità: posso oppormi?

In base alla Legge Dini [1], la pensione ai superstiti (che può essere di reversibilità se il dante causa era pensionato, o indiretta se ancora lavorava) non è pienamente cumulabile con i redditi del beneficiario, ma è soggetta a dei limiti, al contrario di quanto avviene per la pensione anticipata e di vecchiaia.

Reversibilità e redditi del pensionato: limiti di cumulo

In particolare, è possibile cumulare la

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pensione di reversibilità o indiretta con gli altri redditi del beneficiario, sino alle seguenti soglie:

Il trattamento che deriva dal cumulo dei redditi con la reversibilità ridotta non può comunque essere inferiore a quello spettante per il reddito pari al limite massimo della fascia immediatamente precedente.

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Reversibilità e redditi del pensionato: redditi esclusi dai limiti di cumulo

Ci sono però dei redditi esclusi, cioè che non concorrono all’ammontare massimo relativo ai limiti di cumulo:

Sono stati successivamente esclusi anche pensione e assegno sociale, rendite Inail, assegni di accompagnamento, pensioni privilegiate, pensioni e assegni per invalidi, ciechi e sordomuti.

Reversibilità e redditi del pensionato: come verificare se la pretesa dell’Inps è legittima

In base a quanto esposto, per capire se l’applicazione dei tagli della pensione, da parte dell’Inps, per il superamento dei limiti di cumulo, bisogna procedere in questo modo:

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Reversibilità e redditi del pensionato: niente tagli se ci sono figli aventi diritto

Nel caso in cui i limiti di cumulo siano comunque stati superati, non deve essere operata alcuna riduzione se nel nucleo familiare sono presenti

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figli minori, studenti (sino a 26 anni se universitari) o inabili, aventi diritto alla pensione di reversibilità.

Reversibilità e redditi del pensionato: niente tagli se si rientra nella sanatoria Inps

Nel caso in cui i tagli siano legittimi e non ci siano figli aventi diritto alla pensione ai superstiti nel nucleo, l’unica possibilità di contestare la pretesa dell’Inps è far valere la cosiddetta sanatoria [2]: se i redditi incidenti su diritto o misura della pensione sono compresi nella dichiarazione annuale (730 o modello Unico), l’indebita erogazione delle somme deve essere notificata dall’Inps entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione.

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Se l’Istituto notifica la richiesta di restituzione degli indebiti, dovuti al taglio della reversibilità, dopo questo termine, perde il diritto alla restituzione, salvo il caso in cui sia dimostrato il dolo del pensionato.

Tagli alla reversibilità: come presentare ricorso

Nel caso in cui, per uno dei motivi esposti, la pretesa dell’Inps risulti illegittima, l’interessato dovrà proporre ricorso amministrativo contro il provvedimento che dispone la decurtazione della pensione, entro 90 giorni dalla data di ricevimento della raccomandata da parte dell’istituto. Qualora non intervenga alcuna decisione nei successivi 90 giorni, potrà proporre un’azione giudiziaria, da notificare direttamente alla sede emittente.

Il ricorso contro la decurtazione della pensione può essere inoltrato con le seguenti modalità:

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