Che fare se non viene restituita la caparra?
La mancata restituzione dell’acconto versato al venditore non costituisce reato di appropriazione indebita, ma solo un illecito civile: niente querela, necessaria invece la causa ordinaria.
Se, a seguito del naufragio delle trattative per un contratto, il venditore non ci restituisce la caparra che gli avevamo consegnato, possiamo denunciarlo per appropriazione indebita? Sembrerebbe di sì, trattandosi di una somma che ci appartiene e che era stata a suo tempo “prestata” in attesa della firma definitiva del contratto. Eppure le cose non stanno così e a dirlo è una recente sentenza della Cassazione che chiarisce che fare se non viene restituita la caparra. Secondo la Suprema Corte, la mancata restituzione dell’acconto versato in vista di un affare non integra il reato di
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Cos’è la caparra?
Quel che noi, comunemente, chiamiamo acconto, per la legge si chiama caparra. Immaginiamo di prenotare una vacanza di una settimana presso l’agenzia viaggi; di chiedere all’officina di ordinare, per conto nostro, un pezzo di ricambio originale da montare poi sulla nostra auto; di firmare un compromesso per l’acquisto di una casa. In tutti questi casi, ci viene chiesto di versare un acconto, che serve a chi lo incassa a cautelarsi nel caso in cui l’affare non dovesse essere più concluso per una ragione o per un’altra. Insomma, si tratta di un modo per farsi risarcire dalle perdite subite per i servizi già resi, per i costi affrontati o per l’impegno assunto in precedenza.
La caparra è dunque una sorta di acconto sul prezzo definitivo che dovremo versare, ma anche una sorta di risarcimento che verrà incassato qualora l’affare non dovesse andare in porto. In realtà esistono due tipi di caparra:
- caparra confirmatoria: in questo caso se l’acquirente ci ripensa e dà disdetta, non solo perde la caparra, ma potrebbe essere chiamato anche a risarcire al venditore il danno del mancato guadagno;
- caparra penitenziale: in tale ipotesi, invece, qualora sopraggiunga il ripensamento dell’acquirente, questo perde solo la caparra che è già comprensiva del risarcimento. Insomma, non gli possono essere richieste altre somme, neanche a titolo di risarcimento.
Attenzione
Che fare in caso di mancata restituzione della caparra?
Veniamo ora al problema di cui si è occupata la Cassazione: come difendersi se non viene restituita la caparra? E la Corte ammonisce: inutile presentare una querela per
La spiegazione è piuttosto semplice. Cercheremo di illustrarla con parole semplici.
Il reato di appropriazione indebita [2] presuppone la non restituzione di un bene di proprietà altrui.
Invece, quando viene consegnata una somma di denaro, trattandosi di cosa mobile “fungibile” (ossia facilmente sostituibile con cose dello stesso tipo e valore), la proprietà si trasferisce al venditore, anche se questi assume l’obbligo di restituire il denaro in caso di disdetta o naufragio delle trattative.
In particolare il Codice penale, nel disciplinare il reato di appropriazione indebita, prevede e punisce chi «per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, si appropria il denaro o la cosa mobile altrui di cui abbia, a qualsiasi titolo». La pena – che necessita della previa querela della persona offesa – è quella della reclusione fino a tre anni e con la multa fino a 1.032 euro.
Elemento distintivo della fattispecie è quindi l’appropriazione della cosa altrui e il rifiuto della restituzione al legittimo proprietario.
Nel caso della caparra, tuttavia, la cessione del denaro comporta che detto bene, essendo infungibile, nel momento in cui viene consegnato al venditore diviene immediatamente di proprietà di quest’ultimo.
Invece, può essere ritenuto responsabile di appropriazione indebita solo «colui che, avendo ricevuto una somma di denaro o altro bene fungibile per eseguire o in esecuzione di un impego vincolato, se l’appropri dandogli destinazione diversa e incompatibile con quella dovuta». Cosa che non ricorre in caso di mancata restituzione della caparra per mancanza del presupposto dell’appropriazione della cosa altrui.
Se non è possibile sporgere querela, che fare se non viene restituita la caparra? Secondo la Corte, l’unico rimedio possibile è intentare una causa civile per inadempimento contrattuale. L’obbligo infatti di restituire la caparra deriva dagli stessi accordi firmati dalle parti, accordi di natura contrattuale, e non ha invece rilevanza da un punto di vista penale.